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IR Notes 211 – 28 giugno 2023
www.irshare.eu
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Una domanda a…
Loïc Lerouge, titolare della cattedra internazionale di Studi Comparati
sulla salute sul Lavoro (CIECST)(*)
La
Commissione ha presentato una comunicazione sulla salute
mentale, senza spingersi oltre riguardo all’elaborazione di
una direttiva specifica sui rischi psicosociali. Non è ora
di agire? Si tratta di una tematica
complicata e delicata, sia per i politici che le aziende, dal
momento che stiamo affrontando la questione della salute a livello
collettivo e, di conseguenza, si va necessariamente a sollecitare
l’organizzazione del lavoro. Ricordiamo che nel 2004 e nel 2007, le
parti sociali europee, nel contesto della negoziazione di due
accordi europei, avevano dissociato lo stress sul lavoro dalle
molestie e dalla violenza sul lavoro senza far riferimento ai rischi
psicosociali. Non mi sorprende quindi che si debba procedere per
gradi e darsi il tempo necessario per elaborare un testo ben fatto,
piuttosto che andare troppo in fretta e ritrovarsi con un nulla di
fatto (ad es., la bozza di direttiva sui disturbi muscoloscheletrici
che non ha mai visto la luce) o con testi mal scritti o mal
concepiti di difficile applicazione o non convincenti per le parti
interessate. Le strategie
possibili sono diverse. La prima, come ha fatto la Commissione,
consiste nell’inserire il termine “rischi psicosociali” in una
direttiva in via di adozione, come quella volta a proteggere i
lavoratori delle piattaforme digitali. Ma questo approccio non è
convincente in quanto non consente di definire né i concetti, né i
meccanismi di prevenzione. Il secondo è quello di rivedere la
direttiva quadro del 1989. Tuttavia, in essa è già specificato che
il datore di lavoro ha l’obbligo di prevenire i rischi per la salute
nei luoghi di lavoro in tutti gli aspetti legati al lavoro stesso.
Il rischio, nel rivedere questa direttiva innovativa includendo
rischi specifici, sarebbe di indebolirla e privarla del suo
carattere di direttiva quadro. La Commissione potrebbe peraltro
ritenere che i rischi psicosociali siano una questione di competenza
delle parti sociali e della contrattazione collettiva. La difficoltà
con cui si rischia di scontrarsi in tal caso potrebbe essere quella
di giungere ad un testo non abbastanza ambizioso perché destinato a
soddisfare tutte le parti interessate, e, oltretutto, anche di
difficile applicazione. Si tratta di una tematica di dialogo sociale
per “applicare” una direttiva, non di un dialogo sociale per
“sostituire” una direttiva. L’ultima strategia, che forse sarebbe
ottimale, consiste nell’integrare la direttiva quadro del 1989 con
una “direttiva figlia” specifica per i rischi psicosociali in cui
siano consegnate le definizioni, in modo da conoscere esattamente i
termini della questione, e stabiliti i principi della prevenzione.
Siffatta direttiva definirebbe la strada da intraprendere e la
direzione da seguire in seno agli Stati membri per quanto riguarda
la prevenzione e la gestione dei rischi psicosociali. Se la
necessità di uno strumento normativo sembra acclarata, occorre però
dedicare il tempo necessario a convincere della sua necessità e a
formularlo correttamente onde evitare una trattazione troppo
superficiale dell’argomento.
(*) Loïc
Lerouge è altresì Direttore di
ricerca presso il Centre national de la recherche scientifique
(CNRS) e membro del Centre de droit comparé du travail et de la
sécurité sociale (COMPTRASEC, UMR
5114 CNRS-Università di Bordeaux),
specialista in materia di salute nei luoghi di lavoro (CIECST).
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diritto del lavoro, relazioni sociali e politica dell’occupazione a
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Un Dizionario europeo delle relazioni sociali
Per coloro che desiderano approfondire la
lettura di IR Notes, mettiamo a disposizione i link del Dizionario
europeo delle relazioni sociali,
pubblicato da Eurofound e regolarmente aggiornato da IR Share,
editore di IR Notes. Le definizioni dei termini sono disponibili in
inglese e possono essere facilmente trasposte grazie a strumenti di
traduzione online.
