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IR Notes 191 – 7 settembre 2022
www.irshare.eu
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Una domanda a…
Christer Thörnqvist, professore presso l’Université de Skövde
È stato siglato nel giugno scorso
un accordo di riforma del mercato del lavoro svedese improntato
alla “flexicurity”: maggiore flessibilità per le aziende e
rafforzamento di alcune garanzie per i lavoratori (cfr. Stati
membri). Qual è l’architettura di questo
accordo? La
Svezia ha inteso dotarsi di nuovo accordo, cosiddetto “accordo di
base”, relativo alla sicurezza della vita lavorativa, la transizione
e la tutela dell’occupazione nel mercato del lavoro, in cui vengono
definiti i principi fondamentali delle relazioni industriali a
livello nazionale. L’accordo sostituisce il primo accordo di base
sottoscritto dalle parti sociali nel 1938, che inquadrava la
contrattazione collettiva e retributiva nelle aziende. Tale accordo
fissava inoltre il principio di non interferenza da parte del
Governo nelle questioni relative al mercato del lavoro, un aspetto
fondamentale nel “modello svedese”. Le relazioni industriali svedesi
si basano infatti sull’idea che le parti sociali si assumono la
responsabilità di stabilire le regole per il funzionamento del
mercato del lavoro attraverso la contrattazione collettiva. Il nuovo
accordo di base non si discosta molto da quello precedente. Esso è
stato sottoscritto tra la Confederazione delle imprese svedesi e
diverse organizzazioni sindacali, che rappresentano i “colletti
bianchi”, i “colletti blu” e i laureati. L’attenzione è rivolta al
settore privato, ma sono coinvolti anche i sindacati del settore
pubblico. Il negoziato era in corso dal 2017. Le organizzazioni
firmatarie erano tutte concordi nel ritenere che fosse fondamentale
introdurre «alcuni cambiamenti nella legislazione esistente» sulla
sicurezza del lavoro (LAS) per raggiungere gli obiettivi stabiliti
dall’accordo. La legislazione è stata quindi emendata al fine di
consentire una maggiore flessibilità alle aziende in materia di
licenziamenti. Per i lavoratori è stato invece rafforzato il diritto
allo sviluppo delle competenze, riconoscendo la possibilità
effettuare una formazione per la durata di un anno ricevendo
un’indennità pari all’80% dello stipendio. Le disposizioni
dell’accordo offriranno alle aziende maggiore flessibilità e
prevedibilità, ma dovrebbero anche migliorare l’occupabilità dei
lavoratori e la sicurezza del mercato del lavoro.
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Agenda
27-28 settembre Bruxelles Conferenza
annuale della rete Transnational Trade Union Rights (TTUR) sul tema “Enforcing
EU Labour Law (and beyond)” (Applicare il diritto del lavoro
dell’UE (e oltre)) . Link
per la registrazione.
19-20 ottobre Bruxelles Conferenza
sulla salute e la sicurezza sul lavoro 2022: “Psychosocial
risks in (un)expected places” (Rischi psicosociali in luoghi
(in)attesi), organizzata dall’Istituto Sindacale Europeo (Etui).
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Chi siamo?
IR Notes è
una comunicazione trasmessa ogni 15 giorni, disponibile in diverse
lingue europee (francese, inglese, italiano, spagnolo, tedesco) e
realizzata da IR Share
insieme alla sua rete di esperti. Si occupa di
diritto del lavoro, relazioni sociali e politica dell’occupazione a
livello europeo. È disponibile sul sito tramite abbonamento al prezzo di
248 euro all’anno esentasse.
La squadra: questo
numero è stato redatto da Pascale
Turlan e Frédéric
Turlan. Vedi sul sito
la squadra di
lavoro di IR Share.
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Con un semplice click
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Note legali.
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delle imprese (RCS) di Auxerre col N° 512 567 959. Direttore della
pubblicazione: Frédéric Turlan. Hosting: Ideal prod – 14 rue Auguste
Morel – 89100 Sens – Tel.: + 33 (0)3 86 83 21 21 – Francia. N° CPPAP:
0626 Z 9393.
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Un Dizionario europeo delle relazioni sociali
Per coloro che desiderano approfondire la lettura di IR Notes, mettiamo a
disposizione i link
del Dizionario
europeo delle relazioni sociali, pubblicato da Eurofound e
regolarmente aggiornato da IR Share, editore di IR Notes. Le definizioni
dei termini sono disponibili in inglese e possono essere facilmente
trasposte grazie a strumenti di traduzione online.
