|
| |
IR Notes 197 – 30 novembre 2022
www.irshare.eu
|
|
|
| |
| |
Editoriale
Il valore aggiunto dei CAE
È stato appena pubblicato da Eurofound
un documento
di lavoro in cui si valuta il
funzionamento dei comitati aziendali europei di 11 aziende
multinazionali (*), sulla base dei casi di studio esaminati
congiuntamente da Astrées
e IR Share. Il rapporto alimenterà il lavoro delle
parti coinvolte nell’attuale processo di revisione della Direttiva
sui comitati aziendali europei. Sono state condotte interviste separate dei
manager delle aziende e dei segretari degli 11 comitati aziendali
europei che, a detta di chi partecipa in prima persona, funzionano
bene. Che cosa ci insegnano questi comitati modello? Nel complesso,
le informazioni fornite dalla direzione in tutte le aziende studiate
sono apprezzate dai segretari dei comitati aziendali europei. Questi
ultimi considerano positivi i loro scambi con i livelli decisionali,
e, per alcuni, direttamente con i CEO. Tuttavia, in caso di
ristrutturazione, oltre la metà dei segretari riferisce di
riscontrare difficoltà a ricevere informazioni in tempo utile per
reagire e formulare pareri. A 28 anni di distanza dall’adozione
della direttiva, l’informazione-consultazione a monte delle
decisioni aziendali non è ancora diventato un processo “naturale”,
neppure nei comitati aziendali europei dove il dialogo sociale è di
buon livello. Il quadro, è mediamente più cupo. Ciò conferma
l’opportunità del rapporto Radtke, adottato il 30 novembre dalla
Commissione Occupazione e Affari Sociali del Parlamento, che mira a
rafforzare le sanzioni in caso di inosservanza degli obblighi. Lo
scopo è fare in modo che non sia più possibile farsi gioco dei
comitati aziendali europei. Lo studio evidenzia che alcune aziende
hanno progressivamente migliorato la procedura di informazione e
consultazione, sebbene ciò non sembri incidere sulle decisioni
adottate. Altri CAE hanno invece istituito commissioni di
monitoraggio per seguire l’attuazione dei diversi progetti nei vari
paesi e/o hanno fornito informazioni utili ai negoziatori a livello
locale. Inoltre, ciò che i casi di studio dimostrano è che
l’intervento legislativo, per quanto necessario, non è sufficiente
per rafforzare il ruolo dei comitati aziendali europei. Questo è un
aspetto che riguarda tutti, perché il buon funzionamento di un CAE
dipende dalla partecipazione delle numerose parti coinvolte.
L’efficacia di un CAE dipende altresì dalle risorse a disposizione.
Nonostante le persistenti difficoltà, il rapporto prova il valore
aggiunto dei comitati aziendali europei: sostengono il dialogo
sociale, in particolare nei paesi in cui è poco sviluppato,
contribuiscono alla pace sociale e consentono di comprendere la
strategia dell’azienda. Sono molti i fattori che incidono
positivamente sul loro sviluppo, ma nessuno di essi separatamente è
sufficiente a spiegare il successo o l’insuccesso. Il valore
aggiunto di un CAE si rafforza a mano a mano che si costruisce la
fiducia. Diversi comitati hanno adottato iniziative significative,
come la creazione di gruppi di lavoro per approfondire un argomento
o adottare di testi elaborati congiuntamente con il management
aziendale. Una migliore comunicazione sul valore aggiunto dei
comitati aziendali europei e la condivisione delle prassi sono due
modi per migliorare il loro funzionamento e incoraggiare la
creazione di nuovi comitati.
(*) Air France KLM, Bayer, Bel, CEZ Group,
Club Med, Eiffage, Ericsson, Ferrero, Generali, Ineos,
Inditex.
|
|
|
 |
| |
Agenda
1°
dicembre Online Seminario di
restituzione dei risultati dello studio condotto da Visionary e
Notus sul telelavoro e il diritto alla disconnessione per conto della
Commissione Europea. IR Share ha partecipato allo studio e condurrà un
workshop.
