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IR Notes 203 – 8 marzo 2023
www.irshare.eu
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Una domanda a…
Maureen Kearney (CFDT), ex segretaria del comitato aziendale europeo di
Areva
In questo 8 marzo, Giornata
internazionale dei diritti della donna, il team di IR Notes è
particolarmente lieto e commosso di dare la parola a una delle
prime donne a ricoprire la carica di segretario di un comitato
aziendale europeo, Maureen Kearney, attualmente sotto i
riflettori grazie all’uscita del film (*) che racconta
l’aggressione subita durante il suo mandato dieci anni fa. La
sua vicenda prova le affermazioni del movimento #MeToo: bisogna
credere alla parola delle donne.
In un film appena uscito in sala
(*), lei viene presentata come la sindacalista “whistleblower”
dell’ex gruppo nucleare francese Areva. Il ruolo di un
segretario di un CAE è quello di essere un
whistleblower? Non mi sono mai considerata una
whistleblower! Ero rappresentante dei lavoratori e il mio compito
era rappresentarli, difendere i loro interessi, le loro condizioni
di lavoro e seguire la strategia dell’azienda. È in questo contesto
che nel 2012 mi sono interessata alla bozza di contratto in cui si
progettava di trasferire parte del know-how di Areva a società
cinesi, con il conseguente rischio di perdita di posti di lavoro in
Francia. Dal 2010, i membri del comitato aziendale europeo erano
consapevoli del rischio di smantellamento di Areva, confermato poi
dalla cessione della divisione T&D di Areva. Eravamo pertanto in
allerta. Non capivo cosa stesse accadendo, né perché il management
negasse che fossero in corso trattative su questo contratto. Pochi
giorni prima di essere aggredita, alla fine del 2012, sono stata
incaricata dalla CFDT e dal comitato aziendale europeo di ottenere
risposte e di avviare un procedimento per condotta antisindacale nei
confronti della direzione a causa del rifiuto di comunicare
informazioni su questa trattativa contrattuale, che poi sembra
essersi conclusa nell’ottobre 2012. Avevamo concesso al CEO otto
giorni di tempo per fornirci una copia dell’accordo prima di avviare
la procedura giudiziaria tramite il legale del comitato, che ci
aveva spiegato che cosa ci fosse in gioco nell’accordo e perché
dovevamo essere informati. Era necessario che tutti i membri
avessero lo stesso livello di informazione per poter prendere una
decisione collettiva. Insomma, ho fatto il mio lavoro come
segretaria del comitato aziendale europeo, non come wistleblower.
Il/la segretario/a del CAE rappresenta i lavoratori; non è un
manager, non è un capo, è un rappresentante come tutti gli altri, è
semplicemente eletto tra i suoi pari come portavoce, nulla di più.
In questa posizione, deve tenere informati tutti su tutto, non agire
in solitudine, proprio per essere più forti insieme. Credo in parole
come integrità, rispetto e cooperazione. Dobbiamo tenerle sempre a
mente in tutto ciò che facciamo, senza mai perdere di vista i nostri
valori comuni. A volte può accadere di essere manipolati dalla
direzione per fare del comitato aziendale europeo un alleato.
Dobbiamo però esserne consapevoli e agire sempre nell’interesse dei
lavoratori.
(*) Il film “La
syndicaliste” è basato sul
libro
in cui si racconta la storia di un’ex
sindacalista del gruppo Areva che fu violentemente aggredita in casa
propria, presumibilmente perché intendeva denunciare i rischi di un
eventuale trasferimento di tecnologie tra Francia e Cina. Accusata
di aver inscenato l’aggressione, è stata poi assolta in giudizio, ma
l’indagine sui suoi aggressori e sui possibili mandanti non ha mai
portato a nulla.
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> Ai nostri lettori
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tempi stabiliti, mandaci un messaggio (o telefonaci al + 33 (0) 6 81 41 53 95): ti
invieremo i link per recuperare i numeri mancanti.
