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IR Notes 198 – 14 dicembre 2022
www.irshare.eu
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*** IR Share porge a tutti i suoi lettori i
migliori auguri di buone feste. Dopo una breve pausa invernale,
ci rivedremo il 14 gennaio 2022 con l’IR Notes 199. Non vi
lasceremo però senza informazioni: il sito IR Share sarà
aggiornato regolarmente e potrete anche seguirci sul nostro
account Twitter: @IR_Share. ***
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Una domanda a…
Sotiroula Charalambous, segretaria generale della Federazione Pancipriota
del Lavoro (PEO)
Quali sono le sue principali
preoccupazioni al momento? La prima è l’impatto dell’inflazione sui
lavoratori. Si prevede che l’inflazione raggiungerà il 10% entro la
fine dell’anno, spinta dai rincari dei prezzi dell’energia e dei
prodotti alimentari. Abbiamo chiesto al governo di adottare misure a
sostegno del reddito di tutti i lavoratori. Purtroppo, le misure
adottate sono parziali e una tantum, sotto forma di aiuti economici
ai più poveri tra i poveri, e non dirette a sostenere il tenore di
vita dei lavoratori. Abbiamo chiesto al governo di ridurre
l’aliquota IVA sui beni di prima necessità, di aumentare la
tassazione sui profitti eccezionali realizzati dai produttori di
energia rinnovabile o di aumentare le prestazioni sociali, ma senza
successo. Ad esempio, il reddito minimo garantito è fissato a 480
euro dal 2014. Dati i livelli inflazionistici dal 2013, è
comprensibile che queste persone facciano fatica a sopravvivere.
Un’altra priorità è il meccanismo di adeguamento al costo della vita
(COLA) istituito nel 1944. Il COLA consente di indicizzare le
retribuzioni, adeguandole alle fluttuazioni dell’indice dei prezzi
al consumo. Il meccanismo è stato sospeso dal 2013 al 2017, quando
Cipro era assoggettata al programma di austerità della Troika (UE,
BCE e FMI), e poi ripristinato a partire dal 2018 sulla base
dell’accordo tripartitico raggiunto nel 2017 tra le parti sociali e
il Governo. Da allora, l’adeguamento avviene una volta all’anno,
all’inizio dell’anno, invece che ogni sei mesi, e viene attivato
soltanto in caso di tassi di crescita del PIL positivi nel secondo e
terzo trimestre dell’anno precedente. Fino alla fine del 2022,
l’adeguamento sarà effettuato sulla base della metà del tasso di
inflazione, ma è attualmente in corso il negoziato per un nuovo
accordo tripartitico. La parte imprenditoriale fa pressione per
l’abolizione di tale meccanismo di adeguamento, mentre il movimento
sindacale è unanime nel rivendicare che esso tenga conto dell’intero
tasso di inflazione. Infine, l’ultima priorità riguarda il salario
minimo legale che il Governo ha introdotto per decreto dal 1°
gennaio 2023 (855 euro al mese). Questo è insufficiente: da un lato,
è al di sotto della soglia di povertà. D’altro, non esistendo
disposizioni legali minime nel Diritto del lavoro per quanto
riguarda, ad esempio, la durata della settimana lavorativa, i
beneficiari del salario minimo percepiranno lo stesso importo sia
che lavorino 38 ore, sia che ne lavorino 48. Si corre il rischio che
i datori di lavoro scoraggino i dipendenti dall’iscriversi ai
sindacati onde evitare di applicare i contratti collettivi, che
prevedono retribuzioni minime più elevate. In tal modo, il Governo,
con l’istituzione di questo nuovo regime di salario minimo, sta
andando contro gli obiettivi della Direttiva recentemente adottata
dall’UE sui salari minimi adeguati che mira invece a rafforzare la
contrattazione collettiva e ad estendere notevolmente nell’UE la
quota di lavoratori coperta dai contratti collettivi.