30-31 gennaio
2023 Amburgo
(e online il primo
giorno) Quindicesima conferenza dei comitati aziendali
europei e dei comitati di SE, organizzata dalla EWC Academy, con una
prima giornata dedicata alla revisione della Direttiva relativa ai
comitati aziendali europei, all’accordo sottoscritto con il CAE di Engie
per garantire tutele ai dipendenti trasferiti a Bouygues e
all’intervento della segretaria del CAE Orpéa, licenziata e reintegrata
due volte. Programma e
iscrizione, interpretazione francese-tedesco.
|
|
|
 |
| |
Chi siamo?
IR Notes è
una comunicazione trasmessa ogni 15 giorni, disponibile in diverse
lingue europee (francese, inglese, italiano, spagnolo, tedesco) e
realizzata da IR Share
insieme alla sua rete di esperti. Si occupa di
diritto del lavoro, relazioni sociali e politica dell’occupazione a
livello europeo. È disponibile sul sito tramite abbonamento al prezzo di
248 euro all’anno esentasse.
La squadra: questo
numero è stato redatto da Pascale
Turlan e Frédéric
Turlan. Vedi sul sito
la squadra di
lavoro di IR Share
Abbonarsi a IR Notes
Con un semplice click
sul sito di IR Share o via E-mail: frederic.t@irshare.eu
Note legali.
Editore: IR Share SARL – 5, Les Compères – 89520 Fontenoy – +33
(0)6 81 41 53 95 – capitale sociale 1500 euros – Iscritta al registro
delle imprese (RCS) di Auxerre col N° 512 567 959. Direttore della
pubblicazione: Frédéric Turlan. Hosting: Ideal prod – 14 rue Auguste
Morel – 89100 Sens – Tel.: + 33 (0)3 86 83 21 21 – Francia. N° CPPAP:
0626 Z 9393.
|
|
|
 |
| |
Dictionnaire européen des relations sociales
Per coloro che desiderano approfondire la lettura di IR Notes, mettiamo a
disposizione i link
del Dizionario
europeo delle relazioni sociali, pubblicato da Eurofound e
regolarmente aggiornato da IR Share, editore di IR Notes. Le definizioni
dei termini sono disponibili in inglese e possono essere facilmente
trasposte grazie a strumenti di traduzione online.
|
|
|
 |
|
|
|
Prima
Pagina
Più donne
nei consigli di amministrazione
Il 22 novembre, il Parlamento Europeo ha adottato in via definitiva la Proposta
di Direttiva riguardante il miglioramento dell’equilibrio di genere fra gli
amministratori senza incarichi esecutivi delle società quotate in Borsa e
relative misure (cfr. risoluzione
e comunicato
del Parlamento). Gli eurodeputati hanno approvato la posizione del Consiglio (cfr.
sintesi)
dopo il via libera dello stesso il 17 ottobre (cfr. comunicato),
sulla base del compromesso raggiunto il 7 giugno (cfr. comunicato).
La direttiva sarà pubblicata a breve nella GUUE. Entro due anni dovrà
essere recepita dagli Stati membri. Nel 2021, soltanto il 30,6% dei membri dei
consigli di amministrazione delle maggiori società quotate in borsa erano donne, con
differenze significative tra i paesi (dal 45,3% della Francia, grazie ad una
legislazione ad hoc vincolante, all’8,5% di Cipro, cfr. Gender
Statistics Database). Sebbene la situazione sia gradualmente migliorata
nell’UE (il 23,6% dei membri dei consigli di amministrazione erano donne nel 2016,
rispetto all’8,2% del 2003), le sole iniziative motu proprio delle aziende non
appaiono sufficienti, tanto da giustificare questa iniziativa legislativa (cfr. studio
del Parlamento e sintesi).