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Prima
Pagina
Verso il
rafforzamento del dialogo sociale nell’Unione Europea
Sono ormai lontani i tempi in cui il dialogo sociale e la contrattazione collettiva
erano considerati pratiche obsolete, incompatibili con la competitività e la
crescita economica (cfr. IR Notes 157 e Collective bargaining). Dalla
‘Commissione Juncker’ in poi, e ancor di più con la ‘Commissione Von Der Leyen, «la
contrattazione collettiva non è più vista come un problema, bensì come la
soluzione», sottolinea Torsten Müller, ricercatore presso l’Istituto Sindacale
Europeo. Essa viene quindi menzionata in diverse iniziative recenti della
Commissione, e in particolar modo nella proposta di direttiva sui salari minimi
(cfr. IR Notes 151)
che sollecita gli Stati membri a raggiungere l’80% di lavoratori coperti da
contratti collettivi (rispetto ad una media europea pari al 56% nel 2018.) In questo
testo, la promozione della contrattazione collettiva sui salari è vista come una
leva per aumentare il livello dei salari minimi in Europa. La contrattazione
collettiva è tra le soluzioni caldeggiate dalla proposta di direttiva per migliorare
le condizioni di lavoro dei lavoratori delle piattaforme digitali (cfr. IR Notes 176). Essa
è prevista anche dalle linee guida sull’applicazione del Diritto europeo della
concorrenza ai contratti collettivi in materia le condizioni di lavoro dei
lavoratori autonomi al fine di consentir loro di negoziare accordi collettivi senza
che vengano considerati come “cartelli” in violazione del Diritto della concorrenza
(cfr. Collective bargaining and competition
law). Altro esempio è la comunicazione “Migliori
condizioni di lavoro per un’Europa sociale più forte: sfruttare appieno i
vantaggi della digitalizzazione per il futuro del lavoro” in cui la
Commissione annuncia che «sosterrà il dialogo sociale nel lavoro mediante
piattaforme digitali attraverso attività di sviluppo delle capacità per le parti
sociali, in modo che possano avviare un dialogo sociale sulla gestione
algoritmica». Eppure, questa promozione multidimensionale della contrattazione
collettiva e del dialogo sociale si scontra con un ostacolo importante: il dialogo
sociale è debole o addirittura inesistente in alcuni paesi e/o settori, e le parti
interessate, in particolare le organizzazioni sindacali, subiscono un declino
generalizzato da diversi decenni, esacerbato dalla crisi da Covid-19. Da ciò è
scaturita una nuova iniziativa che la Commissione dovrebbe presentare il 28
settembre, un “pacchetto” per rafforzare il dialogo sociale, che comprende: 1)
una comunicazione sul ruolo del dialogo sociale nell’UE, volta a chiarire la
questione della trasformazione in direttive degli accordi siglati dalle parti
sociali europee e porre fine alle controversie sollevate dal caso EPSU (cfr. EPSU case e IR Notes 169). La
comunicazione dovrebbe edidenziare come il forte coinvolgimento delle parti sociali
sia essenziale per garantire «transizioni eque verso un’economia digitale e neutra
dal punto di vista climatico e per plasmare il futuro del lavoro». A tal fine,
conterrà proposte per il rinnovamento del dialogo sociale a livello UE, riprendendo
il suggerimento della relazione di Andrea Nahles di nominare un responsabile del
dialogo sociale in ogni Direzione Generale della Commissione, al fine di coinvolgere
maggiormente le parti sociali europee nello sviluppo delle politiche dell’UE, anche
quelle che non riguardano direttamente le questioni sociali (cfr. IR Notes
157). 2) Una raccomandazione agli Stati membri per rafforzare il
dialogo sociale a livello nazionale. In diversi Paesi, «le parti sociali non
dispongono di sufficienti capacità. Ciò rappresenta un ostacolo alla loro
partecipazione alle riforme e allo sviluppo delle relative politiche, nonché alla
loro capacità di stipulare contratti collettivi», evidenzia la Commissione. «Questa
situazione incide sull’equilibrio degli interessi delle parti sociali, ostacolando
la ricerca di soluzioni adeguate e la negoziazione degli avanzamenti retributivi. La
raccomandazione dovrebbe incentrarsi su tre aree: 1) consultazione delle parti
sociali sulla progettazione e l’attuazione delle politiche economiche, sociali e
occupazionali; 2) incoraggiare le parti sociali a negoziare e concludere contratti
collettivi nelle aree di loro interesse, nel rispetto della loro autonomia e del
diritto all’azione collettiva; 3) sostenere lo sviluppo delle capacità delle parti
sociali.
