 |
| |
IR Notes 204 – 22 marzo 2023
www.irshare.eu
|
|
|
| |
| |
Una domanda a…
Volker Nüsse, dirigente sindacale di Ver.di, sezione trasporti pubblici,
autobus e treni
Il
sindacato Ver.di ha organizzato il 3 marzo, congiuntamente
con Fridays for Future, il movimento per la giustizia
climatica, una giornata di mobilitazione, con scioperi di
avvertimento nei trasporti pubblici e azioni per promuovere
un cambiamento di rotta nelle politiche dei trasporti (*).
Come è nata questa collaborazione? l
nostro sindacato ha deciso sei anni fa, nel 2017, che i contratti
collettivi del settore dei trasporti urbani, negoziati secondo
tempistiche diverse in ciascuno dei Land, dovessero scadere tutti
contemporaneamente in modo da aprire, poi, una stagione negoziale
comune. In tale periodo, in Germania, sindacati possono, a norma di
legge, indire scioperi cosiddetti di “avvertimento” per sostenere le
loro rivendicazioni. La nostra campagna per sincronizzare i periodi
di rinegoziazione è coincisa con la nascita del movimento Friday For
Future (FFF), nel 2018-2019. Abbiamo tenuto riunioni congiunte dalle
quali è emersa la necessità di unire le forze. Nel 2020, nonostante
la pandemia, abbiamo organizzato azioni congiunte nelle aziende e
negli spazi pubblici. I lavoratori hanno partecipato a giornate di
azione per il clima organizzate da FFF, mentre gli attivisti sono
venuti a sostenere i nostri militanti nei picchetti (*). È palese
che i mezzi messi in campo per attuare una svolta verde nei
trasporti sono insufficienti. E anche se gli investimenti fo*ssero
effettuati, il personale manca: i lavoratori vanno in pensione ed è
difficile sostituirli data la mancanza di attrattività delle
retribuzioni e delle condizioni di lavoro. Crediamo che per
trasformare il sistema del trasporto pubblico occorra cambiare le
condizioni di lavoro. La partnership con il movimento Fridays for
Future intesa ad esercitare una pressione congiunta sui poteri
pubblici sta dando i suoi frutti: il numero degli iscritti aumenta e
abbiamo inventato un nuovo modo di collaborare tra i lavoratori e il
movimento a favore del clima. Nel mese di marzo 2023, sono stati
creati gruppi d’azione congiunti in una quarantina di città. Stiamo
dimostrando che la giustizia sociale e la lotta contro i cambiamenti
climatici possono andare avanti di pari passo per migliorare la vita
delle persone aumentando l’offerta di trasporti.
> Per saperne di più:
cfr. sito dedicato alla giornata d’azione del 3
marzo, il comunicato
stampa di Ver.di e uno studio accademico sulle prime azioni
congiunte, Fahren
wir zusammen? pubblicato nel 2022.
|
|
|
|
| |
Agenda
22 Marzo Bruxelles
Vertice sociale trilaterale
29 marzo
Bruxelles
Conferenza congiunta ELA ed Eurofound «Dove
sono le carenze, dove sono i lavoratori?».
25 aprile
Vienna
Conferenza finale del progetto europeo condotto dalle parti
sociali dell’industria delle costruzioni (EFBWW e FIEC) su «Un
mercato del lavoro europeo che funzioni meglio».
28 aprile
Budapest
Conferenza internazionale “Decent Work in the Digital
Age” (Lavoro dignitoso nell’era digitale), organizzata dal
Dipartimento di Diritto del Lavoro dell’Università Cattolica Pázmány
Péter, con il sostegno della Friedrich Ebert Stiftung Budapest (informazioni).
3-4 maggi
Stoccolma
Riunione informale dei Ministri del Lavoro e degli Affari
sociali
12 giugno
Luxembourg
Consiglio Occupazione e Politica sociale
|
|
|
|
| |
Chi siamo?