Secondo la direttiva, le società quotate in borsa che occupano oltre 250 lavoratori
avranno l’obbligo, entro il 30 giugno 2026, di far sì che i membri del sesso
sottorappresentato occupino 1) almeno il 40% delle posizioni di amministratore senza
incarichi esecutivi nel consiglio di amministrazione; 2) almeno il 33% di tutte le
posizioni nel consiglio di amministrazione, con incarichi esecutivi e non. Le
società che non soddisfino tali requisiti dovranno adeguare i processi di selezione
dei candidati per la nomina o l’elezione come amministratori sulla base di criteri
chiari, formulati in termini neutri e privi di ambiguità. A parità di qualifiche e
competenze, sarà data priorità al candidato del genere sottorappresentato. Le
aziende saranno tenute a pubblicare, una volta all’anno, le informazioni sulla
presenza di donne e uomini nei loro consigli di amministrazione e sulle misure
adottate per raggiungere gli obiettivi. In ogni Paese, verrà compilato un elenco
«facilmente accessibile e centralizzato» per censire le aziende che abbiano
raggiunto l’uno o l’altro obiettivo. In caso di non raggiungimento, le aziende
avranno l’obbligo di specificarne le ragioni e descrivere le misure già adottate o
pianificate. Quanto agli Stati, essi dovranno adottare sanzioni efficaci,
proporzionate e dissuasive. I tribunali potranno multare l’azienda e/o invalidare o
dichiarare nulla una decisione riguardante la selezione degli amministratori
adottata in violazione delle norme imposte dalla Direttiva. Nel 2030 è previsto un
rapporto di valutazione sulla direttiva da parte della Commissione, che si
pronuncerà in merito all’eventuale estensione del meccanismo alle aziende non
quotate con oltre 250 dipendenti. Una delle correlatrici in Parlamento,
l’eurodeputata austriaca Evelyn Regner (S&D), ha lasciato intendere, durante la
conferenza stampa, che il Parlamento avrebbe voluto andare oltre, includendo le PMI
o altre posizioni dirigenziali. Indubbiamente, seppur basata su una proposta
piuttosto risalente (per informazione, fu presentata dalla Commissione nel 2012) e
poco innovativa rispetto ad alcune legislazioni nazionali, l’adozione della
direttiva rafforza il requisito della femminilizzazione di tutte le posizioni
dirigenziali. I comitati aziendali europei avranno anch’essi un ruolo da svolgere
nel garantire che il testo venga applicato ed esteso ad altre posizioni
dirigenziali.
|
1. Stati
Membri
Belgio
Standard retributivi : A seguito
del ricorso presentato dalle tre confederazioni sindacali presso il Comitato sulla
libertà di associazione dell’ILO, l’ILO ha rilevato che la Legge sugli standard
retributivi (Loi sur la norme salariale, nota come legge del ’96) viola la
Convenzione OIL n. 98 sul diritto di organizzazione e di negoziazione collettiva
(cfr. rapporto
del Comitato sulla libertà di associazione). La legge, emendata nel 2017, prevede
che ogni due anni venga adottato, con la partecipazione delle parti sociali, uno
standard retributivo a livello intersettoriale che consiste nella fissazione di un
tetto massimo per l’aumento dei costi retributivi, che poi va ad applicarsi ai
diversi livelli di contrattazione collettiva nel Paese. Per i sindacati, questa
limitazione degli aumenti retributivi non lascia alcuna libertà negoziale alle parti
sociali nell’ambito delle contrattazioni in materia retributiva. Per l’ILO, la legge
lede l’autonomia delle parti sociali. Non spetta al Governo determinare, per via
legislativa, i criteri entro i quali debbano muoversi i negoziati retributivi. In
risposta, i sindacati chiedono al Governo di modificare la legge (cfr. comunicati
FGTB
e CSC).
Le organizzazioni imprenditoriali respingono la modifica della legge e fanno leva su
questa decisione per contestare un altro meccanismo: l’indicizzazione automatica
delle retribuzioni all’inflazione, che, a loro avviso, priva le parti sociali della
loro autonomia negoziale.
|
Spagna
Schede ambientali : La
Confederazione sindacale UGT, in collaborazione con il Ministero della transizione
ecologica e della sfida demografica, ha elaborato delle schede informative destinate
ai lavoratori e ai sindacalisti, al fine di render nota la posizione dell’UGT sulle
diverse sfide ambientali e sociali legate alla transizione ecologica. Queste schede
coprono 8 aree come il cambiamento climatico, l’economia circolare e i rifiuti o
ancora la sostenibilità ambientale, economica e sociale. L’obiettivo è fare in modo
che i dipendenti possano «contribuire a una visione sindacale eco-sociale di una
transizione ecologica giusta» e partecipare alle misure che verranno adottate
attraverso la contrattazione collettiva e il dialogo sociale nella loro azienda o
nel loro settore di attività (cfr. comunicato).