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Prima
Pagina
La
Commissione intende migliorare la salute mentale sul posto di lavoro senza porre
vincoli
È stata presentata il 7 giugno dalla Commissione Europea la Comunicazione
su un approccio globale alla salute mentale al fine di «porre la salute
mentale sullo stesso piano della salute fisica» e «garantire un nuovo approccio
intersettoriale ai problemi di salute mentale» (cfr. comunicato).
Come spiega la Commissione, il testo rappresenta una risposta «all’invito all’azione
lanciato dal Parlamento Europeo in seguito alla Risoluzione
del Parlamento Europeo sulla salute mentale nel mondo del lavoro digitale
(cfr. IR Notes 190).
Il tema della salute mentale sul lavoro è affrontato dalla Commissione nei quadri
strategici sulla salute e la sicurezza sul lavoro (cfr. IR Notes 182 e Strategic Framework on Health and Safety
at Work). La Commissione evidenzia che «il 27 % dei lavoratori ha
riferito di aver sperimentato stress, depressione o ansia correlati al lavoro negli
ultimi 12 mesi, con il conseguente aumento delle probabilità di assenteismo, gravi
ripercussioni sulla vita dei lavoratori stessi e sull’organizzazione delle imprese».
Essa riconosce la necessità di «riflettere sulla via da seguire per quanto riguarda
il diritto alla disconnessione» al fine di ridurre lo stress e promuovere un
«migliore equilibrio tra attività professionale e vita privata», così come il
«diritto di ritornare al lavoro dopo una malattia mentale», nonché il diritto a «un
ambiente di lavoro psicologicamente sicuro». Per quanto riguarda il primo punto, il
testo si limita a dichiarare di «sostenere le parti sociali nei loro sforzi per
negoziare un nuovo accordo sul telelavoro e sul diritto alla disconnessione», che
dovrebbe essere concluso nella prossima riunione di negoziazione del 10 luglio. Il
diritto al ritorno al lavoro sarà oggetto nel 2024 di una pubblicazione dell’Agenzia
europea per la sicurezza e la salute sul lavoro (EU-OSHA) che sarà basata sulle
buone prassi. Anche la salute mentale sarà affrontata in due campagne europee
dell’EU-OSHA dedicate al tema “Ambienti di lavoro sani e sicuri”: lavoro sicuro e
sano nell’era digitale (2023-2025) e rischi psicosociali e salute mentale sul lavoro
(2026-2027/2028). Quanto a un’iniziativa legislativa, come la direttiva sui rischi
psicosociali richiesta dal Parlamento e dal Comitato Economico e Sociale Europeo, la
Commissione rimane molto cauta: annuncia di voler procedere a una «valutazione inter
pares sugli approcci legislativi e sanzionatori per affrontare i rischi psicosociali
sul luogo di lavoro negli Stati membri e presentare (in funzione dei risultati e del
contributo delle parti sociali) un’iniziativa a livello dell’UE sui rischi
psicosociali». Una formula paradossalmente fiacca per un fenomeno «con gravi
ripercussioni» per i lavoratori e le aziende.
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1. Unione
Europea
Attualità
sociale
Tirocini retribuiti : Nel
momento in cui la Commissione Europea intende aggiornare il Quadro
di qualità per i tirocini del 2014 (cfr. IR Notes 200 e Traineeship) gli eurodeputati
adottano a larga maggioranza (404 voti a favore, 78 contrari e 130 astensioni) una
Risoluzione
a favore del rafforzamento del quadro esistente e dell’elaborazione di una direttiva
volta a «garantire norme minime di qualità, comprese norme sulla durata dei
tirocini, l’accesso alla protezione sociale» – in particolare l’assicurazione
malattia, le indennità di disoccupazione e i contributi pensionistici – «nonché una
retribuzione che garantisca un tenore di vita dignitoso al fine di evitare pratiche
di sfruttamento». La proposta di direttiva allegata alla risoluzione stabilisce
anche l’obbligo di stipulare un contratto scritto di tirocinio, che deve specificare
la retribuzione corrisposta al tirocinante in conformità della Direttiva 2022/2041
del 19 ottobre 2022 relativa a salari minimi adeguati nell’UE, nonché gli obiettivi
di apprendimento al fine di aiutare il tirocinante ad acquisire un’esperienza
pratica e le relative competenze. «La palla è ora nel campo della Commissione»,
dichiara Tea Jarc, il nuovo segretario confederale della Confederazione Europea dei
Sindacati, «e i giovani si aspettano che la Commissione ponga finalmente fine allo
scandalo dei tirocini non retribuiti» ( cfr. comunicato).