IR Notes è una
comunicazione trasmessa ogni 15 giorni, disponibile in diverse lingue
europee (francese, inglese, italiano, spagnolo, tedesco) e realizzata
da IR Share
insieme alla sua rete di esperti. Si occupa di
diritto del lavoro, relazioni sociali e politica dell’occupazione a
livello europeo. È disponibile sul sito tramite abbonamento al prezzo di
248 euro all’anno esentasse.
La squadra: questo
numero è stato redatto da Predrag
Bejakovic, Pascale Turlan e
Frédéric
Turlan. Vedi sul sito la squadra di
lavoro di IR Share
Abbonarsi a IR Notes
Con un semplice click
sul sito di IR Share o via E-mail: frederic.t@irshare.eu
Note legali.
Editore: IR Share SARL – 5, Les Compères – 89520 Fontenoy – +33
(0)6 81 41 53 95 – capitale sociale 1500 euros – Iscritta al registro
delle imprese (RCS) di Auxerre col N° 512 567 959. Direttore della
pubblicazione: Frédéric Turlan. Hosting: Ideal prod – 14 rue Auguste
Morel – 89100 Sens – Tel.: + 33 (0)3 86 83 21 21 – Francia. N° CPPAP:
0626 Z 9393
|
|
|
|
| |
Seguici su LinkedIn!
Per seguire l’attualità tra due numeri di
IR Notes, iscriviti alla nostra pagina LinkedIn: IR Notes. Seguici! Siete già in 195 a seguirci!
|
|
|
|
| |
Un Dizionario europeo delle relazioni sociali
Per coloro che desiderano approfondire la
lettura di IR Notes, mettiamo a disposizione i link del Dizionario
europeo delle relazioni sociali,
pubblicato da Eurofound e regolarmente aggiornato da IR Share,
editore di IR Notes. Le definizioni dei termini sono disponibili in
inglese e possono essere facilmente trasposte grazie a strumenti di
traduzione online.
|
|
|
|
|
|
|
Prima
Pagina
L’Irlanda
può continuare ad essere il “paradiso” delle relazioni industriali per i CAE?
Nel maggio 2022, la Commissione Europea ha inviato una lettera di costituzione in
mora all’Irlanda affinché modificasse la sua legislazione sui comitati aziendali
europei, evidenziando in essa «una serie di carenze» (cfr. comunicato).
La difficoltà che incontrano i comitati aziendali europei, come quello di Verizon,
in Irlanda, è l’impossibilità praticamente totale di rivolgersi alla giustizia è in
caso di violazione del diritto all’informazione e alla consultazione (cfr. European Works Councils). La
Commissione per le Relazioni di Lavoro (WRC) e il Tribunale del Lavoro, i due organi
competenti per il contenzioso in materia di diritto del lavoro, non possono essere
aditi direttamente dai comitati aziendali europei. Il ricorso all’arbitrato,
previsto dalla legge irlandese in caso di controversia, rimane lettera morta per
mancanza di regolamenti attuativi. Inoltre, le sanzioni previste per le aziende sono
comprese tra 1.500 e 10.000 euro, un importo non dissuasivo per una
multinazionale. L’avvertimento della Commissione «non è arrivato
all’improvviso», ha dichiarato la portavoce del Sinn Féin Louise O’Reilly, il cui
partito chiede da anni al Governo di aggiornare la legislazione sui comitati
aziendali europei. Anche la SIPTU aveva avvertito il Governo nel 2019 delle carenze
contenute nella legislazione (cfr. comunicato) e, in assenza di
risposta, la confederazione ICTU aveva presentato una denuncia formale alla
Commissione nel marzo 2021 (cfr. comunicato
SIPTU). Il Governo si era finora limitato a ribadire la conformità della
legislazione al diritto dell’UE. Vero è – ed è questo uno degli aspetti sorprendenti
di questo caso – che né nella Relazione
sullo stato di applicazione della Direttiva del 1994, né nella Relazione
sull’applicazione della direttiva del 2009, né nel Documento