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Agenda
13 marzo
Bruxelles
Consiglio Occupazione e Politica sociale
22 Marzo Bruxelles
Vertice sociale trilaterale
28 aprile
Budapest
Conferenza internazionale “Decent Work in the Digital
Age” (Lavoro dignitoso nell’era digitale), organizzata dal
Dipartimento di Diritto del Lavoro dell’Università Cattolica Pázmány
Péter, con il sostegno della Friedrich Ebert Stiftung Budapest (informazioni).
3-4 maggi
Stoccolma
Riunione informale dei Ministri del Lavoro e degli Affari
sociali
12 giugno
Luxembourg
Consiglio Occupazione e Politica sociale
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Chi siamo?
IR Notes è una
comunicazione trasmessa ogni 15 giorni, disponibile in diverse lingue
europee (francese, inglese, italiano, spagnolo, tedesco) e realizzata
da IR Share
insieme alla sua rete di esperti. Si occupa di
diritto del lavoro, relazioni sociali e politica dell’occupazione a
livello europeo. È disponibile sul sito tramite abbonamento al prezzo di
248 euro all’anno esentasse.
La squadra: questo
numero è stato redatto da Pascale
Turlan, Frédéric Turlan
e Aimee
Waldon Vedi sul sito la squadra di
lavoro di IR Share
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delle imprese (RCS) di Auxerre col N° 512 567 959. Direttore della
pubblicazione: Frédéric Turlan. Hosting: Ideal prod – 14 rue Auguste
Morel – 89100 Sens – Tel.: + 33 (0)3 86 83 21 21 – Francia. N° CPPAP:
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Un Dizionario europeo delle relazioni sociali
Per coloro che desiderano approfondire la
lettura di IR Notes, mettiamo a disposizione i link del Dizionario
europeo delle relazioni sociali,
pubblicato da Eurofound e regolarmente aggiornato da IR Share,
editore di IR Notes. Le definizioni dei termini sono disponibili in
inglese e possono essere facilmente trasposte grazie a strumenti di
traduzione online.
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Prima
Pagina
I diritti
delle donne si scontrano con l’accesso all’occupazione e la violenza sul lavoro
In questa Giornata internazionale dei diritti della donna, diversi rapporti recenti
mostrano che il cammino verso la parità dei diritti è ancora lungo. Facendo ricorso
a un nuovo indicatore di accesso all’occupazione, invece del consueto tasso di
disoccupazione, un rapporto dell’ILO evidenzia una situazione più cupa rispetto a
quanto osservato in precedenza: il 15% delle donne in età lavorativa vorrebbe
trovare un’occupazione, senza riuscirvi, rispetto al 10,5% degli uomini. Questa
disparità di genere è rimasta praticamente invariata da due decenni. Le
responsabilità personali e familiari, in particolare il lavoro di cura non
retribuito, pesano sproporzionatamente sulle donne. Queste attività possono impedire
loro non solo di avere un lavoro, ma anche di ricercarne attivamente uno, o di
rendersi disponibili a lavorare con breve preavviso (cfr. comunicato).
Tale constatazione fa eco ai primi risultati pubblicati nell’ultima Indagine
sulle condizioni di lavoro condotta da Eurofound. Lo studio, basato su oltre
70.000 interviste in 36 Paesi, evidenzia che «La segregazione occupazionale –
settoriale, professionale e sul luogo di lavoro – e la distribuzione disomogenea del
lavoro retribuito e non retribuito limitano la partecipazione delle donne al lavoro
retribuito e riducono le loro opportunità di carriera, incidendo sulla loro
sicurezza finanziaria, attuale e futura». La diseguale ripartizione dei compiti
domestici, lo squilibrio del carico familiare, il carico mentale… sono tutti
fenomeni che si amplificano con lo smart working come dimostrato in Francia da uno
studio
promosso dall’Alto Consiglio per l’Uguaglianza (cfr. comunicato). Come
rivela Eurofound, le donne hanno una probabilità 3,6 volte maggiore di subire
«attenzioni sessuali indesiderate» rispetto agli uomini, in particolare tra i
lavoratori in prima linea, come quelli del settore sanitario o dei servizi sociali
(cfr. articolo
e Harassment and Violence at
work).