«Tutti gli occhi sono puntati sulla Commissione, che deve presentare una direttiva
europea ambiziosa», dichiara l’European Youth Forum (cfr. comunicato),
all’origine della campagna a favore del divieto dei tirocini non retribuiti. Le
aziende del settore tecnologico e industriale (Ceemet) avevano avvertito prima del
voto che «non esiste un fondamento giuridico che consenta di richiedere uno
strumento vincolante in questo ambito» (cfr. comunicato),
quando nel parere emesso il 14 giugno dal Comitato Economico e Sociale Europeo Parità
di trattamento dei giovani nel mercato del lavoro, si dichiara invece che «i
tirocini di durata più lunga, analoghi al lavoro svolto dai dipendenti retribuiti,
dovrebbero essere retribuito».
> Si veda
anche: la Raccomandazione
dedicata agli apprendistati di qualità adottata nell’ambito della 111a
sessione della de la Conferenza Internazionale del Lavoro dell’ILO (cfr. comunicato).
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Presidenza spagnola dell’UE :
Partirà il 1° luglio, per concludersi a fine anno, la Presidenza
di turno spagnola dell’UE dopo la Svezia. Il programma
predisposto dal governo, che potrebbe essere estromesso dalle elezioni anticipate
del 23 luglio, prevede un capitolo sociale (cfr. sito della
Presidenza). La Presidenza intende garantire «che la ricchezza generata vada
a beneficio di tutti i cittadini e sia utilizzata per migliorare le loro opportunità
e condizioni di vita». «Abbiamo bisogno di un’economia più competitiva, ma anche di
maggiore equità e inclusività», dichiara. In programma figura anche «l’estensione
dei diritti dei lavoratori in diversi ambiti», che saranno specificati
dettagliatamente a breve, affrontando probabilmente anche le tematiche relative alla
salute e alla sicurezza sul lavoro, oggetto di una delle conferenze organizzate
dalla Presidenza, e alla democrazia sul lavoro.
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- Progresso sociale : È stato
approvato il 14 giugno dal Comitato Economico e Sociale Europeo il parere
relativo al Protocollo
sul progresso sociale, proposto nella relazione finale della Conferenza
sul futuro dell’Europa del maggio 2022 e sostenuto dal Parlamento Europeo
(risoluzione del 9 giugno 2022). L’obiettivo è integrare il protocollo ai
Trattati al fine di garantire una tutela effettiva dei diritti sociali
fondamentali in caso di conflitto con le libertà economiche. Il testo mira anche
a garantire il «rispetto dell’autonomia delle parti sociali e il corretto
funzionamento dei sistemi nazionali di dialogo sociale » e la promozione e
protezione dei massimi standard relativi ai diritti sociali».
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Ristrutturazioni : È stato
proposto Il 6 giugno dalla Commissione Europea uno stanziamento del Fondo Europeo di
Adeguamento alla Globalizzazione di un importo pari a 2,2 milioni di euro volto a
sostenere i 600 dipendenti licenziati da Logistics Nivelles SA, una filiale belga
dell’azienda internazionale di trasporti e logistica Kuehne+Nagel. L’azienda ha
chiuso il sito che possedeva nella regione vallona per concentrare le sue attività a
Kontich, nella regione fiamminga. I lavoratori interessati sono scarsamente
qualificati, per lo più di età superiore ai 50 anni, con scarse probabilità di
ritrovare una nuova occupazione, spiega la Commissione (cfr. comunicato).