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Agenda
30-31 gennaio
2023 Amburgo
(e online il primo
giorno) Quindicesima conferenza dei comitati aziendali
europei e dei comitati di SE, organizzata dalla EWC Academy, con una
prima giornata dedicata alla revisione della Direttiva relativa ai
comitati aziendali europei, all’accordo sottoscritto con il CAE di Engie
per garantire tutele ai dipendenti trasferiti a Bouygues e
all’intervento della segretaria del CAE Orpéa, licenziata e reintegrata
due volte. Programma e
iscrizione, interpretazione francese-tedesco.
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Chi siamo?
IR Notes è
una comunicazione trasmessa ogni 15 giorni, disponibile in diverse
lingue europee (francese, inglese, italiano, spagnolo, tedesco) e
realizzata da IR Share
insieme alla sua rete di esperti. Si occupa di
diritto del lavoro, relazioni sociali e politica dell’occupazione a
livello europeo. È disponibile sul sito tramite abbonamento al prezzo di
248 euro all’anno esentasse.
La squadra: questo
numero è stato redatto da Pascale
Turlan e Frédéric
Turlan. Vedi sul sito
la squadra di
lavoro di IR Share
Abbonarsi a IR Notes
Con un semplice click
sul sito di IR Share o via E-mail: frederic.t@irshare.eu
Note legali.
Editore: IR Share SARL – 5, Les Compères – 89520 Fontenoy – +33
(0)6 81 41 53 95 – capitale sociale 1500 euros – Iscritta al registro
delle imprese (RCS) di Auxerre col N° 512 567 959. Direttore della
pubblicazione: Frédéric Turlan. Hosting: Ideal prod – 14 rue Auguste
Morel – 89100 Sens – Tel.: + 33 (0)3 86 83 21 21 – Francia. N° CPPAP:
0626 Z 9393.
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Un Dizionario europeo delle relazioni sociali
Per coloro che desiderano approfondire la lettura di IR Notes, mettiamo a
disposizione i link
del Dizionario
europeo delle relazioni sociali, pubblicato da Eurofound e
regolarmente aggiornato da IR Share, editore di IR Notes. Le definizioni
dei termini sono disponibili in inglese e possono essere facilmente
trasposte grazie a strumenti di traduzione online.
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Prima
Pagina
Daimler
Truck: prima esportazione di un CAE in paesi extra-UE
L’istituzione del comitato aziendale europeo e mondiale di Daimler Truck segna un
punto di svolta nella storia dei comitati aziendali europei. Per la prima volta, la
procedura di informazione e consultazione prevista dalla Direttiva 2009/38 relativa
ai comitati aziendali europei sarà applicata, da un’azienda, anche a progetti
transnazionali che riguardano uno Stato membro e uno o più paesi al di fuori dello
Spazio Economico Europeo, o ancora a progetti che riguardano soltanto alcuni di
questi paesi (cfr. comunicato IG Metall). Il
Gruppo Daimler Truck (100.000 addetti nel mondo), nato dallo spin-off delle
attività di produzione di autocarri e autobus del Gruppo Daimler nel 2021, ha
concluso, in novembre, con il comitato centrale dell’azienda, la negoziazione di un
accordo che istituisce un organo di rappresentanza dei lavoratori e che si applica
sia ai paesi dello Spazio Economico Europeo, sia a paesi terzi. «Esisteva già in
precedenza nel gruppo Daimler la prassi di trattare contemporaneamente tematiche
europee ed extra-europee», spiega Ralf Götz, negoziatore dell’IG Metall, «di
conseguenza, quando abbiamo avviato il negoziato per l’istituzione del comitato
aziendale europeo della nuova entità Daimler Truck, il nostro obiettivo era
sostituire l’accordo precedente, sottoscritto nel quadro dell’articolo 13, con un
nuovo accordo che riprendesse integralmente le previsioni della direttiva.
L’obiettivo era rafforzare il diritto europeo e insieme formalizzare la procedura
esistente includendo nell’accordo istitutivo del CAE un ambito di applicazione
esteso anche ai paesi extra-UE». Dal punto di vista formale, l’istanza viene
costituita tramite un accordo CAE con un ambito geografico esteso a paesi terzi.