L’esposizione a tali rischi incide inoltre sulla salute: le donne hanno infatti una
probabilità tre volte maggiore di soffrire di esaurimento fisico ed emotivo, effetti
possono durare per anni e colpire anche le loro famiglie, i colleghi, i datori di
lavoro… È ora di agire, a tutti i livelli.
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> IR Notes
stand with Ukraine
A un anno dall’inizio dell’invasione dell’Ucraina, la redazione di IR Notes esprime
tutta la propria solidarietà con il popolo ucraino e con le parti sociali che stanno
operando per l’adesione all’Unione Europea.
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1. Unione
Europea
Progetti
Revisione della Direttiva CAE :
In una lettera indirizzata al
Parlamento Europeo, il Commissario Europeo per l’Occupazione e i Diritti Sociali,
Nicolas Schmit, ha confermato la propria intenzione di dar seguito alla richiesta di
revisione della Direttiva CAE (cfr. IR Notes 201).
Sarà pertanto avviato, come previsto dal Trattato, il processo di consultazione con
le parti sociali (cfr. European social dialogue), per
essere in grado di presentare una proposta di direttiva entro la fine dell’anno.
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Giurisprudenza
Periodi di riposo :
Interpretando la Direttiva
2003/88 del 4 novembre 2003 concernente taluni aspetti dell’organizzazione
dell’orario di lavoro, la Corte di Giustizia dell’UE ha stabilito che il
periodo di riposo giornaliero di 11 ore consecutive (art. 3) non è incluso nel
periodo di riposo settimanale di 24 ore (art. 5), ma si somma ad esso, anche se lo
precede direttamente. Si applica la stessa disposizione anche nel caso in cui il
diritto nazionale o un contratto collettivo preveda un periodo di riposo settimanale
superiore alle 24 ore Ad esso si sommano sempre le 11 ore di riposo giornaliero. La
Corte spiega che la «direttiva prevede il diritto al riposo giornaliero e il diritto
al riposo settimanale in due disposizioni distinte», il che «indica che si tratta di
due diritti autonomi» (cfr. comunicato
e CGUE,
2 marzo 2023, causa C477/21, MÁV-START).
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2. Stati
membri
Germania
Pari retribuzione : È stata
emessa il 16 febbraio una sentenza
dal Tribunale Federale del Lavoro in materia di discriminazione retributiva tra
una lavoratrice e un suo collega di sesso maschile. Il dipendente di sesso maschile,
a pari anzianità e per il medesimo lavoro, percepiva una retribuzione superiore per
la sola motivazione di aver saputo negoziare meglio la propria retribuzione, che era
stata così fissata ad un livello superiore a quello applicabile ai sensi del
contratto collettivo. La retribuzione della lavoratrice corrispondeva invece
precisamente all’importo previsto dal contratto collettivo. La Corte ha pertanto
rilevato una disparità di trattamento che il datore di lavoro non può validamente
giustificare invocando il fatto che la retribuzione di base più elevata del collega
uomo non sia basata sul genere, bensì sul fatto di aver negoziato una retribuzione
più elevata (cfr. comunicato).