di lavoro che accompagna quest’ultima relazione, viene formulato un solo
rilievo critico riguardo al diritto irlandese. Come si spiega questa
situazione? La lettura delle audizioni condotte dalla commissione del Parlamento
irlandese (cfr. sedute di giugno
2022 e febbraio
2023) è al proposito ricca di insegnamenti: 1) la situazione è passata
inosservata finché il numero di CAE istituiti secondo il diritto irlandese si poteva
contare sulle dita di una mano. Dopo la Brexit (cfr. Brexit and labour standards),
la similarità del sistema giuridico, l’uso della lingua inglese e l’assenza di
diritti di contrattazione collettiva hanno condotto molti gruppi a trasferire le
sedi dei loro comitati aziendali europei in Irlanda. Secondo le stime – non esistono
al proposito fonti ufficiali – hanno ora sede nel territorio irlandese circa 150-200
comitati aziendali europei, rispetto agli 11 del periodo pre-Brexit, facendo
dell’Irlanda il secondo paese per numero di comitati aziendali europei, dopo la
Germania e probabilmente davanti alla Francia. È pertanto «l’afflusso dei CAE in
Irlanda» che «ha attirato l’attenzione su una preoccupazione relativa al modo in cui
vengono gestite le controversie», spiega Jonathan Lavelle (Università di Limerick);
2) il Governo sta «facendo di tutto per evitare di affrontare» la questione, afferma
il Senatore Paul Gavan. Tutti gli esperti che si sono pronunciati sul tema sono
concordi sul fatto che le azioni legali da parte dei CAE sono materialmente
impossibili, e che occorrerebbe modificare la legislazione; 3) a tal scopo, e anche
in questo c’è consenso, sarebbe sufficiente estendere le competenze del WRC e del
Tribunale del Lavoro, in modo da poter essere aditi direttamente dai comitati
aziendali europei, nonché formare alcuni magistrati. Perché il Governo non
agisce? Si tratta forse della volontà di rimanere una terra accogliente in termini
di relazioni industriali per le multinazionali, come è già l’Irlanda in termini di
fiscalità? Si tratta di un obiettivo economico per attirare le riunioni dei CAE per
riempire pub e hotel? Poco importa. Ciò che conta è che il tema va oltre la
questione irlandese: infatti, in caso di violazione del diritto all’informazione e
alla consultazione, il 10% -15% dei comitati aziendali europei esistenti non sono in
grado intraprendere azioni legali, il che priva la direttiva del suo effetto utile
e centinaia di migliaia di lavoratori europei dei loro diritti. Secondo l’opinione
di Tom Haynes, consulente di numerose multinazionali, consentire ai comitati
aziendali di accedere correttamente alla giustizia non farà fuggire le
multinazionali; queste manterranno la sede dei loro CAE in Irlanda. Peraltro, è
questa anche la richiesta del Parlamento europeo nel quadro della revisione della
direttiva, anche se non si riferisce specificatamente all’Irlanda: «Gli Stati membri
dovrebbero determinare e notificare alla Commissione un tribunale del lavoro
nazionale competente cui i comitati aziendali europei e la delegazione speciale di
negoziazione abbiano accesso diretto».
|
1. Unione
Europea
Legislazione
Pacchetto “orario di lavoro” : È
stato adottato il 15 marzo, da parte della Commissione Europea, in tutta discrezione
(e senza comunicato stampa), un “pacchetto” sull’orario di lavoro composto da tre
documenti: 1) una Relazione
sull’attuazione da parte degli Stati membri della direttiva 2003/88/CE
concernente taluni aspetti dell’organizzazione dell’orario di lavoro (cfr.
