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IR Notes 200 – 25 gennaio 2023
www.irshare.eu
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Una domanda a…
Christine Aumayr-Pintar, direttrice di ricerca presso Eurofound.
Il potere d’acquisto dei salari
minimi negli Stati membri si deteriorerà ulteriormente nel 2023?
(cfr. anche Prima Pagina, a fronte) La maggior parte dei Paesi ha aumentato in
modo sostanziale i salari minimi legali in termini nominali e molti
hanno puntato a ripristinare il potere d’acquisto delle persone (*).
Tuttavia, a seconda di come viene misurato, e sulla base di dati
preliminari, l’obiettivo non è stato raggiunto ovunque. Nonostante i
tassi di inflazione elevati previsti per il 2023, la maggior parte
dei Paesi non prevede (per ora) di rivalutare i salari minimi entro
l’anno; un aumento annuale a gennaio continua ad essere la norma, ad
eccezione dei paesi che dispongono di una qualche forma di
meccanismo di indicizzazione (Belgio, Lussemburgo, Francia e
Polonia), o dove un aggiornamento entro l’anno è già una prassi
regolare (Paesi Bassi). Occorre tuttavia evidenziare che la maggior
parte dei governi sostiene i lavoratori con bassi livelli
retributivi, tra gli altri, con sussidi e altre misure di sostegno
per alleviare la pressione dell’aumento del costo della vita.
L’analisi dell’andamento dei salari minimi fornisce solo un quadro
parziale della situazione.
(*)
cfr. anche: Euroufound, Primi
risultati dello studio annuale sui salari minimi
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**** 200° Numero ****
Questo numero è un po’
speciale… infatti, quello che avete di fronte ai vostri
occhi, è il 200° numero di IR Notes, che entra nel suo nono
anno di vita! Siamo riusciti a rendere
l’attualità sociale europea accessibile agli attori del dialogo
sociale, in particolare nelle aziende transnazionali! Ogni 15
giorni, IR Notes informa e forma circa 1500 lettori in tutta
l’Unione Europea. Abbiamo
recentemente creato una pagina LinkedIn dedicata a IR
Notes: vi invitiamo a seguirla e a lasciare commenti su ciò che IR Notes vi
porta o vi ha portato ;). Potete anche condividere questo
numero sui vostri social tramite questo
link.
Festeggiate questo anniversario
facendo conoscere IR Notes intorno a voi! Grazie per la vostra
fedeltà!
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Agenda
9
febbraio Bruxelles
> Voto in
seduta plenaria del Parlamento Europeo sulla proposta di revisione
della Direttiva sui comitati aziendali europei e sulla posizione
negoziale del Parlamento relativa alla proposta di Direttiva sulle
condizioni di lavoro del lavoro mediante piattaforme
digitali.
13 marzo
Bruxelles
Consiglio Occupazione e Politica sociale
22 Marzo Bruxelles
Vertice sociale trilaterale
28 aprile
Budapest
Conferenza internazionale “Decent Work in the Digital
Age” (Lavoro dignitoso nell’era digitale), organizzata dal
Dipartimento di Diritto del Lavoro dell’Università Cattolica Pázmány
Péter, con il sostegno della Friedrich Ebert Stiftung Budapest (informazioni).
3-4 maggi
Stoccolma
Riunione informale dei Ministri del Lavoro e degli Affari
sociali
12 giugno
Luxembourg
Consiglio Occupazione e Politica sociale
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Chi siamo?
IR Notes è
una comunicazione trasmessa ogni 15 giorni, disponibile in diverse
lingue europee (francese, inglese, italiano, spagnolo, tedesco) e
realizzata da IR Share
insieme alla sua rete di esperti. Si occupa di
diritto del lavoro, relazioni sociali e politica dell’occupazione a
livello europeo. È disponibile sul sito tramite abbonamento al prezzo di
248 euro all’anno esentasse.