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1. Unione
Europea
Legislazione
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Attualità
sociale
Una ricca stagione sociale : La
prima legislazione europea sui salari minimi adeguati dovrebbe essere adottata in
settembre dall’Europarlamento (cfr. scheda
informativa e comunicato
del Parlamento). Il dibattito sul testo è previsto durante la sessione
plenaria del 13 settembre e la votazione dovrebbe avvenire in una delle sessioni
successive. Il testo obbliga i Paesi dell’UE a garantire che i loro salari minimi
legali nazionali consentano uno standard di vita dignitoso. Esso deve favorire la
crescita dei salari reali, la riduzione della povertà lavorativa e del divario
retributivo di genere (cfr. IR Notes 151).
Quanto alla Direttiva sull’equilibrio di genere tra gli amministratori con incarichi
non esecutivi delle società quotate in borsa, su cui il Consiglio e il Parlamento
hanno raggiunto un accordo, essa deve essere formalmente adottata in plenaria. Una
volta in vigore, introdurrà procedure di assunzione trasparenti nelle aziende, in
modo che almeno il 40% degli incarichi di amministratore non esecutivo o il 33% di
tutti gli incarichi di amministratore siano ricoperti dal sesso sottorappresentato
(cfr. comunicato
del Parlamento e IR
Notes 188). Gli eurodeputati avvieranno altresì i negoziati con il Consiglio
sulla Direttiva
relativa alla trasparenza delle retribuzioni (cfr. IR Notes 159) per
obbligare le aziende a rendere pubbliche le retribuzioni di uomini e donne nella
stessa posizione e funzione, rendendo più agevole il confronto delle retribuzioni ed
evidenziando i divari retributivi di genere (cfr. comunicato
del Parlamento). La Presidenza ceca dell’UE intende raggiungere un accordo sul
testo entro la fine dell’anno, perché possa essere poi formalmente adottato dal
Consiglio e dal Parlamento nella prima metà del 2023. Il Parlamento voterà inoltre
le nuove norme sull’uso dell’intelligenza artificiale (IA), al fine di stabilire
standard chiari che riflettano i valori dell’UE e garantiscano la protezione dei
diritti fondamentali. Una delle sfide sarà fare in modo che il tema diventi oggetto
di dialogo sociale. Per quanto riguarda le condizioni di lavoro nelle piattaforme
digitali, la Presidenza ceca mira a far adottare un mandato negoziale dal Consiglio
entro la fine dell’anno, in modo da poter avviare i negoziati con il Parlamento. La
Commissione Europea, dal canto suo, dovrebbe presentare il 13 settembre una proposta
intesa a mettere al bando i prodotti derivanti dal lavoro forzato, e il 28 settembre
una proposta di raccomandazione sul reddito minimo, nonché una proposta di direttiva
sulla tutela dei lavoratori esposti all’amianto. Infine, la Commissione per
l’Occupazione e gli Affari Sociali del Parlamento europeo adotterà la relazione di
Dennis Ratke (PPE) relativa alla revisione della Direttiva sui comitati aziendali
europei, che fa sperare che essa sarà adottata in plenaria entro la fine dell’anno.
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Giurisprudenza
Ruolo del datore di lavoro nei casi di molestie
: La Corte europea dei diritti dell’uomo (CEDU) si è
pronunciata in un caso rumeno riguardante le molestie sessuali subite da una addetta
alle pulizie da parte di un capostazione della compagnia ferroviaria nazionale.
Sebbene il punto principale fossero le carenze dello Stato e del sistema giudiziario
rumeni, la sentenza evidenzia nondimeno le mancanze dell’azienda ferroviaria, che
costituiscono in sé una violazione dell’art. 8 della Convenzione Europea sui Diritti
Umani sul rispetto della vita privata e familiare. Pertanto, la CEDU ha rilevato che
nonostante l’esistenza di una politica interna che vietava ogni comportamento
contrario alla dignità della persona e incoraggiava la segnalazione di qualsiasi
molestia da parte del management, il responsabile della sicurezza dei passeggeri,
informato della situazione, dopo aver ascoltato le parti interessate, ha rifiutato
di esaminare il caso e ha consigliato alla vittima di rivolgersi alla polizia, nel
caso lo avesse ritenuto necessario. Oltre a ciò, nel suo ufficio, ha sottoposto la
vittima a un confronto con il capostazione senza averla preliminarmente informata.