Esso sarà sottoscritto prossimamente tra la direzione centrale e la delegazione
speciale di negoziazione istituita in conformità con la Direttiva 2009/38. In
seno al CAE è previsto un comitato ristretto formato da cinque membri, che si fa
carico del coordinamento degli affari europei, e un comitato esecutivo, formato da
sei membri (alcuni dei quali fanno parte del comitato ristretto), a cui sono
affidate le questioni globali. I comitati sono presieduti entrambi da Michael Brecht
(IG Metall), che presiede altresì il comitato centrale tedesco (cfr. Global works council). «Siamo
riusciti ad estendere i diritti di informazione e consultazione dei cittadini
europei, chiaramente definiti per legge, a paesi extraeuropei. Questi godranno
pertanto degli stessi diritti e doveri dei paesi dell’Unione Europea, dove la
Direttiva relativa ai comitati aziendali europei è applicabile direttamente. Dal
nostro punto di vista, questo modello è un esempio su scala internazionale, che
assume una grande rilevanza per l’attuazione dei diritti umani e sindacali a livello
internazionale», dichiara con soddisfazione Ralf Götz. Il riferimento ai diritti
umani e sindacali è più che mai attuale, dal momento che il 9 dicembre Daimler Truck
ha reso nota la Dichiarazione di
principi sulla responsabilità sociale e i diritti umani, sottoscritta tra la
direzione dell’azienda e il comitato aziendale centrale, insieme al nuovo comitato
aziendale europeo allargato e la federazione sindacale internazionale IndustriAll
Global Union (cfr. comunicato).
La dichiarazione segue le linee guida delle Nazioni Unite su imprese e diritti umani
e tiene conto dei nuovi sviluppi come la tutela della privacy e l’intelligenza
artificiale. Grazie al nuovo comitato aziendale europeo allargato, in cui sono
rappresentati, proporzionalmente all’organico, 23 paesi, per un totale di 38 membri,
«disponiamo di una rete globale di rappresentanti dei lavoratori che possono
segnalare al comitato le violazioni delle regole o fatti contestati presso le nostre
aziende o i fornitori», spiega Michael Brecht (cfr. intervista).
Infine, altra grande novità nella storia dei comitati aziendali europei: uno dei 9
tag del sito corporate di Daimler Truck, allo stesso livello di quelli consueti:
Company, Investors, Products… si trova ‘Works Council”,
che consente di accedere a una presentazione
delle diverse istanze rappresentative del personale presenti nel gruppo, compreso il
comitato aziendale europeo. Si tratta certamente di un caso unico non solo tra le
aziende del DAX40 in Germania, bensì della Germania tutta, e, più generalmente, in
Europa.
> Sulla
riunione del comitato, si veda anche il comunicato
di IndustriAll Global Union.
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1. Unione
Europea
Attualità
sociale
Revisione della Direttiva CAE :
La Commissione Occupazione e Affari Sociali del Parlamento
Europeo ha adottato il 30 novembre la Relazione sulla revisione della
Direttiva 2009/38 relativa all’istituzione dei comitati aziendali europei,
di cui si prevede l’adozione durante la seduta plenaria del Parlamento nella
sessione di gennaio. Si chiede alla Commissione di presentare una nuova proposta di
direttiva entro il 31 gennaio 2024. Adottata ad ampia maggioranza (33 voti a favore,
6 contrari e 8 astensioni), la relazione non propone una riscrittura completa della
direttiva; intende, però, correggerne le tre principali debolezze: 1) chiarisce la
questione della transnazionalità. Il considerando 16 della direttiva viene incluso
nella definizione delle questioni transnazionali che si trova nel corpo della
direttiva, con la conseguenza di assumere forza vincolante. Sono interessati i casi
in cui «si può ragionevolmente prevedere» che una questione che riguarda un sito
abbia, o possa avere, in un futuro prevedibile, conseguenze su siti di altri Stati
membri, così come le decisioni di un’azienda adottate in uno Stato membro diverso da
quello in cui si producono gli effetti; 2) viene rafforzata la consultazione: essa
deve svolgersi in modo tale da consentire ai rappresentanti dei lavoratori di
ottenere una risposta motivata dalla direzione centrale in tempo utile «prima