|
Francia
Riforma del mercato del lavoro :
Il Parlamento ha adottato in via definitiva il Progetto di legge recante misure
d’emergenza in materia di funzionamento del mercato del lavoro in vista della
piena occupazione, che modifica alcune norme del sistema di assicurazione
contro la disoccupazione, in particolare introducendo una modulazione di alcuni
parametri dell’indennità di disoccupazione a seconda della congiuntura. Il testo
prevede altresì una procedura che consente al datore di lavoro di considerare
dimissionario un dipendente che abbandoni il proprio posto di lavoro (cfr. comunicato
del Ministero del Lavoro).
- Diritto sociale europeo.
Il Governo ha adottato il 23 novembre un Progetto di legge che
adegua il diritto nazionale al diritto dell’Unione Europea, in particolare in
materia sociale (cfr. comunicato
stampa). Il testo recepisce le Direttive n. 2019/1158 del 20 giugno 2019
relativa all’equilibrio tra attività professionale e vita familiare per i
genitori e i prestatori di assistenza (cfr. IR Notes 112 e
IR Notes 124) e
la n. 2019/1152 del 20 giugno 2019 relativa a condizioni di lavoro trasparenti e
prevedibili nell’Unione europea (cfr. IR Notes 89 et
IR Notes 101),
nonché alcune sentenze della Corte di Giustizia dell’UE. Ad esempio, il
trattamento di fine rapporto di un lavoratore in congedo parentale part-time
deve essere calcolato, nel rispetto di una recente sentenza della CGUE, sulla
base del tempo pieno lavorato prima del congedo parentale (cfr. IR Note 120).
- Negoziati sulla condivisione del
valore. Le parti sociali hanno avviato l’8 novembre un
negoziato interconfederale sulla condivisione del valore in seno alle aziende.
Scopo del negoziato è consentire una migliore condivisione degli utili aziendali
con i lavoratori. Le parti sociali sono state invitate dal Governo a esplorare
tre strade: 1) generalizzazione dei meccanismi di condivisione del valore
attualmente esistenti (cointeressenza, partecipazione, piani di risparmio per i
dipendenti, piani di azionariato per i dipendenti, ecc.), in particolare nelle
aziende più piccole; 2) semplificazione dei predetti meccanismi; 3) orientare il
risparmio dei dipendenti verso «grandi priorità di interesse comune» come la
transizione ecologica.
|
Irlanda
Diritto al “remote working” : È
stata approvata dal Governo il 9 novembre l’inclusione del diritto al lavoro da
remoto nella Legge sull’equilibrio tra attività professionale e vita familiare
(Work-life Balance Bill), di cui è prevista l’approvazione in Parlamento
entro la fine dell’anno. Ciò accelera l’adozione di questo nuovo diritto, oggetto di
una precedente proposta di legge (cfr. IR Notes 180). La
nuova legislazione riconosce a tutti i dipendenti il diritto di chiedere di
lavorare da remoto. Tuttavia, il diritto di richiedere qualsiasi altro tipo di
flessibilità, come la riduzione o una diversa organizzazione dell’orario di lavoro,
rimarrà limitato ai genitori e ai caregiver. Rispetto alla bozza originale, il
Governo ha rinunciato al lungo elenco di casi in cui l’azienda poteva non concedere
il lavoro da remoto, prevedendo invece un obbligo generale per il datore di lavoro
di tener conto, nell’esaminare una richiesta, sia le sue esigenze proprie, sia di
quelle dei lavoratori. Le aziende saranno inoltre tenute a rispettare un codice di
condotta (Code of Practice) sul lavoro flessibile e da remoto che sarà
pubblicato contemporaneamente alla legge.
>
Si vedano altresì: i comunicati del Governo
e della confederazione
sindacale ICTU, la quale si rallegra per l’impegno del Governo a prevedere
l’estensione del diritto di richiedere i diversi tipi di flessibilità a tutti i
lavoratori, non solo il remote working, dopo due anni dall’entrata in vigore della
legislazione.
