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IR Notes 221 – Verso l’adozione della direttiva sulla due diligence aziendale

  IR Notes 221 – 10 gennaio 2024
www.irshare.eu
 
 
  Buon anno 2024!

La redazione di IR Share augura a voi tutti un felice anno nuovo per il 2024, rivolgendo, anche quest’anno, un pensiero speciale ai nostri lettori in Ucraina. Ci auguriamo che il nuovo anno porti felicità, gioia e, soprattutto, pace.

 
  Una domanda a…
Christian Weis, Segretario per le politiche aziendali di IG Metall

Lei è responsabile per IG Metall, la federazione sindacale metalmeccanica, dell’applicazione della legge tedesca sulla due diligence, in particolare sensibilizzando i comitati aziendali (Betriebsrat) sui loro diritti e responsabilità in questo ambito. Quale sarà il contributo della futura direttiva europea sulla due diligence?
Uno dei contributi fondamentali della direttiva è la possibilità di intraprendere un’azione civile contro le aziende che violano i diritti fondamentali direttamente o all’interno della loro catena di fornitura. Si tratta di un vero e proprio passo avanti rispetto alla legge tedesca, con ricadute importanti sulle catene di fornitura delle aziende europee. Nonostante la debolezza della legge tedesca, possiamo già vedere che le cose cominciano a cambiare. Sono state già presentate da parte delle ONG le prime denunce all’agenzia federale competente in materia di osservanza della legge sulla due diligence. Sono certo che nel prossimo futuro ulteriori segnalazioni proverranno anche dai comitati aziendali e dai sindacati. Mi aspetto molto dalla futura direttiva. Un ulteriore passo avanti è l’estensione del numero di aziende assoggettate alla diposizione. La legge tedesca riguardava solo le aziende con oltre 3.000 addetti; la soglia è stata poi portata a 1.000 lavoratori dal 1° gennaio 2024. La soglia fissata dalla direttiva è inferiore: 500 lavoratori. Benché debbano essere soddisfatti anche alcuni requisiti di fatturato, il numero di aziende interessate sarà comunque molto più elevato (cfr. Prima Pagina).

La direttiva costituisce un cambiamento di paradigma nel modo di affrontare le violazioni dei diritti fondamentali nelle catene di fornitura, in quanto la facoltà di difenderli è riconosciuta ai comitati aziendali, ai rappresentanti dei lavoratori nei consigli di amministrazione o di vigilanza, nonché ai sindacati. Finora, erano scarse le opportunità per i rappresentanti dei lavoratori e i sindacati di affrontare il tema, eccetto nei casi in cui l’azienda avesse sottoscritto un accordo quadro internazionale con una disposizione specifica dedicata alle condizioni di lavoro nelle catene di fornitura. Si tratta di una grande opportunità per i comitati aziendali europei che potranno ora trattare i problemi delle catene di fornitura e delle loro aziende a livello globale, come anche in Europa, dove riscontriamo grandi difficoltà a porre rimedio al basso livello degli standard sociali. Per la prima volta nella loro storia, i CAE potranno affrontare i problemi che insorgono in seno alle aziende subappaltatrici in una modalità che consenta loro di trovare una soluzione, anche esercitando pressione sul management facendo leva sulla possibilità di chiamare in causa civilmente le loro responsabilità.
Infine, la direttiva promuove il consolidamento dei legami tra sindacati e ONG: istituiremo, infatti, nel 2024, il “Consiglio consultivo sulla sostenibilità” di IG Metall con la partecipazione delle ONG al fine di scambiare informazioni e collaborare in materia di due diligence.

 
  Agenda

 


15-18 gennaio
Strasburgo
Sessione plenaria del Parlamento europeo


18 gennaio
Bruxelles
Conferenza organizzata dalla presidenza di turno belga su “Reddito minimo, verso una rete di sicurezza per tutti”


30-31 gennaio
Bruxelles
Conferenza organizzata dalla presidenza di turno belga su “Salute mentale e lavoro”


5-8 febbraio
Strasburgo
Sessione plenaria del Parlamento europeo


6 febbraio
Online
Riunione del “Club CE européen” e presentazione dello studio sul funzionamento del CAE Michelin da parte della Direzione per le Relazioni Sociali.
Contattare: frederic.t@irshare.eu


8 marzo
Bruxelles
Conferenza organizzata dalla presidenza di turno belga su “Il benessere dei marittimi”


11-12 marzo
Bruxelles
Consiglio Occupazione e Politica Sociale


20 marzo
Bruxelles
Vertice sociale trilaterale


25-28 marzo
Parigi

Seminario franco-tedesco destinato ai comitati aziendali europei, organizzato dall’EWC Academy in collaborazione con Ultra Laborans e IR Share, che modererà la giornata del 26 marzo dedicata alla revisione della Direttiva relativa  ai comitati aziendali europei e allo scambio di pratiche tra membri dei CAE tedeschi e francesi.

 
  Chi siamo?