dell’adozione della decisione»; 3) viene limitato il ricorso abusivo alla
riservatezza delle informazioni. Un altro contributo importante è la volontà di far
rispettare i diritti di informazione e consultazione. Gli Stati membri sono pertanto
tenuti a mettere in atto «procedure giudiziarie efficaci e accessibili in tempo
utile, che consentano in particolare di richiedere la sospensione temporanea delle
decisioni della direzione centrale quando queste sono contestate (…)». Il testo
richiede inoltre l’introduzione di sanzioni che abbiano un reale potere dissuasivo:
le sanzioni pecuniarie possono ammontare fino a 10 milioni di euro, oppure al 2% del
fatturato mondiale annuo dell’esercizio precedente dell’azienda, se superiore. In
caso di «violazione intenzionale», l’importo viene raddoppiato. Una disposizione
forte che spiega in parte il voto contrario degli eurodeputati di Renew. La
relazione intende altresì porre fine agli «accordi in deroga»: «rientrano nel campo
di applicazione della direttiva senza alcun obbligo di rinegoziazione» tutti gli
accordi esistenti. Infine, al momento della negoziazione o della revisione, dovrà
essere fissato negli accordi sui comitati aziendali europei un obiettivo minimo di
mix di genere: i membri del sesso sottorappresentato devono costituire almeno il 40%
dei rappresentanti del comitato aziendale europeo e ricoprire il 40% delle posizioni
nei comitati ristretti.
> Si vedano anche
le reazioni molto positive del movimento sindacale europeo
(comunicati di IndustriAll
Europe e NSZZ
Solidarność). Secondo Isabelle Schömann, vice-segretaria generale della
Confederazione Europea dei Sindacati, «gli eurodeputati hanno inviato un segnale
chiaro alla Commissione Europea affinché agisca per rafforzare i comitati aziendali
europei e garantire il rispetto del loro legittimo ruolo di informazione e
consultazione» (cfr. comunicato).
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2. Stati
membri
Germania
- Contratti collettivi e gare d’appalto :
È stata avviata dal Governo il 7 dicembre una consultazione
pubblica in vista dell’adozione di una legislazione che conterrà
l’obbligo per le aziende a rispettare i contratti collettivi nel quadro
dell’assegnazione delle gare da parte del Governo federale. Il Governo intende
in tal modo limitare la concorrenza sleale e rafforzare la contrattazione
collettiva (cfr. comunicato).
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Spagna
Una guida sulla salute e la sicurezza. :
Il 1° dicembre, la confederazione sindacale UGT ha presentato
una Guida
sulle clausole convenzionali in materia di salute e sicurezza sul lavoro
rivolta ai negoziatori. L’obiettivo è inserire nei contratti collettivi disposizioni
che rafforzino e chiariscano la legislazione applicabile per quanto riguarda, ad
esempio, la valutazione dei rischi professionali, i rischi psicosociali, il ritorno
al lavoro dopo un tumore, la prevenzione di condizioni climatiche estreme, la
disconnessione o il telelavoro. La guida raccomanda inoltre di prendere in
considerazione la prospettiva di genere nella valutazione dei rischi e di aumentare
le ore di permesso per coloro che ricoprono cariche in materia di prevenzione (cfr.
comunicato).
- Reindustrializzazione. È
stato adottato dal Governo il 5 dicembre un importante progetto di legge diretto
a promuovere l’industria, consentendo il suo adattamento alle sfide della
digitalizzazione, della sostenibilità ambientale e dell’economia circolare. Il
testo fa parte del piano di ripresa e comprende un capitolo specifico sui
processi di reindustrializzazione. Esso stabilisce a carico dell’azienda, in
determinate circostanze, l’obbligo di anticipare una chiusura o una riduzione
dell’attività che implichi una riduzione significativa dell’occupazione. A tal
fine, alle diverse parti interessate viene concesso di un termine per ricercare
una soluzione attraverso il Comitato di Reindustrializzazione, di cui fa parte
anche lo Stato. Inoltre, il testo prevede che le aziende che ricevono aiuti
pubblici si impegnano a mantenere i posti di lavoro per cinque anni (tre anni
per le PMI) (cfr. comunicato
e presentazione).