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Lavoro notturno regolare e occasionale :
Come anticipato nell’IR Notes 202), il
Tribunale Federale del Lavoro si è pronunciato sulle disposizioni dei contratti
collettivi che prevedono un compenso economico più elevato per i dipendenti che
svolgono un lavoro notturno occasionale, rispetto a coloro che svolgono lavoro
notturno in modo regolare. Occorreva stabilire se tali disposizioni fossero
discriminatorie. In un caso simile, la Corte di Giustizia dell’UE non si era
pronunciata, ritenendo che la questione «non dà attuazione alla direttiva»
sull’organizzazione dell’orario di lavoro (CGUE,
7 luglio 2022, cause 257/21 e C‑258/21, Coca-Cola European Partners Deutschland
GmbH). Per il Tribunale Federale, la disparità di trattamento non è
contraria al principio generale di uguaglianza di cui all’art.3, par.1, della Legge
Fondamentale (Costituzione tedesca), se esiste una ragione oggettiva. Tale ragione
può risiedere nel fatto che la maggiorazione più elevata sia destinata a compensare,
oltre ai vincoli specifici del lavoro notturno, anche quelli dovuti alla minore
possibilità di pianificare turni di lavoro notturno occasionale (cfr. comunicato).
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Controllo sui lavoratori : Il 9
febbraio, il Tribunale Amministrativo di Hannover ha tenuto un’udienza pubblica
presso il centro logistico di Amazon a Winsen, a seguito di
una denuncia da parte della Commissaria per la tutela della privacy del Land della
Bassa Sassonia (cfr. comunicato).
La Commissaria aveva ordinato alla direzione del sito di cessare la raccolta
ininterrotta, praticamente ogni minuto, di dati quantitativi e qualitativi sui
dipendenti mediante scanner manuali e di utilizzare tali dati per profili di
performance quantitativi e qualitativi, nonché per interviste di valutazione e
analisi dei processi logistici. Secondo l’opinione della Commissaria per la tutela
dei privacy tale raccolta continua di dati sul lavoro dei dipendenti è illegale.
L’avvocato della Commissaria, Marcus Helfrich, spiega al quotidiano TAZ,
«che il monitoraggio continuo contraddice i fondamenti del diritto del lavoro
tedesco. I dipendenti non sono obbligati a lavorare sempre al 100%». Dal canto suo,
il Tribunale ha ritenuto che tale raccolta ininterrotta di dati non costituisse una
violazione dell’art. 26 della Legge federale sulla tutela della privacy, che
autorizza il trattamento dei dati relativi al dipendente qualora ciò sia necessario
per l’esecuzione del rapporto di lavoro o per la sua cessazione. Il Tribunale ha
ritenuto che la privacy dei lavoratori non fosse compromessa e che lo scopo
principale della raccolta di tali dati non fosse il monitoraggio e il controllo dei
dipendenti, ma la gestione dei processi logistici (cfr. comunicato).
La Commissaria per la tutela della privacy si è dichiarata rammaricata per la
sentenza in quanto, a suo parere, «i limiti del trattamento dei dati relativi ai
dipendenti devono essere chiaramente fissati per legge», il che giustificherebbe
l’adozione di una legge ad hoc sulla tutela della privacy nei luoghi di lavoro. A
suo avviso, la pressione subita dai lavoratori ad adattarsi, e a lavorare in modo
più efficiente, provocata dalla raccolta minuto per minuto dei dati sul lavoro
svolto, deve essere ritenuta più importante degli interessi economici dell’azienda
(cfr. comunicato).
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Danimarca
Festività soppresse : Il
Parlamento ha approvato il Progetto di
legge a favore dell’abolizione della festività del Grande Giorno di Preghiera
dal 2024 (cfr. IR
Notes 200). La confederazione sindacale LH si è opposta invano. Cosa rara
per un modello di relazioni industriali basato sulla costruzione del consenso, le
parti sociali, aziende comprese, non sono state coinvolte nell’elaborazione della
misura (cfr. comunicato).
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Spagna
Salute e sicurezza sul lavoro :
Il Governo e le parti sociali hanno presentato la nuova Strategia spagnola per la salute
e la sicurezza sul lavoro 2023-2027 (sintesi) (cfr. comunicato).