La squadra: questo
numero è stato redatto da Tamas
Gyulavari, Pascale Turlan e
Frédéric
Turlan. Vedi sul sito
la squadra di
lavoro di IR Share
Abbonarsi a IR Notes
Con un semplice click
sul sito di IR Share o via E-mail: frederic.t@irshare.eu
Note legali.
Editore: IR Share SARL – 5, Les Compères – 89520 Fontenoy – +33
(0)6 81 41 53 95 – capitale sociale 1500 euros – Iscritta al registro
delle imprese (RCS) di Auxerre col N° 512 567 959. Direttore della
pubblicazione: Frédéric Turlan. Hosting: Ideal prod – 14 rue Auguste
Morel – 89100 Sens – Tel.: + 33 (0)3 86 83 21 21 – Francia. N° CPPAP:
0626 Z 9393.
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Un Dizionario europeo delle relazioni sociali
Per coloro che desiderano approfondire la
lettura di IR Notes, mettiamo a disposizione i link del Dizionario
europeo delle relazioni sociali,
pubblicato da Eurofound e regolarmente aggiornato da IR Share,
editore di IR Notes. Le definizioni dei termini sono disponibili in
inglese e possono essere facilmente trasposte grazie a strumenti di
traduzione online.
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Prima
Pagina
L’impatto
dell’inflazione sui salari minimi porta a rimettere in discussione cosa sia una
retribuzione dignitosa
A novembre 2022, nel Global
Wage Report 202-2023 (cfr. comunicato
e sintesi
analitica), l’ILO evidenziava che l’inflazione erode il potere d’acquisto
dei salari minimi, sottolineando che «malgrado gli aggiustamenti nominali in atto,
l’accelerazione dell’inflazione dei prezzi sta rapidamente degradando il valore
reale dei salari minimi in molti paesi». Il fenomeno è confermato a livello europeo
dai primi
risultati dello studio annuale sui salari minimi, pubblicati il 23 gennaio
dalla Fondazione europea per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro
(Eurofound) (cfr. Una domanda a.., a fronte). In tutti i Paesi dell’UE in cui esiste
un salario minimo legale (ad eccezione della Spagna, dove i negoziati sono ancora in
corso), i salari minimi sono aumentati in media del 12% tra gennaio 2022 e gennaio
2023, rispetto al 6% circa dello scorso anno (tra gennaio 2021 e gennaio 2022).
Considerato però che nello stesso periodo i prezzi sono aumentati più rapidamente
dei salari minimi, questi ultimi sono diminuiti in termini reali nella maggior parte
dei Paesi. Soltanto sette Stati membri sono riusciti a mantenere il potere
d’acquisto dei lavoratori con salario minimo (cfr. Minimum wage). Questa
situazione rende ancora più urgente la riflessione sulla procedura di fissazione del
salario minimo negli Stati membri, come previsto dalla Direttiva
relativa a salari minimi adeguati adottata lo scorso ottobre (cfr. IR Notes 192 e IR Notes 188). In
tempi di forte inflazione, un adeguamento una volta all’anno del salario minimo
sembra insufficiente e dovrebbe tener conto del fatto che, come ricorda l’ILO,
l’inflazione «ha un maggiore impatto sul costo della vita per le persone a basso
reddito». Ciò incide anche sulle grandi aziende che si impegnano a rispettare in
tutto il mondo i salari minimi applicabili. Tuttavia, come evidenzia il rapporto
dell’ILO, questo impegno può far sì che alcuni lavoratori siano retribuiti al di
sotto della soglia di povertà e, quindi, non percepiscano un salario dignitoso.
Questa consapevolezza ha portato il gruppo TotalEnergie, ad esempio, ad impegnarsi,
nel 2021, «a valutare gli eventuali divari esistenti tra le retribuzioni dirette e
il salario dignitoso in tutte le sue filiali» (cfr. comunicato).