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3. Stati
Terzi
Regno
Unito
Estensione del lavoro flessibile e della
clausola di esclusività : Il Governo ha annunciato il 5
dicembre che sosterrà la proposta di legge diretta a consentire a tutti i lavoratori
di richiedere la flessibilità (telelavoro, orari scaglionati, orario flessibile,
annualizzazione…) fin dal primo giorno di lavoro, eliminando l’attuale requisito
delle 26 settimane di anzianità. Qualora l’azienda non fosse in grado di soddisfare
una richiesta, dovrà discutere altre opzioni prima di rifiutarla. I lavoratori
potranno presentare due richieste all’anno e il datore di lavoro avrà due mesi per
rispondere (invece dei tre attuali). Prevedendo un effetto positivo sul morale dei
dipendenti e sulla produttività, il Governo intende fare del lavoro flessibile la
nuova norma. Inoltre, è entrata in vigore il 5 dicembre la legislazione che tutela i
lavoratori che percepiscono un importo inferiore o uguale a 123 sterline a settimana
dalle clausole di esclusività che impediscono loro di lavorare per più aziende (cfr.
comunicato).
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4.
Aziende
Comitati
Aziendali Europei
Ristrutturazione in diversi Paesi :
Con sentenza del 13 dicembre,
l’Employment Appeal Tribunal (EAT) ha respinto l’appello della direzione di
Adecco avverso la decisione
del Central Arbitration Committee (CAC) a favore del comitato aziendale
europeo di Adecco (AEWC) (cfr. IR Notes 149),
confermando quanto il CAC aveva già disposto in prima istanza: 1) la denuncia del
comitato aziendale europeo è ammissibile; 2) i licenziamenti che avvengono in più di
un paese sono una questione «transnazionale», che pone a carico della direzione
centrale l’obbligo di convocare il CAE per una riunione straordinaria al fine di
fornire informazioni e avviare il processo di consultazione; 3) non è necessario che
le decisioni sui licenziamenti in più di un paese siano motivate dalla stessa
ragione. I licenziamenti che si verificano approssimativamente nello stesso periodo
sono di per sé una questione transnazionale, anche se non hanno una «ragion d’essere
comune». La sentenza si contrappone in modo diretto alla “tattica del salame”,
consistente nell’avviare ristrutturazioni in diversi paesi, a distanza di pochi mesi
l’una dall’altra, sostenendo che si tratta soltanto di casi nazionali che non
richiedono la consultazione del comitato aziendale europeo. La sentenza è
accompagnata da una sanzione pecuniaria: una multa di 25.000 sterline (29.088 euro)
per la violazione dell’accordo AEWC, che si scompone in 20.000 sterline (23.270
euro) per la causa relativa ai licenziamenti e 5.000 sterline (5.818 euro) per non
aver fornito i dati sulle vendite dell’azienda paese per paese, come richiesto
dall’AEWC (sentenza [2022] EAT 183).
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Parere sfavorevole : Il 9
novembre, il comitato aziendale europeo del gruppo Safran ha emesso un parere
sfavorevole relativamente a un progetto di riorganizzazione industriale dei siti
europei di Safran Cabin in Germania e in Repubblica Ceca. Dopo le visite in loco, i
numerosi scambi con la direzione e il parere di un esperto, il CAE ha espresso dubbi
sul fatto che il risanamento della «situazione economica e finanziaria di Safran
Cabin sia l’unico obiettivo del progetto». Il parere negativo si basa in particolare
sulla «totale assenza di garanzie» riguardo al mantenimento del sito tedesco di
Herborn e alla qualità delle condizioni di lavoro dei lavoratori cechi che dovranno
assorbire il trasferimento della produzione dal sito tedesco (cfr. comunicato).