Organizzata in sei obiettivi strategici, 38 linee d’azione e 170 azioni, propone di
agire sui rischi che causano danni significativi ai lavoratori, ma anche sui tumori
professionali e sui nuovi rischi legati alla transizione digitale, ecologica e
demografica, o ancora lo squilibrio tra vita familiare e attività lavorativa, la
violenza sessuale e le molestie o la discriminazione di genere. Il Governo e le
parti sociali elaboreranno un piano d’azione che definirà le priorità per i prossimi
due anni (cfr. reazione
di CC.OO). Un’emergenza secondo la Segretaria per la salute sul lavoro, Ana García
de la Torre, che ha ricordato come nel 2022, 826 persone siano morte sul lavoro,
ossia 121 in più rispetto al 2021, pari ad un aumento del 17,2% degli infortuni
letali (cfr. comunicato
dell’UGT).
- Più donne nei consigli di
amministrazione. Il Consiglio dei Ministri ha approvato
il 7 marzo una bozza di progetto di legge sulla rappresentanza paritaria tra
donne e uomini negli organi decisionali, in particolare nelle aziende. Il testo,
che recepisce la Direttiva
europea prevede che il numero di donne non possa essere inferiore al 40%
del totale dei membri dei consigli di amministrazione delle società quotate in
borsa e delle società non quotate in borsa con oltre 250 dipendenti (o con un
fatturato superiore a 50 milioni di euro). La medesima regola si applica anche
ai consigli di amministrazione delle associazioni professionali (cfr. comunicato).
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Francia
Accordo per la condivisione del valore :
È stato sottoscritto da tutte le parti sociali, ad eccezione
della CGT, un accordo
interprofessionale nazionale sulla condivisione del valore che mira a
migliorare la partecipazione dei lavoratori ai risultati economici dell’azienda. In
Francia esistono già diversi strumenti di partecipazione finanziaria che riguardano
le aziende con organico uguale o superiore a 50 addetti, quali la partecipazione
agli utili (obbligatoria, che consente il versamento di un bonus basato sugli utili)
e i sistemi di cointeressenza (facoltativi, che consentono il versamento di bonus
legati ai risultati o alla performance non finanziaria). Il nuovo accordo, che dovrà
essere recepito in una legge, prevede l’obbligo per le aziende con organico compreso
tra 11 e 49 lavoratori di introdurre uno di questi strumenti a partire dal 1°
gennaio 2025. Inoltre, le aziende con organico uguale o superiore a 50 addetti,
qualora generino in Francia un risultato eccezionale, saranno tenute a negoziare il
pagamento automatico di una maggiorazione della partecipazione o della
cointeressenza, ovvero ad aprire una tavolo negoziale su un diverso meccanismo di
condivisione del valore. Rileviamo altresì che nel quadro dell’applicazione
dell’articolo L.2343-2
del Codice del Lavoro, l’accordo prevede la facoltà di trasmettere al
comitato aziendale europeo informazioni sulla politica fiscale del gruppo. Infine,
nelle aziende con oltre 300 addetti, il database economico, sociale e ambientale
dovrà essere integrato con nuove informazioni di carattere finanziario e fiscale di
sicura utilità per i membri francesi del comitato aziendale europeo.
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Italia
- Priorità dell’Ispettorato del Lavoro :
L’Ispettorato del Lavoro ha reso note le priorità per l’anno
2023 nel Documento
per la programmazione della vigilanza per il 2023. Tra queste figurano
la lotta al lavoro sommerso, le possibili forme di discriminazione connesse al
funzionamento degli algoritmi e il rispetto delle norme di prevenzione in
materia di salute e sicurezza per i lavoratori delle piattaforme digitali.
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4.