A fine 2021, il 98% dei lavoratori del gruppo percepiva un salario dignitoso, e il
gruppo si era impegnato a raggiungere il 100% entro la fine del 2022, con il
conseguente adeguamento al rialzo della retribuzione di circa 3.000 dipendenti. Il
tema dovrebbe essere al centro dell’agenda delle parti sociali perché, come
ammonisce il nuovo Direttore Generale dell’ILO, Gilbert F. Houngbo, «se non
garantiamo il mantenimento del potere d’acquisto dei salari più bassi, le disparità
di reddito e la povertà aumenteranno (…), alimentando ulteriori tensioni sociali
nel mondo e mettendo a rischio la prospettiva di raggiungere la prosperità e la pace
per tutti».
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Ultim’ora ***
Rafforzamento del dialogo sociale
Presentato il 25 gennaio dalla Commissione Europea il pacchetto “Rafforzare il
dialogo sociale”, che comprende una comunicazione “Rafforzare il
dialogo sociale nell’UE: sfruttare appieno il suo potenziale per la gestione
delle transizioni” e una Proposta di raccomandazione del
Consiglio che invita gli Stati membri a rafforzare il dialogo sociale e la
contrattazione collettiva (cfr. comunicato).
Torneremo su questo argomento nel prossimo numero.
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1. Unione
Europea
Attualità
sociale
Valutazione del Quadro di qualità per i tirocini
: La Commissione Europea ha presentato il 10 gennaio la valutazione del Quadro di qualità europeo per i
tirocini, adottato come Raccomandazione del Consiglio nel 2014 (cfr. comunicato).
Il quadro definisce 21 principi di qualità per i tirocini che gli Stati membri sono
invitati a mettere in pratica al fine di garantire un apprendimento di qualità e
condizioni di lavoro adeguate (v. Traineeship). La Commissione
ha confermato la presentazione di una proposta d’aggiornamento del quadro di qualità
nel corso dell’anno allo scopo di rafforzare alcuni principi, quali: un’equa
retribuzione, l’accesso alla protezione sociale, un migliore adattamento agli
sviluppi del mercato del lavoro (ad esempio, la possibilità di lavorare in smart
working). Il rapporto ha il merito di rendere visibile l’eterogeneità delle pratiche
nazionali in materia di tirocini, illustrando esempi di contratti collettivi di
diversi paesi (Austria, Spagna, Finlandia) che riconoscono ai tirocinanti garanzie
come la retribuzione minima, la definizione di un piano formativo o le condizioni di
lavoro.
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Tirocini non retribuiti :
L’European Youth Forum (EYF) ha pubblicato uno studio
dedicato ai tirocini non retribuiti, evidenziando come in questi si evidenzi
una fonte di disuguaglianza nell’accesso al mercato del lavoro: per completare un
tirocinio, spesso della durata di sei mesi, uno studente deve spendere in media
1.028 euro al mese. Se si tiene conto che l’ingresso nel mondo del lavoro è più
facile per gli studenti che hanno completato due tirocini, come rileva l’EYF, uno
studente deve sborsare oltre 12.000 euro per poterli effettuare. Inoltre, non
essendo retribuiti, gli studenti provenienti da famiglie modeste o in situazione di
precarietà si scontrano con difficoltà molto maggiori per poterli effettuare e, di
conseguenza, per entrare nel mondo del lavoro (cfr. comunicato
e petizione Ban
unpaid internships!).
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- Direttiva sui salari minimi :
Il Governo danese ha presentato il 18 gennaio un ricorso di
fronte alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea richiedendo l’annullamento
della direttiva UE sui salari minimi adeguati, ha dichiarato la nuova Ministra
del Lavoro, Ane Halsboe-Jørgensen all’agenzia di stampa Ritzau (cfr. articolo).
L’UE si è avventurata su un “terreno scivoloso” nel legiferare sui salari,
secondo la Ministra, che ritiene che la direttiva sia contraria al Trattato UE e
chiede che venga dichiarata nulla. Da parte sua, la Vice Ministro del Lavoro
svedese Paulina Brandberg ha annunciato il 19 gennaio che si sarebbe unita
all’azione intrapresa dalla Danimarca.