Inoltre, non esiste alcuna indicazione che egli abbia indirizzato la ricorrente ad
altra persona dell’azienda in grado di aiutarla a risolvere il problema o che egli
stesso abbia richiamato l’attenzione della persona competente in seno all’azienda
ferroviaria. La Corte ha inoltre osservato che non è stata condotta alcuna indagine
interna. In tale contesto, la Corte ha ritenuto che non siano stati messi in atto
meccanismi a livello aziendale per affrontare la questione delle molestie sessuali
sul posto di lavoro (cfr. sentenza).
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Dialogo
sociale settoriale
- Servizi sociali : Le parti
sociali europee del settore dei servizi sociali (Social Employers e EPSU) hanno
lanciato un nuovo progetto europeo (FORTE) al fine di mettere in luce le
competenze e i fabbisogni formativi nel settore dei servizi sociali. Il progetto
affronterà la necessità di garantire condizioni di lavoro sicure e salutari nel
settore, al fine di attrarre e trattenere i lavoratori (cfr. comunicato
d’EPSU e la pagina
dedicata al progetto sul sito di Social Employers.
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2. Stati
membri
Francia
Potere d’acquisto : Sono state
pubblicate la Legge
recante misure di emergenza per la tutela del potere d’acquisto e la Legge
finanziaria di rettifica per il 2022. Per combattere l’effetto
dell’inflazione, un «bonus di condivisione del valore» consente ai lavoratori
dipendenti di ricevere fino a 3.000 euro all’anno (o addirittura 6.000 euro nelle
aziende che hanno implementato accordi di partecipazione finanziaria). Il bonus è
esonerato da contributi previdenziali e da imposta sul reddito per i dipendenti che
hanno percepito una retribuzione inferiore a € 60.442,20 nei 12 mesi precedenti il
versamento. I dipendenti, con l’accordo del datore di lavoro, possono anche
monetizzare in busta paga le giornate o mezze giornate quando l’orario di lavoro
supera le trentacinque ore settimanali (dette “RTT”) maturate dal 1° gennaio 2022 al
31 dicembre 2025.
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Svezia
Riforma del mercato del lavoro :
Alcune misure chiave dell’accordo sulla riforma del mercato del
lavoro: in caso di contestazione del licenziamento, il dipendente lascia l’azienda
al termine del periodo di preavviso, ricevendo un’indennità pari all’80% della
retribuzione versata dall’assicurazione contro la disoccupazione. Per quanto
riguarda i criteri per i licenziamenti collettivi, l’azienda ha la facoltà di
prescindere dal principio “last in, first out”. Un lavoratore con contratto a tempo
determinato ottiene un contratto a tempo indeterminato dopo 12 mesi di lavoro per la
medesima azienda (invece degli attuali 24 mesi) per un periodo di cinque anni. Al
ricorrere di determinate condizioni di anzianità lavorativa, i lavoratori possono
seguire fino a 44 settimane di formazione ricevendo un’indennità pari all’80% dello
stipendio, fino ad un massimo di circa 6.500 euro al mese. > Per saperne di più: comunicato
stampa e analisi
dell’accordo forniti dall’organizzazione imprenditoriale Svenskt Näringsliv, nonché
analisi del sindacato Unionen.
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3. Paesi
Terzi
Regno
Unito
- Salute mentale : L’11
agosto il Governo scozzese ha lanciato una piattaforma online gratuita che offre
alle aziende soluzioni pratiche per promuovere la salute mentale sul posto di
lavoro. Esse possono trovarvi: formazione, consulenza, un promemoria relativo
agli obblighi legali e contatti con terze parti specializzate. Il Governo ha
motivato l’iniziativa facendo riferimento ad una recente ricerca che dimostra
come la cattiva salute mentale costi alle aziende scozzesi oltre 2 miliardi di
sterline all’anno, e che per ogni sterlina spesa in interventi a favore della
salute mentale, i datori di lavoro ottengono 5 sterline in termini di riduzione
dei giorni di malattia e aumento della produttività (cfr. comunicato).