Working time). Il documento
esamina lo stato del recepimento della direttiva, evidenziando in particolare il
«recepimento non corretto delle deroghe al riposo giornaliero e settimanale», senza
che la Commissione proponga una revisione della direttiva; 2) un documento di lavoro
particolareggiato relativo al recepimento stesso ; 3) una comunicazione interpretativa
che tiene conto della giurisprudenza della Corte di Giustizia dell’UE sulla
direttiva. Questo testo mira a rafforzare la certezza del diritto e a fare maggiore
chiarezza sull’interpretazione della direttiva, e riprende le circa 30 nuove
sentenze. La Commissione intende in tal modo aiutare gli Stati membri e le parti
interessate ad attuare e interpretare questa direttiva incentrata sulla promozione
della salute e della sicurezza sul lavoro. Occorre ricordare che nel 2009 il
Parlamento e il Consiglio non sono riusciti a rivedere la direttiva, e che le parti
sociali, di fronte a tale blocco, non sono riuscite a negoziare un accordo in vista
della revisione del testo nel dicembre 2012. Da allora, è la Corte di Giustizia che
crea il diritto in materia di orario di lavoro nell’UE.
|
Dialogo
sociale settoriale
Intelligenza artificiale : Le
parti sociali europee del settore metalmeccanico hanno adottato il 22 febbraio le Conclusioni congiunte
sull’intelligenza artificiale nelle industrie metalmeccaniche e tecnologiche
(EN
ES DE
IT) allo scopo di «fornire una
guida alle parti sociali» di tali industrie «su come affrontare l’intelligenza
artificiale nei luoghi di lavoro» (cfr. Artificial intelligence). I firmatari «sostengono la
consultazione precoce dei lavoratori e, se del caso, quella dei loro rappresentanti,
nel processo decisionale relativo all’introduzione di nuovi sistemi di IA, compresa
la progettazione, l’elaborazione delle specifiche per tutte le parti interessate, lo
sviluppo e l’implementazione del sistema».
|
2. Stati
membri
Croazia
Lavoro domenicale : Il Governo
si rallegra per l’adozione della legge che stabilisce il principio del divieto di
lavoro domenicale nei negozi, ad eccezione di quelli ubicati nelle autostazioni o
nelle stazioni ferroviarie, negli aeroporti, nei musei e nelle stazioni di servizio.
La legge entrerà in vigore il 1° luglio e autorizza un massimo di 16 domeniche
lavorate nel corso dell’anno. Il Ministro dell’Economia e dello Sviluppo
Sostenibile, Davor Filipović, ha escluso ogni previsione di conseguenti scenari
catastrofici a venire, quali perdita di posti di lavoro e calo dell’attività,
rallegrandosi del fatto che i 118.000 lavoratori del settore disporranno di maggior
tempo libero da trascorrere con le loro famiglie e i loro cari (cfr. comunicato).
|
Danimarca
Salute e sicurezza sul lavoro :
L’Autorità danese per l’ambiente di lavoro ha pubblicato dati
preoccupanti: il 2022, con 43 decessi, è stato l’anno peggiore dal 2008 e interrompe
l’oramai continua curva discendente degli infortuni letali tra la fine degli anni
’70 e il 2017 (cfr. comunicato).
I decessi si registrano principalmente tre settori: edilizia, demolizione di edifici
e trasporto merci e interessano in particolare i lavoratori polacchi e lituani. Il 2
marzo sono stati inoltre pubblicati due rapporti del Consiglio nazionale della
sanità, il primo sulle malattie
e il secondo sui fattori
di rischio, in cui vengono resi noti i dati relativi alla morbilità. I dati
evidenziano che l’artrosi e il dolori cervicali e lombari costano ogni anno circa
7,3 milioni di giorni di malattia, ossia circa 30.000 posti di lavoro a tempo pieno.
I congedi per malattia dovuti a questi sintomi «costano alla società miliardi di
corone», afferma Lene Krabbe Dahl, Segretario federale della 3F. «È indispensabile
migliorare l’ambiente di lavoro, affinché le persone non si sfiniscano. Le assenze
dal lavoro per malattia, dovute a un ambiente di lavoro inadeguato, rappresentano un
costo elevato per i servizi sanitari, le aziende e gli individui». In risposta, il
14 marzo il Governo ha avviato i negoziati con i partiti in Parlamento (cfr. comunicato)
per un nuovo accordo in materia di ambiente di lavoro per il periodo 2023-2026, per
il quale sono state stanziate 1,3 miliardi di corone (pari a circa 175 milioni di
euro). L’accordo dovrà poi garantire il finanziamento permanente dell’Autorità per
l’ambiente di lavoro (con 203 milioni di corone svedesi a partire dal 2027, pari a
circa 24 milioni di euro), una migliore protezione per i lavoratori impegnati nella
rimozione dell’amianto dagli edifici e una politica per migliorare la salute
mentale (cfr. comunicato
di FH).