 


IR Notes è una comunicazione trasmessa ogni 15 giorni, disponibile in diverse lingue europee (francese, inglese, italiano, spagnolo, tedesco) e realizzata da IR Share insieme alla sua rete di esperti. Si occupa di diritto del lavoro, relazioni sociali e politica dell’occupazione a livello europeo. È disponibile sul sito tramite abbonamento al prezzo di 260 euro all’anno esentasse.


La squadra: questo numero è stato redatto da Predrag Bejakovic, Pascale Turlan e Frédéric Turlan.
Vedi sul sito la squadra di lavoro di IR Share


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Note legali. Editore: IR Share SARL – 5, Les Compères – 89520 Fontenoy – +33 (0)6 81 41 53 95 – capitale sociale 1500 euros – Iscritta al registro delle imprese (RCS) di Auxerre col N° 512 567 959. Direttore della pubblicazione: Frédéric Turlan. Hosting: ALTEO – Damien Cornillet – Château – 89500 Villeneuve-sur-Yonne – Francia. N° CPPAP: 0626 Z 9393.

 
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  Un Dizionario europeo delle relazioni sociali

Per coloro che desiderano approfondire la lettura di IR Notes, mettiamo a disposizione i link del Dizionario europeo delle relazioni sociali, pubblicato da Eurofound e regolarmente aggiornato da IR Share, editore di IR Notes. Le definizioni dei termini sono disponibili in inglese e possono essere facilmente trasposte grazie a strumenti di traduzione online.

 

IR Share è un’impresa a capitale privato, indipendente e apolitica, il cui obiettivo è di informare e sostenere tutti gli attori del dialogo sociale in Europa e oltre. È corrispondente de l’agenzia dell’UE per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro per la Francia dal 2009.

 

Editoriale

IR Notes festeggia oggi il suo 10° anniversario, ed è grazie ai suoi fedeli lettori! La newsletter ha fatto molta strada dal primo numero : è più completa, e copre due lingue in più (con l’aggiunta dell’italiano e la versione sperimentale polacca). IR Notes è composta in modo artigianale, con il supporto della nostra rete di corrispondenti e del nostro valente team di traduttori professionisti. IR Notes è un media indipendente, finanziato esclusivamente dagli abbonamenti. IR Notes informa e forma oltre 1.500 lettori in tutta l’Unione Europea e oltre, in Ucraina e, per i più lontani, in Corea del Sud! Contiamo di attirare più lettori e stiamo progettando di modernizzare il formato di IR Notes. Il nostro obiettivo è rendere accessibile l’attualità europea in materia sociale offrendo uno strumento di riflessione, che promuova interazioni e soluzioni innovative per dare vita concreta all’Europa sociale. E occorre anche continuare a fare l’Europa! Un’Europa che si costruisce attraverso i suoi protagonisti, a tutti i livelli, ed è ciò che IR Notes tenta modestamente di fare. Un grazie, quindi, a tutti i nostri lettori! Scriveteci le vostre testimonianze sulla nostra pagina LinkedIn. Diteci qual è per voi il contributo di IR Notes.


Pascale & Frédéric Turlan


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Prima Pagina
Verso l’adozione della direttiva sulla due diligence aziendale

È stato raggiunto il 14 dicembre l’accordo tra i negoziatori del Consiglio, della Commissione e del Parlamento in merito alla proposta di direttiva sul dovere di diligenza delle imprese ai fini della sostenibilità che modifica la Direttiva 2019/1937. Come ha dichiarato l’europarlamentare Lara Wolters (S&D): «Questa legge rappresenta una svolta storica. Dieci anni dopo la tragedia del Rana Plaza (cfr. foto), le aziende sono ora responsabili dei potenziali abusi commessi nella loro catena di valore» (cfr. comunicato del Parlamento). L’adozione del testo è stata accolta con favore dal movimento sindacale europeo (cfr. comunicati della CES, di IndustriAll Europe e dell’EFFAT), mentre la parte imprenditoriale ha espresso la propria preoccupazione per un testo che ritiene non chiaro né realistico, nonché pericoloso per la competitività delle aziende (cfr. comunicato di BusinessEurope). Il testo deve ora essere finalizzato a livello tecnico nelle prossime settimane e sottoposto alle necessarie verifiche e traduzioni da parte dei giuristi-linguisti. Una volta finalizzata, la proposta di direttiva dovrà essere approvata formalmente dal Consiglio e dal Parlamento prima di essere pubblicata. L’entrata in vigore è prevista durante il primo trimestre.
Il testo si applicherà alle aziende e alle società madri con oltre 500 addetti e un fatturato globale superiore a 150 milioni di euro. Detti obblighi si applicano inoltre alle aziende con oltre 250 addetti e un fatturato superiore a 40 milioni di euro, qualora almeno 20 milioni di euro siano generati in settori specifici più esposti alle violazioni dei diritti umani o ai danni ambientali, quali la produzione e la vendita all’ingrosso di prodotti tessili, la produzione di derrate alimentari o ancora l’estrazione e la vendita all’ingrosso di risorse minerarie. Il settore finanziario è stato invece temporaneamente escluso dal campo di applicazione della direttiva (cfr. comunicato del Consiglio). La direttiva si applicherà altresì alle aziende extra-UE che realizzino un fatturato equivalente nell’UE.
Le aziende interessate dovranno elaborare e attuare un piano per la transizione in conformità con i requisiti di informativa di cui all’art. 19bis del Regolamento 2021/0104 (CSRD) al fine di garantire che il modello economico e la strategia aziendali siano allineati con gli obiettivi della transizione verso un’economia sostenibile e il contenimento del riscaldamento globale a 1,5°C, in conformità con l’Accordo di Parigi. IndustriAll Europe si rammarica tuttavia del fatto che «la responsabilità civile dell’azienda non possa essere chiamata in causa in caso di inadempienza ai piani di decarbonizzazione», anche se le autorità nazionali ne monitoreranno la pubblicazione e conformità. Gli eurodeputati hanno inoltre ottenuto che le aziende siano ritenute responsabili in caso di violazione degli obblighi di due diligence e che le vittime abbiano diritto al risarcimento danni.
Secondo la posizione del Parlamento, la direttiva dovrebbe includere l’obbligo per le aziende di creare un quadro per la consultazione delle parti interessate, compresi i rappresentanti dei lavoratori. Una disposizione prevede inoltre che i lavoratori e i loro rappresentanti siano informati dall’azienda riguardo alla politica condotta in materia di dovere di diligenza e alla sua attuazione. Il testo non specifica tuttavia a quale livello debba avvenire l’informazione e la consultazione. Spetterà quindi ad ogni azienda individuare i livelli più adeguati, quale ad esempio il comitato aziendale europeo nei grandi gruppi. «Siamo solo all’inizio di un processo in cui i sindacati attivi nelle aziende multinazionali svolgeranno sicuramente il proprio ruolo a pieno titolo», afferma Judith Kirton-Darling, segretario generale aggiunto di IndustriAll Europe (cfr. comunicato).