- Reddito di sussistenza. È
stata annunciata dal Governo l’adozione di un reddito nazionale di sussistenza
(National Living Wage) destinato a tutti lavoratori dipendenti, che
sarà fissato al 60% della retribuzione oraria mediana. Verrà introdotto per un
periodo di quattro anni. La prima fase sarà l’aumento dell’80% del salario
minimo nazionale (National Minimum Wage) dal 1° gennaio 2023, che
salirà a 11,30 euro orari. Seguiranno aumenti progressivi del salario minimo
nazionale fino a raggiungere il 60% della retribuzione oraria mediana. Nel 2026,
il National Living Wage sostituirà il National Minimum Wage
(cfr. comunicato).
|
Paesi
Bassi
Piano “esodi” per i lavoratori autonomi :
La confederazione sindacale FNV ha raggiunto un accordo con
Deliveroo su un piano “esodi” nell’ambito del ritiro dal mercato olandese della
società di consegne a domicilio. La decisione implica la cessazione, al 30 novembre,
dell’attività per i 9.000 rider. La FNV ha ottenuto il pagamento di un’indennità a
tutti i rider con almeno un anno di anzianità pari al 38% del reddito percepito nei
12 mesi precedenti, maggiorato in base all’anzianità. Un raro esempio di accordo
concluso da un sindacato di lavoratori dipendenti a vantaggio dei lavoratori
autonomi (cfr. comunicato).
|
2. Aziende
Comitati
aziendali europei
Gruppi di lavoro sulla RSI : Si
è concluso il 13 settembre il negoziato tra la direzione del gruppo di costruzioni
Vinci e la delegazione
speciale di negoziazione costituita su mandato della Federazione europea dei
lavoratori delle costruzioni e del legno (FETBB) e della Federazione europea dei
quadri delle costruzioni (FECC) per la revisione dell’Accordo istitutivo
del comitato aziendale europeo. «Il testo consente di rafforzare i mezzi a
disposizione del comitato aziendale europeo e di renderlo più efficace», dichiara la
segretaria, Alexandra Charton (CFDT). L’accordo, che si applica ai paesi membri
dello Spazio Economico Europeo e alla Svizzera, riconferma altresì la presenza del
Regno Unito nel suo ambito di applicazione. In termini di mezzi, l’accordo aumenta
le ore di permesso per il segretario (da 200 a 400 ore) e dei membri del comitato
ristretto (da 120 a 130 ore), ma non quelle degli altri membri (50 ore). Il budget
del CAE è fissato a 55.000 euro annui destinati a coprire, tra le altre cose, le
spese di viaggio dei membri del comitato ristretto in alcuni paesi, un eventuale
corso di formazione specifico per uno dei membri del comitato ristretto, o ancora
l’acquisto di attrezzature informatiche per i membri supplenti. Uno dei contributi
principali è l’istituzione di una commissione permanente sulla RSI che si riunirà
almeno due volte all’anno. Essa avrà il compito di garantire che gli impegni del
gruppo in materia di RSI, come espressi nella Dichiarazione congiunta sulla
salute e la sicurezza del gruppo Vinci, nelle Linee guida ambientali del gruppo
Vinci e in «qualunque altro documento futuro prodotto dai gruppi di lavoro»,
siano adeguatamente attuati. «Oltre a quest’ultima commissione», spiega Alexandra
Charton, «l’area di miglioramento per quanto riguarda la RSI è la costituzione di
gruppi di lavoro ad hoc su temi specifici, definendo, insieme all’azienda, le
modalità di funzionamento e i mezzi a disposizione (programma, risultati attesi,
ecc.)». Questi affronteranno «temi connessi alle sfide attuali e transnazionali del
Gruppo», come la salute e la sicurezza, il subappalto responsabile o il “dovere di
vigilanza”. Composti da cinque membri, i gruppi di lavoro potranno invitare esperti
interni e, a carico del budget del CAE, esperti esterni.
|
Impegno sociale e lotta contro l’assenteismo. :
È stata adottata lo scorso 17 novembre, da parte Gruppo Korian e del comitato aziendale
europeo, una Dichiarazione congiunta sull’impegno sociale e la riduzione
dell’assenteismo, frutto del dialogo condotto in seno al gruppo di lavoro del CAE
dedicato alle cause e alle conseguenze dell’assenteismo (cfr. comunicato).