Aziende
Comitati
Aziendali Europei
Nuovo studio sui comitati aziendali europei :
Si è tenuta il 12-13 gennaio la conferenza organizzata dalla
Federazione dei metalmeccanici della Confederazione sindacale CFDT (FGMM-CFDT)
destinata ai propri iscritti eletti nei comitati aziendali europei. Sono stati
illustrati in questa occasione i risultati di un sondaggio, a cui hanno
risposto 72 dei 260 iscritti della Federazione membri di comitati aziendali europei,
che confermano la necessità di una revisione della Direttiva relativa ai comitati
aziendali europei. Ad esempio, il 45,8% degli intervistati ritiene che il i comitati
aziendali europei non abbiano «mai» alcuna incidenza sulle decisioni dell’azienda.
Il 51,4% afferma che ciò avviene «raramente». Soltanto il 2,8% ritiene che ciò
avvenga «spesso». Alla domanda se i membri possono trasmettere le informazioni ai
rappresentanti dei lavoratori a livello nazionale o locale, circa il 28% degli
intervistati ha risposto «no, perché è tutto riservato». Nel 50% dei casi, i
documenti presentati nel corso delle riunioni vengono distribuiti «poco prima» (50%)
o addirittura «durante» la riunione (18%). La quantità di informazioni fornite dalla
direzione è considerata «media» (43%) o addirittura «insufficiente» (19%). Rileviamo
inoltre quanto segue: il 54% dei comitati aziendali europei ha già espresso un
parere una volta; il 24% dei comitati aziendali europei che possono avvalersi della
consulenza di un esperto nelle materie economiche non lo fanno (l’11% dei CAE
ricorre a un esperto sindacale); il 17% circa dei membri non dispone dell’accordo
istitutivo del proprio CAE, e l’8% lo possiede, ma non nella propria lingua madre.
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Società
europee
Composizione del consiglio di vigilanza :
In occasione di una conferenza organizzata dall’Istituto I.M.U.
della Fondazione Hans-Böckler, sono intervenuti due esperti al fine di illustrare le
conseguenze della sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea sulla
composizione del consiglio di vigilanza del Gruppo SAP a seguito della
trasformazione in Società Europea (SE) (cfr. IR Notes 195).
Sebastian Sick, esperto di diritto societario dell’I.M.U., ha ricordato il contesto
tedesco, caratterizzato, secondo uno studio pubblicato nel 2021, da un’erosione
della cogestione (cfr. comunicato).
Nel caso del gruppo SAP, la Corte di Giustizia ha ritenuto che sulla base del
principio “prima/dopo”, di cui alla Direttiva relativa al coinvolgimento dei
lavoratori nella SE, non solo doveva essere mantenuta, nel consiglio di
sorveglianza, la parità in vigore prima della trasformazione in SE, bensì anche il
diritto dei sindacati di nominare due rappresentanti tra i rappresentanti dei
lavoratori, come previsto dalla legislazione tedesca sulla cogestione. Questi seggi
riservati ai sindacati dovrebbero però essere aperti a tutti i sindacati europei, al
fine di evitare ogni discriminazione tra i sindacati tedeschi e gli altri. Come
procedere? La legale dei sindacati interessati, IG Metall e Ver.di, Sandra Carlson,
ha suggerito che una possibilità potrebbe essere la nomina, da parte del comitato
aziendale europeo, di membri iscritti ad un sindacato, ma che però fosse necessario
attendere prima la sentenza del Tribunale Federale del Lavoro il prossimo 23 marzo,
in attuazione della sentenza della Corte di Giustizia. Per Aline Hoffmann,
responsabile dell’unità per l’europeizzazione delle relazioni industriali, «il
metodo europeo più simile al modello tedesco sarebbe che le nomine siano effettuate
dalle federazioni sindacali europee competenti».
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Responsabilità sociale
- Welfare aziendale : La
multinazionale della ristorazione collettiva Sodexo ha annunciato
l’adozione di un “pacchetto minimo di benefit” comune per i suoi 412.000
lavoratori presenti nei 53 Paesi in cui opera. Il pacchetto sarà implementato
progressivamente per coprire il 60% dei paesi entro la fine del 2024 (cfr. comunicato).
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