|
Lussemburgo
Accordo trilaterale : Governo e
parti sociali hanno concluso un nuovo accordo trilaterale il 7 marzo, che va ad
integrare quelli di settembre e marzo 2022. Il testo garantisce il mantenimento del
sistema di indicizzazione automatica delle retribuzioni fino alla fine del 2024: non
appena l’inflazione supera il 2,5%, le retribuzioni dovranno essere aumentate in
misura percentualmente uguale. Come contropartita, le aziende usufruiranno di sgravi
contributivi al fine di compensare gli aumenti retributivi. Il testo, che include
ulteriori misure a tutela del potere d’acquisto dei lavoratori, è stato accolto con
favore sia dalle due confederazioni sindacali (cfr. comunicati OGBL
e LCGB)
sia dall’organizzazione imprenditoriale UEL (cfr. comunicato).
- Mobbing. Il 9 marzo il
Parlamento ha adottato una legge volta a combattere il mobbing sul lavoro che
prevede una procedura specifica per le vittime presso l’Ispettorato del Lavoro
(ITM), nonché sanzioni per le aziende (cfr. comunicato
del Ministero del Lavoro). Il testo introduce quindi un nuovo capitolo nel
Codice del Lavoro, malgrado il dissenso dell’organizzazione datoriale UEL, per
la quale l’argomento era già stato trattato dalle parti sociali nell’accordo
interprofessionale del 25 giugno 2019 relativo alle molestie e alla violenza sul
lavoro.
|
3. Paesi
Terzi
Regno
Unito
Menopausa : Il Governo ha
nominato una “‘Champion’ per l’occupazione durante la menopausa”, nella persona di
Helen Tomlinson, Responsabile Talenti (Regno Unito e Irlanda) del Gruppo Adecco Suo
compito è spingere le aziende a sviluppare politiche in materia di menopausa al fine
di creare ambienti più favorevoli che aiutino le donne in menopausa a rimanere e a
progredire sul posto di lavoro (cfr. comunicato).
Sebbene questa nomina non abbia eguali in Europa, essa costituisce tuttavia la
principale novità del Governo nonostante le ambiziose raccomandazioni contenute in
due relazioni: Menopause
and the Workplace:
How to enable fulfilling working lives (Menopausa e luoghi di lavoro: come
consentire una vita lavorativa soddisfacente), di novembre 2021, cui il Governo ha
risposto nel luglio 2022 (cfr. relazione
e IR Notes 176), e
la relazione della Commissione Donne e Uguaglianza della Camera dei Comuni, Menopause
and the workplace (Menopausa e luoghi di lavoro), pubblicata nel luglio
2022, cui il Governo ha risposto a fine gennaio (cfr. rapporto).
|
Ucraina
Riforma della contrattazione collettiva :
Criticate per l’adozione di leggi o progetti di legge contrari
all’acquis comunitario e ai sindacati (cfr. IR Notes 201 e IR Notes 191), le
autorità ucraine sembrano cambiare posizione. Il 23 febbraio è stato adottato in
Parlamento il progetto
di legge 7628, cosiddetto “Integrazione europea” dell’Ucraina relativo a
“contratti e accordi collettivi, che riforma la precedente legislazione del 1993 in
materia di contrattazione collettiva e di dialogo sociale (cfr. comunicato
del Ministero dell’Economia). Il testo deve ora essere sottoposto alla firma del
Presidente Zelensky prima delll’entrata in vigore. Il Governo puntualizza che la
legge è stata approvata dalle parti sociali e dagli esperti dell’ILO. Il testo
agevola l’accesso alla contrattazione collettiva da parte dei sindacati non
rappresentativi o di nuova costituzione, stabilisce un’articolazione tra i diversi
livelli di contratti collettivi (territoriale, di filiale, aziendale, ecc.) e
consente ai firmatari di un contratto collettivo di sospendere alcune disposizioni
in caso di forza maggiore. Tramite tale testo vengono inoltre recepite nella
legislazione nazionale la Direttiva 2001/23 del 12 marzo 2001, che tutela i
lavoratori in caso di trasferimento di imprese, e la Direttiva 91/533 del 14 ottobre
1991 relativa all’informazione dei lavoratori riguardo alle condizioni applicabili
al contratto o rapporto di lavoro. In tal modo, come dichiara il Parlamento in un
comunicato, «l’Ucraina continua a perseguire il graduale ravvicinamento della
propria legislazione alla legislazione, agli standard e alle pratiche dell’Unione
Europea in materia di occupazione, politica sociale e pari opportunità» (cfr. comunicato).