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Dialogo
sociale settoriale
Telecomunicazioni : Le parti
sociali europee del settore delle telecomunicazioni hanno pubblicato una Dichiarazione congiunta sul
lavoro da remoto accompagnata da Linee guida sul lavoro da
remoto, non vincolanti, a sostegno dell’attuazione degli accordi in materia
di lavoro da remoto attraverso il dialogo sociale a livello locale. La sigla
dell’accordo è prevista il 10 luglio a livello interconfederale. Nelle linee guida
che integrano la dichiarazione si afferma che «il datore di lavoro, con l’accordo
dei sindacati e dei rappresentanti dei lavoratori, deve fornire a tutti i lavoratori
informazioni chiare e dettagliate sul lavoro da remoto ed effettuare una valutazione
degli aspetti di salute e sicurezza connessi con il lavoro da remoto, compresi i
rischi per la salute fisica e mentale, un piano di mitigazione dei rischi, nonché il
monitoraggio e l’aggiornamento regolari dei piani». Inoltre, i dipendenti che
lavorano da remoto hanno «diritto agli stessi periodi di riposo, orari di lavoro,
registrazione dell’orario, ferie e permessi dei dipendenti che lavorano in ufficio o
altra sede di lavoro, oltre a un diritto generale alla disconnessione al di fuori
dell’orario di lavoro contrattuale (…)» (cfr. comunicato).
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Ristorazione collettiva : Le
parti sociali europee del settore della ristorazione collettiva hanno adottato il 19
giugno una Dichiarazione
congiunta su “appalti pubblici e contrattazione collettiva”
al fine di richiedere una revisione della direttiva sugli appalti pubblici.
Denunciano il fatto «metà delle gare d’appalto pubbliche in Europa siano attribuite
esclusivamente sulla base del prezzo più basso, con la conseguenza di generare
concorrenza sleale e spregio dei criteri sociali». I firmatari propongono
l’esclusione del criterio del prezzo più basso e l’obbligo per le aziende che
intendono ottenere appalti pubblici di sottoscrivere contratti collettivi, al fine
di promuovere, attraverso i pubblici appalti, la contrattazione collettiva (cfr. comunicato).
> Per saperne di più: si veda il
Database
dei testi relativi al dialogo sociale della Commissione Europea.
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2. Stati
membri
Croazia
Riforma pensionistica : Il
Governo ha annunciato di valutare la possibilità di ridurre la base imponibile per
il computo mensile dei contrbuti dovuti al regime pensionistico pubblico (HZMO), improntato alla solidarietà
intergenerazionale. Ad esempio, per le retribuzioni lorde fino a 700 euro, i
contributi saranno dovuti soltanto su 400 euro. I lavoratori percepiranno quindi una
retribuzione netta più elevata, i contributi datoriali non aumenteranno e il calcolo
della pensione futura spettante ai lavoratori verrà effettuato sull’intero importo.
Il Governo coprirebbe la differenza attraverso trasferimenti dal bilancio statale al
regime pensionistico (cfr. nota del nostro
corrispondente croato per IR Notes, in inglese).
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Danimarca
Permessi di lavoro : La
Confederazione dei Sindacati danesi FH ha espresso preoccupazione per l’annuncio, da
parte del Governo, di un ammorbidimento della legislazione sull’impiego degli
stranieri, consentendo alle aziende danesi di assumere stranieri per 15 giorni
lavorativi due volte ogni sei mesi senza obbligo di richiedere un permesso di
lavoro. Ciò è volto a consentire alle grandi aziende di far arrivare nel paese
lavoratori specializzati per brevi periodi di tempo e con meno burocrazia, ma FH
teme che si possa abusare di questa opportunità per applicare condizioni di lavoro
incompatibili con gli standard danesi (cfr. comunicato).
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Spagna
Studio sull’uso del tempo. : La
Ministro del Lavoro Yolanda Diaz (foto) ha presentato il 16 giugno uno Studio sull’uso del tempo e la
razionalizzazione dell’orario di lavoro, destinato a fungere da fondamento
alla futura legislazione, con l’obiettivo di garantire il diritto a un uso più
equilibrato del tempo, riducendo il «disagio dovuto agli orari» di cui soffre
un’ampia percentuale di lavoratori, migliorando la qualità della vita e riducendo la
«povertà di tempo» (non aver tempo per sé). «L’attuale cultura e organizzazione del
tempo non ci consentono di riposare adeguatamente e influiscono sulla nostra salute
fisica ed emotiva», ha evidenziato Yolanda Diaz. «Per migliorare la nostra salute,
dobbiamo razionalizzare gli orari di lavoro ». Lo studio propone 22 misure, quali la
riduzione dell’orario di lavoro, la limitazione della durata delle pause tra due
periodi di lavoro nella stessa giornata, l’introduzione di un riposo settimanale di
due giorni, l’introduzione del diritto a un orario di lavoro flessibile o
personalizzato, l’elaborazione di piani con i rappresentanti dei lavoratori volti a
migliorare l’organizzazione dell’orario di lavoro e l’uso del tempo, nonché
l’impegno ad evitare il lavoro notturno e a turni (cfr. comunicato).