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- Direttiva sulla due diligence :
Le aziende europee chiedono un quadro di due diligence
«realistico, proporzionato e applicabile» come espresso nella Dichiarazione congiunta
sottoscritta da 27 associazioni o organizzazioni imprenditoriali europee, quali
BusinessEurope, il Ceemet o l’ECEG, alcuni giorni prima dell’adozione il 24
gennaio in commissione, da parte del Parlamento Europeo, della relazione sulla
Proposta di direttiva sulla due diligence presentata da Raphaël Glucksman (cfr.
IR Notes 181).
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Giurisprudenza
Discriminazione sessuale nei confronti di un
lavoratore autonomo : La Corte di Giustizia ha stabilito che
l’orientamento sessuale non può essere considerato un motivo di rifiuto di stipulare
o rinnovare un contratto di fornitura di servizi con un lavoratore autonomo. Il caso
riguardava un lavoratore autonomo polacco, montatore audiovisivo, che aveva
pubblicato, insieme al suo partner, un video su YouTube chiedendo tolleranza nei
confronti delle coppie di persone dello stesso sesso. L’azienda pubblica, con la
quale aveva sottoscritto un nuovo contratto, l’ha risolto, e, da quel momento, non
ha più fatto appello ai suoi servizi. La Corte ha puntualizzato che le attività
professionali rientranti nell’ambito di applicazione della Direttiva 2000/78,
diretta a combattere la discriminazione (cfr. Harassment and violence at
work), possono essere attività di lavoro autonomo, a condizione
che siano «reali ed esercitate nell’ambito di un rapporto giuridico caratterizzato
da una certa stabilità», evidenziando che la nozione di «licenziamento», come
definita dalla Direttiva, riguarda altresì «la cessazione unilaterale di qualsiasi
attività» in regime di lavoro autonomo. La Corte ha spiegato che «analogamente a un
lavoratore subordinato che può involontariamente perdere il proprio lavoro
dipendente a seguito, in particolare, di un licenziamento, una persona che ha
esercitato un’attività autonoma può trovarsi costretta a cessare tale attività a
causa della sua controparte contrattuale e trovarsi, per tale motivo, in una
situazione di vulnerabilità paragonabile a quella di un lavoratore subordinato
licenziato». I fatti relativi a detta «risoluzione» tendono a dimostrare «una
cessazione involontaria dell’attività di un lavoratore autonomo assimilabile a un
licenziamento di un lavoratore subordinato» (CGUE,
12 gennaio 2023, causa C-356/21, J.K).
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2. Stati
membri
Danimarca
Festività soppresse : Il Governo
ha annunciato l’intenzione di abolire una festività al fine di finanziare l’aumento
dei costi della difesa e della sicurezza del paese a causa della guerra in Ucraina
(cfr. comunicato).
Se la proposta di legge sarà approvata, il Grande Giorno di Preghiera (Store
Bededag), un giorno festivo che cade il quarto venerdì dopo Pasqua,
diventerà un giorno lavorativo a partire dal 2024. I sindacati sono fermamente
opposti all’iniziativa, che considerano un attacco al modello sociale danese in
considerazione del fatto che le retribuzioni e le condizioni di lavoro rientrano
nella competenza delle parti sociali. Poiché la festività è inclusa nei contratti
collettivi, i sindacati considerano questo atto un’inaccettabile interferenza da
parte dello Stato (cfr. comunicato).