|
4.
Aziende
Società
europee
Scissione : Il comitato
aziendale europeo del gruppo francese Atos, specializzato nei processi
di trasformazione digitale, ha emesso, alla luce della consulenza di un esperto, un
parere sfavorevole riguardo alla scissione del gruppo in due entità, una che
conserverebbe l’identità Atos con le sue attività storiche di outsourcing, e
l’altra, Evidian, in cui sarebbero accorpate le attività di cybersecurity e di
calcolo ad alte prestazioni in rapida crescita. Secondo quanto previsto dal
progetto, l’attuale comitato della SE rimarrebbe in vigore per la prima società,
mentre per quella nuova, Evidian SA, dovrebbe essere avviato il negoziato per
l’istituzione del comitato aziendale europeo, con la conseguenza di privare i
lavoratori della futura entità di un organo di rappresentanza dei lavoratori europei
per tutta la durata dei negoziati, che potrebbero prolungarsi fino a tre anni. La
direttiva non prevede alcuna soluzione per rimediare alla perdita dei diritti di
informazione e consultazione a livello transnazionale in caso di scissione di
società. Solo un atto di volontà da parte della direzione può condurre alla
creazione di un organo provvisorio durante il periodo negoziale del futuro accordo
istitutivo del CAE, e/o all’impegno di fronte al comitato della SE di portare a
termine il negoziato entro un periodo più breve, come è avvenuto di recente in Suez.
|
5. Studi e
rapporti
Divieto di cumulo di mandati:
La legislazione francese prevede il diritto per i lavoratori
dipendenti dei grandi gruppi di eleggere uno o due loro rappresentanti nel CdA, con
l’obbligo per questi consiglieri di dimettersi da tutte le altre cariche di
rappresentanza dei lavoratori ricoperte in seno al gruppo non appena assunte le
proprie funzioni nel consiglio di amministrazione. Questa norma, che stabilisce il
divieto di cumulo di mandati, si applica anche quando i consiglieri rappresentanti
dei lavoratori sono eletti in seno al comitato aziendale europeo, obbligando il
membro eletto a rinunciare al proprio mandato di membro del CAE, nonché a qualsiasi
altra carica nazionale e/o locale. In uno studio
pubblicato dall’Istituto Sindacale Europeo, Stéphane Vernac, professore di Diritto
privato presso l’Università Jean Monnet di Saint-Etienne, propone una disamina di
tale legislazione e si interroga sulla sua compatibilità con il diritto dell’UE. La
regola dell’incompatibilità sembra difficile da contestare, anche se l’autore ne
evidenzia alcune falle. Lo studio esorta le aziende a fare maggiore chiarezza nei
processi di nomina, avendo cura di garantire ai rappresentanti dei lavoratori eletti
consiglieri una tutela contro il licenziamento equivalente a quella degli altri
rappresentanti dei lavoratori qualora le dimissioni dalle loro cariche nazionali o
locali li privino di tale protezione.
> Si veda
altresì lo studio dell’ETUI: L’europeizzazione
della rappresentanza dei lavoratori nei consigli d’amministrazione in
Francia pubblicato nel 2022.
|
|
|