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Italia
Nuove norme in materia di lavoro :
Il Decreto
Legge n. 48/2023 del 4 maggio è il è il primo atto legislativo del Governo
Meloni dedicato ai rapporti di lavoro (se si escludono le disposizioni inserite
nella Legge di bilancio 2023). Lungi dal rappresentare una revisione generale del
diritto del lavoro, questo testo interviene comunque su un gran numero di punti che
riguardano il rapporto di lavoro, la sicurezza sul lavoro, le regole del mercato del
lavoro, gli incentivi all’assunzione, le sanzioni contro i datori di lavoro e infine
una parte previdenziale, che prevede la fine del reddito di cittadinanza e la sua
sostituzione, nel 2024, con un “assegno per l’inclusione”. Una delle misure chiave
riguarda l’ennesima modifica della normativa in materia di contratti a tempo
determinato, che per 20 anni sono stati il cavallo di battaglia di ogni nuovo
governo. Le nuove norme rendono più agevole il rinnovo dei contratti a tempo
determinato successivo ai primi 12 mesi (periodo di acausalità). Dal 2018, la
proroga o il rinnovo dei contratti a tempo determinato dopo un anno era subordinato
a esigenze temporanee o eccezionali stabilite per via legislativa. La nuova
disciplina rimanda la definizione delle causali alla contrattazione collettiva o (di
categoria o di aziendale). Il testo specifica che in caso di mancato esercizio di
delega da parte della contrattazione collettiva, dovranno essere specificatamente
previste dalle parti, nel contratto di lavoro, le ragioni tecniche, organizzative e
produttive giustificative del rinnovo o della proroga.
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4.
Aziende
Negoziati
transnazionali
Ripresa degli accordi transnazionali :
Sembra riacquistare una certa vitalità la negoziazione di
accordi transnazionali. Il gruppo automobilistico Stellantis ha avviato il
negoziato per un accordo quadro internazionale con IndustriAll Global Union. Il CAE
Generali ha ottenuto l’avvio,
da parte della direzione, dei negoziati per un accordo europeo sull’inclusione e la
diversità con UNI Europa. È in corso di rinegoziazione, da parte del comitato
aziendale europeo di BNP
Paribas, la revisione della Carta sul telelavoro
sottoscritta nel 2021. In Suez
saranno avviati consecutivamente i negoziati di due accordi europei: sulla salute e
la sicurezza nei luoghi di lavoro e sulla parità. In Safran, è stato avviato in
aprile, e riprenderà in settembre, il negoziato per un accordo europeo
sull’inserimento e l’occupazione dei giovani. È infine in dirittura d’arrivo il
negoziato europeo sul dialogo sociale presso Clariane (ex Korian), per una
conclusione prevista in settembre. Infine, il 17 giugno, è stato rinnovato l’Accordo
globale sui diritti dei lavoratori del gruppo della banca Société Générale (cfr. comunicato).
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Osservatorio europeo delle professionalità :
Previsto dall’Accordo europeo sullo sviluppo
delle competenze e dei percorsi di carriera sottoscritto nel 2021 tra
Safran e IndustriAll Europe
(cfr. IR Notes 166),
l’Osservatorio ha tenuto tre riunioni nel 2022 e altrettante riunioni sono previste
quest’anno (invece di una unica annuale conformemente all’Accordo). Durante tali
incontri, l’azienda presenta il piano HR a medio termine sull’andamento
dell’occupazione, delle competenze e delle professionalità in tensione o a rischio.
«Siamo riusciti ad ottenere di poter invitare gli esperti interni all’azienda per
affrontare le questioni che incidono sull’occupazione», afferma Corinne Schievene
(CFDT), membro dell’osservatorio e segretaria del comitato aziendale europeo del
gruppo. L’osservatorio ha ricevuto un esperto della strategia climatica del gruppo
e, in occasione della prossima riunione, inviterà un esperto in materia di IA.
«L’osservatorio ci consente di ottenere informazioni e dati che non avevamo mai
ricevuto nell’ambito del comitato aziendale europeo», dichiara con soddisfazione
Corinne Schievene.
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