Sono state individuate sei macro-famiglie di fattori d’assenteismo: condizioni e
ambiente di lavoro, qualità del management, abitudini di lavoro, situazione
personale del dipendente, inadeguatezza della postazione di lavoro e sovraccarico
mentale o fisico). La condivisione delle esperienze tra i membri del comitato,
provenienti di sei diversi paesi ha consentito di definire una serie di impegni
sociali a sostegno della lotta contro l’assenteismo in tre grandi aree: qualità del
management e atmosfera lavorativa, organizzazione del lavoro e degli orari; supporto
sociale e psicologico. Ogni Paese membro del gruppo dovrà pertanto definire e
attuare piani d’azione in tutti e tre i campi. Tutti gli impegni saranno oggetto di
monitoraggio due volte l’anno da parte del comitato europeo della società europea
(SE), istituito il 18 novembre a seguito della trasformazione di Korian in SE nel
giugno 2022, l’istanza che ha succeduto al comitato aziendale europeo (cfr. comunicato
e IR Notes 189).
Almeno due volte all’anno, le organizzazioni sindacali di ciascun paese saranno
informate sui dati relativi all’assenteismo, al fine di individuare «le categorie
più a rischio, in base al genere, la fascia d’età, l’anzianità o l’attività». Lo
scopo è ridurre le assenze non pianificate in questo settore professionale che si
trova ad affrontare una forte carenza di personale tale da causare una
disorganizzazione del servizio «che può comportare un sovraccarico di lavoro per i
lavoratori presenti».
|
Brexit : L’Employment Appeal
Tribunal (Tribunale d’appello in materia di occupazione – EAT) ha emesso il
4 novembre una sentenza in un
procedimento che vedeva opposti la compagnia aerea Easyjet e il suo comitato
aziendale europeo. L’azienda aveva contestato la competenza del Central
Arbitration Committee (CAC – Comitato Arbitrale Centrale), la giurisdizione
competente in materia di contenzioso relativo ai comitati aziendali europei nel
Regno Unito. L’EAT ha accolto le motivazioni del comitato aziendale europeo
confermando la competenza del CAC, e ha ritenuto che la legislazione britannica
applicabile ai comitati aziendali europei (TICER), come modificata al momento della
Brexit, «continua ad applicarsi ai comitati aziendali europei istituiti prima della
fine del periodo di transizione della Brexit» (cfr. Brexit and labour standards).
|
Accordi
transnazionali
Next normal : È stata adottata
durante la sessione plenaria del 22 novembre da parte del gruppo assicurativo
italiano Generali e del
comitato aziendale europeo una Dichiarazione congiunta sulla nuova modalità di
lavoro sostenibile in uno scenario next normal (N.d.R.: la dichiarazione sarà messa
online dopo finalizzazione e firma delle parti). Vengono in essa stabiliti i
principi per le nuove forme di lavoro ibrido che combinano il lavoro in sede e
quello a distanza. La dichiarazione introduce il diritto di disconnettersi
completamente dal sistema e dagli strumenti di lavoro dopo la giornata lavorativa o
di non rispondere alle comunicazioni aziendali al di fuori dell’orario di lavoro o
durante i periodi di riposo. Sarà cura del comitato aziendale europeo monitorare
l’applicazione della dichiarazione. Come spiega Carole Bourner (CFDT), segretaria
del comitato aziendale europeo «Il testo avrà un impatto nei paesi in cui il potere
contrattuale dei lavoratori è debole, soprattutto nei paesi dove l’organico è
ridotto e nella maggior parte dei Paesi dell’Europa centrale e orientale, dove il
dialogo sociale è fragile. I lavoratori e i loro rappresentanti potranno far leva
sulla dichiarazione per aprire un dialogo con la direzione. Quanto alla direzione
centrale, essa informerà le direzioni locali riguardo all’accordo raggiunto ai fini
dell’apertura del dialogo».
|
|
|