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Ucraina
Una legislazione del lavoro ultra-liberista :
Nonostante l’appello della Confederazione Europea dei Sindacati
(CES) e della Confederazione Internazionale dei Sindacati (ITUC), il 17 agosto
scorso il Presidente Zelensky ha firmato la Legge 5371, che esclude i lavoratori
dipendenti delle aziende con meno di 250 addetti dalla legislazione del lavoro e
dalla contrattazione collettiva. Pertanto, le condizioni di lavoro del 70% della
forza lavoro ucraina saranno determinate esclusivamente da contratti di lavoro
individuali. Questa legge «causerà danni irreparabili nel campo delle relazioni
industriali nel Paese», rimarcano i Segretari Generali della CES (Luca Visentini) e
della ITUC (Sharan Burrow), in una lettera
congiunta ai leader dell’Unione Europea pubblicata il 24 agosto (si veda
anche la lettera
congiunta del 14 luglio). «Questa legge», denunciano le due confederazioni,
«è una nuova fase dei continui attacchi contro i sindacati ucraini, motivati dalla
presenza degli oligarchi dietro al partito al potere, e di altri che non si curano
degli interessi del popolo». I due leader sindacali chiedono all’UE di non rimanere
«in silenzio di fronte a queste azioni» e di «condannare in modo chiaro e
inequivocabile (…) questi atti ripetuti che sono contrari ai valori e ai principi
dell’UE».
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4.
Aziende
Accordi
transnazionali
Revisione : È stata approvata il
25 luglio, a Berlino, da parte del gruppo Deutsche Post DHL e delle
federazioni sindacali globali ITF e UNI Global Union la revisione del protocollo
congiunto firmato sotto l’egida del punto di contatto nazionale tedesco per l’OCSE
nel 2016, e successivamente modificato nel 2019. Grazie questo nuovo accordo, DPDHL,
ITF e UNI hanno elaborato per la prima volta un piano di lavoro congiunto su sette
temi: lavoro minorile, diversità e inclusione, condizioni di lavoro, privacy, lavoro
forzato, libertà di associazione e contrattazione collettiva e ambiente (cfr. comunicato
congiunto e comunicato
di UNI Global Union).
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Diritti fondamentali : In
occasione del 10° anniversario dell’Accordo Quadro Internazionale (IFA) di Siemens, il 26-27 luglio si è
svolto un incontro tra i rappresentanti dei lavoratori di Europa, Asia e America.
Tra i progressi ancora da compiere, Kan Matsuzaki, vice segretario generale di
IndustriAll Global Union, ha evidenziato il fatto che spesso i diversi management a
livello locale non sono a conoscenza dell’esistenza e del contenuto dell’accordo
quadro, uno dei punti deboli più noti di questo tipo di accordi. Ha inoltre
sollecitato la negoziazione di un accordo quadro globale per Siemens Energy, una divisione
ora indipendente e quotata in borsa di Siemens, al fine di poter continuare ad
applicare gli standard raggiunti da Siemens (cfr. comunicato).
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5. Studi e
rapporti
Quale quadro per lo smart working nell’UE? :
Mentre i servizi della Commissione Europea lavorano su una
possibile iniziativa in materia di telelavoro e sul diritto alla disconnessione, la
Fondazione Europea per il Miglioramento delle Condizioni di Vita e di Lavoro
(Eurofound) ha appena pubblicato uno studio, con il supporto della sua rete di
corrispondenti nazionali (di cui IR Share è membro), relativo all’inquadramento del
telelavoro nell’Unione Europea e sulle sue recenti evoluzioni (cfr. studio
e sintesi).
Nello studio si evidenzia la diversità delle normative esistenti, l’importanza del
ruolo del dialogo sociale, e in particolare della contrattazione aziendale, nel
disciplinare il telelavoro. Si afferma altresì la necessità di «standard condivisi
per la tutela dei telelavoratori in tutta l’UE», anche in materia di diritto alla
disconnessione, e si richiede un’armonizzazione minima del quadro normativo. Lo
studio esorta i responsabili politici ad «agevolare il telelavoro transfrontaliero»,
in quanto «pienamente in linea con le politiche dell’UE volte a promuovere la
mobilità transfrontaliera nel mercato unico europeo».
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- Gestione algoritmica :
L’Istituto sindacale europeo (ETUI) ha pubblicato un Policy
brief in cui torna ad affrontare le disposizioni contenute nella
Proposta di direttiva sul miglioramento delle condizioni di lavoro nelle
piattaforme digitali, in particolare relativamente alla gestione algoritmica,
evidenziando l’inadeguatezza delle misure presentate dalla Commissione, ma
proponendo anche aree di miglioramento.
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