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Francia
Riforma delle pensioni : È stato
presentato il 10 gennaio dalla Prima Ministra francese il progetto di riforma delle
pensioni (cfr. comunicato
e cartella
stampa), adottato in Consiglio dei Ministri il 23 gennaio (cfr. comunicato
e progetto
di legge) e molto contestato da tutte le organizzazioni sindacali, unite
per la prima volta dal 2010. Il popolo francese si è mobilitato con forza per
esprimere il proprio malcontento durante una giornata di scioperi e manifestazioni
il 19 gennaio (cfr. comunicato
congiunto). Le proteste si incentrano principalmente sull’aumento dell’età
pensionabile, attualmente a 62 anni, ma che aumenterà gradualmente fino a
raggiungere 64 anni nel 2030. L’anzianità contributiva di 43 anni, necessaria per
ottenere il massimo pensionistico, diventerà obbligatoria prima del previsto, nel
2027 invece del 2035, con un aumento di un trimestre all’anno a partire da settembre
2023. Sebbene sia presentata come una riforma responsabile e socialmente giusta, i
sindacati denunciano una riforma improntata a ragioni di bilancio e ingiusta, in
particolare per quanto riguarda le persone che hanno iniziato a lavorare presto o
quelle con carriere discontinue, spesso donne. Per migliorare il tasso di
occupazione dei lavoratori anziani (56% in Francia a fronte di una media del 60,5%
nell’UE), il Governo prevede di introdurre un “indice dei senior” al fine di
misurare la capacità delle aziende ad assumere, formare e mantenere i lavoratori
anziani. Le aziende con oltre 300 dipendenti avranno l’obbligo di pubblicare i dati
in materia, e tutte le pratiche negative rilevate nelle aziende con oltre 1.000
dipendenti verranno sanzionate. Occorre segnalare che questa riforma viene
presentata nell’ambito di un progetto di legge di rettifica sul finanziamento della
previdenza sociale, con tempi ridotti di discussione e di dibattito in Parlamento,
al fine di procedere più rapidamente rispetto a una procedura legislativa ordinaria.
Il rischio, secondo gli esperti, è che, oltre alla violazione del processo
democratico, alcune misure vengano poi invalidate dalla Corte Costituzionale in
quanto non direttamente collegate all’oggetto della legge, ossia il finanziamento
della previdenza sociale. Una nuova giornata di mobilitazione interconfederale è
prevista il 31 gennaio (cfr. comunicato
congiunto).
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Ungheria
- Restrizioni al diritto di sciopero :
In una sentenza
del 29 novembre 2022 la Corte Costituzionale ha confermato la costituzionalità
della Legge
n. 5 del 26 maggio 2022 sulla cessazione dello stato di emergenza da
Covid-19. Eppure il testo, che contiene alcune restrizioni al diritto di
sciopero, sembra essere in chiara violazione delle convenzioni e dei principi
dell’ILO. Esso obbliga gli insegnanti a occuparsi dei bambini della loro classe
tra le 7.00 e le 18.00 (a seconda del livello scolastico). Una disposizione che
in pratica impedisce agli insegnanti di scioperare, tanto più che possono essere
oggetto di provvedimenti disciplinari in caso di rifiuto di recarsi al lavoro
(si parla di disobbedienza civile). La Corte ha ritenuto che il diritto
all’istruzione dei bambini fosse un obiettivo legittimo tale da giustificare una
restrizione necessaria e proporzionata del diritto di sciopero.
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3. Paesi
Terzi
Regno
Unito
Restrizioni al diritto di sciopero :
In un momento in cui nel Regno Unito imperversa la più grande
stagione di scioperi degli ultimi 30 anni, il Governo ha annunciato la presentazione
in Parlamento di una nuova legislazione volta ad istituire un servizio minimo di
base nel settore pubblico al fine di garantire «livelli minimi di sicurezza» a
tutela degli utenti del servizio pubblico in caso di sciopero. Il servizio minimo
sarà introdotto nei «servizi pubblici critici»: sanità, istruzione, vigili del
fuoco, trasporti, decommisioning delle centrali nucleari e sicurezza delle frontiere
(cfr. comunicato).
Al fine di stabilire i «livelli minimi di sicurezza», il governo consulterà i
dipartimenti competenti: vigili del fuoco, ambulanze e servizi ferroviari. Per i
servizi sanitari, l’istruzione, il nucleare, i trasporti e la sicurezza delle
frontiere, il Governo «spera di continuare a stipulare accordi volontari». Questo
progetto di legge fa seguito alle restrizioni al diritto di sciopero introdotte
dalla legge del luglio 2022, che consente alle aziende di assumere lavoratori
temporanei qualificati per sostituire gli scioperanti (cfr. comunicato).