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Società
europee
Negoziato fallito : Nell’ambito
della trasformazione in Società Europea (SE) del gruppo JCDecaux, leader mondiale della
pubblicità esterna, non è stato raggiunto l’accordo ai fini dell’istituzione del
comitato di SE. Il gruppo dovrà pertanto istituire il comitato in conformità degli
articoli del Codice del Lavoro francese che recepiscono le disposizioni accessorie
della direttiva sul coinvolgimento dei lavoratori nella SE. Secondo l’esperto
nominato dalla Federazione sindacale europea UNI Graphical, Frédéric Touboul (CGT),
le proposte presentate dalla direzione contenevano previsioni inferiori alle
disposizioni del Codice del Lavoro, circostanza che spiega il fallimento delle
trattative dello scorso settembre. Nel gruppo non esiste il comitato aziendale
europeo, malgrado che il suo organico rientri nel campo di applicazione della
direttiva (5.883 addetti in Europa, di cui 2.740 in Francia). «Pur dubitando della
reale volontà del gruppo di costituire il comitato, UNI Graphical ne ha richiesto la
rapida istituzione, onde evitare un’azione legale al fine contestare la
trasformazione in SE» spiega Frédéric Touboul. Quanto all’azienda, la direzione
centrale afferma che «il comitato è in fase di costituzione».
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Accordi
transnazionali
Diritti fondamentali : È stato
sottoscritto il 1° dicembre un accordo globale tra la direzione del gruppo Teleperformance (440.000
addetti), leader mondiale nei call center, e la federazione sindacale internazionale
UNI Global Union, dopo anni di pressioni da parte della federazione sindacale (cfr.
comunicato
UNI Global Union; il testo dell’accordo non è pubblico). L’accordo, che riguarda 88
Paesi, contiene le consuete disposizioni sulla libertà di associazione e sulla
salute e sicurezza sul lavoro, con l’impegno di istituire comitati paritetici per la
salute e la sicurezza. Tali comitati effettueranno la valutazione del rischio
prendendo in considerazione l’aumento dei rischi per i lavoratori a distanza, i
lavoratori che moderano i contenuti sui social network, le molestie da parte dei
clienti o dei clienti potenziali, nonché l’impatto della sorveglianza sulla salute e
sulla sicurezza. In un comunicato
Domande e risposte trasmesso a IR Notes, i firmatari spiegano che le
disposizioni migliorative rispetto alle previsioni legislative vigenti in alcuni
paesi, contenute nell’accordo, si applicheranno immediatamente a Polonia, Giamaica,
El Salvador, Colombia e Romania. In caso di controversia, questa sarà deferita a un
“mediatore neutro” e, successivamente, in mancanza di accordo, ad un arbitro, ai
fini di una «risoluzione definitiva e vincolante» in conformità del Regolamento
internazionale di arbitrato e conciliazione del lavoro (Labour Arbitration and
Conciliation Rules). La Federazione sindacale è stata inoltre riconosciuta
come parte interessata nel piano previsto nel quadro dell’obbligo di due diligence
imposto dalla legge francese (devoir de vigilance). Dopo aver regolarmente
denunciato il comportamento antisindacale del gruppo e i rischi per la salute e la
sicurezza sul posto di lavoro, Christy Hoffman si è detta impaziente di «costruire
la fiducia e continuare un rapporto costruttivo con Teleperformance negli anni a
venire».
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5. Studi e
rapporti
Violenza nei luoghi di lavoro :
È stata presentata dall’ILO, il 5 dicembre, la prima
indagine globale sui dati relativi alla violenza e alle molestie sul lavoro.
Più di una persona su cinque (22,8%) ha subito violenze e molestie sul lavoro,
fisiche, psicologiche o sessuali. L’indagine è stata condotta nel 2021 tra 75.000
persone in 121 paesi. L’ILO chiede una rapida attuazione della Convenzione
190 (cfr.
comunicato
stampa). Sebbene nessuna regione del mondo sia risparmiata, sono grandi le
differenze in termini di area geografica, sesso e livello di reddito. La percentuale
è pari al 16,2% per il gruppo a basso reddito, del 24% per il gruppo con reddito
medio e del 32% per il gruppo con reddito più alto. Le donne con un reddito elevato
sono maggiormente esposte (38,7%).
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