Secondo gli esperti, questi provvedimenti, pesantemente criticati dai sindacati,
sono potenzialmente contrari all’art. 11 della Convenzione europea sui diritti umani
e le libertà fondamentali che garantisce la libertà di associazione. Per Paul Nowak,
segretario generale del TUC, «È un attacco al diritto di sciopero. È un attacco ai
lavoratori». «I sindacati si batteranno contro in ogni modo», ha dichiarato (cfr. comunicato).
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4.
Aziende
Comitati
Aziendali Europei
Un accordo ridimensionato : In
seguito all’OPA lanciata dal gruppo Veolia sul suo concorrente Suez, il perimetro
europeo del gruppo Suez,
rimasto indipendente, si è ridotto. Con un organico attuale di 40.000 dipendenti, il
gruppo ha avviato nel settembre 2022 un negoziato al fine di procedere alla
revisione dell’accordo istitutivo del CAE sottoscritto nel 2013 al fine di
«modificare le disposizioni obsolete dell’accordo, preservando il più possibile lo
spirito» dell’accordo originale. Nel nuovo accordo, siglato il 22
novembre 2022, le parti ricordano nel preambolo che «il dialogo sociale contribuisce
a migliorare la pertinenza e l’efficacia delle decisioni della direzione,
consentendo ai rappresentanti dei lavoratori di conoscerne e comprenderne le
ragioni, nonché di formulare proposte per completarle o migliorarle». L’accordo
contiene un’importante clausola sulle tematiche transnazionali, definite come
«qualsiasi tematica riguardante una filiale non situata in Francia che risulti da
una decisione della società dominante, o che sia una conseguenza diretta di uno
degli orientamenti adottati dal gruppo che presentino rilevanza per i lavoratori
europei in termini di portata dei loro effetti potenziali, o che comportino
trasferimenti di attività tra Stati membri». «Ciò rende possibile includere nelle
competenze del CAE anche i progetti attuati in un paese che potrebbero essere
trasposti in altri paesi», spiega Christine Chiffre, segretaria del comitato
aziendale europeo, Inoltre, l’accordo rimane esteso ai 5.000 lavoratori britannici.
È altresì previsto che la direzione «possa trasmettere al comitato aziendale europeo
ogni informazione da questo ritenuta utile riguardo alla strategia del gruppo a
livello mondiale», andando quindi oltre il perimetro europeo. Rispetto al testo
precedente, il nuovo accordo abbassa da 250 a 100 lavoratori la soglia di organico
per ottenere un seggio in seno al comitato aziendale europeo. Il numero dei gruppi
di lavoro è ridotto da quattro a due: un gruppo permanente dedicato alla salute e
alla sicurezza sul lavoro; un gruppo temporaneo, dedicato a un tema scelto dal
comitato. Il CAE è formato attualmente da quindici titolari; il comitato ristretto è
formato da quattro membri, e si riunisce sei volte all’anno. Sono previste due
riunioni plenarie all’anno.
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Rinegoziazione : Dopo un anno e
mezzo di negoziato, la direzione di IBM
e i membri del comitato aziendale europeo hanno portato a
termine la revisione dell’Accordo
istitutivo del CAE e del suo Regolamento interno. Come
spiega Marc Born, segretario del comitato aziendale europeo, «L’obiettivo era
rimuovere alcune ambiguità contenute nel testo, fare chiarezza ed evitare le diverse
interpretazioni che, negli ultimi anni, hanno portato a discussioni e talvolta a
controversie giuridiche». «I membri sono convinti che con l’attuale accordo
modificato, sia possibile continuare ad avere un dialogo costruttivo e aperto con la
direzione». L’accordo, che rimarrà in vigore fino al 2028, prevede due riunioni
regolari all’anno, oltre alle diverse riunioni del comitato ristretto,
l’interpretazione simultanea, le traduzioni, interventi formativi e il ricorso a
consulenti esterni. Il Regno Unito non è però più rappresentato, malgrado le
richieste del comitato aziendale europeo.
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