> Per saperne di più: cfr. scheda sul Dovere di diligenza delle aziende del Parlamento Europeo.


1. Unione Europea
Legislazione

Report di sostenibilità : Pubblicazione del Regolamento delegato (UE) 2023/2772 della Commissione del 31 luglio 2023 che integra la Direttiva 2013/34/UE per quanto riguarda i principi di rendicontazione di sostenibilità. È questo un testo molto importante per le aziende in quanto specifica il contenuto dei rapporti di sostenibilità che saranno tenute a pubblicare dal 2025 (cfr. Sustainability reporting e Due diligence). Il regolamento, presentato dalla Commissione alla fine di luglio (cfr. IR Notes 214), è stato poi approvato dal Parlamento il 18 ottobre, dopo un tentativo, respinto, da parte dei deputati conservatori, di ridurne la portata (cfr. IR Notes 217). Pertanto, dal 2025, le aziende con oltre 500 addetti, già soggette all’attuale Direttiva 2013/34 sulla comunicazione di informazioni di carattere non finanziario (NFRD), che realizzano un totale di bilancio di oltre 25 milioni di euro o un fatturato UE di oltre 50 milioni di euro, dovranno produrre un report di sostenibilità sui dati del 2024. A partire dal 2026 (per i dati del 2025), l’obbligo si estenderà alle aziende che occupano in media oltre 250 lavoratori e che superano una delle due soglie sopra menzionate. L’Allegato I del regolamento specifica, in particolare, le voci coperte dagli Standard europei di rendicontazione in materia di sostenibilità (Environmental and Social Reporting Standards – ESRS) riguardo alla forza lavoro dell’azienda (ESRS S1) e ai lavoratori della catena di valore (ESRS S2), che vanno al di là delle informazioni attualmente fornite ai rappresentanti dei lavoratori, in particolare quelli dei comitati aziendali europei.



Attualità sociale

Presidenza di turno belga : Il Belgio assume la Presidenza dell’UE dopo la Spagna e continuerà a portare avanti le questioni sociali, spingendone alcune come ad esempio la salute mentale nei luoghi di lavoro. Il programma di lavoro fa riferimento a «un’agenda sociale ambiziosa e rivolta al futuro» e intende rivedere la «governance economica, il trattamento degli investimenti pubblici sociali in un quadro fiscale ripensato e una maggiore visibilità del quadro di convergenza sociale» (cfr. il sito della presidenza).



Negoziati di adesione. : I leader europei hanno deciso il 14 dicembre di aprire i negoziati di adesione all’UE con l’Ucraina e la Repubblica di Moldova, che hanno ottenuto lo status di paese candidato nel giugno 2023, e di concedere lo status di paese candidato alla Georgia. Quanto alla Bosnia-Erzegovina, occorrerà attendere che la Commissione Europea presenti la relazione sui progressi compiuti entro marzo 2024 (cfr. conclusioni del Consiglio). Gli altri paesi candidati (Albania, Macedonia del Nord, Montenegro, Serbia e Turchia) dovranno avere ancora pazienza (cfr. Enlargement). Ricordiamo peraltro che alcuni accordi CAE, che avevano anticipato l’allargamento dell’UE a Cipro, Malta e ai paesi dell’Europa Centrale e Orientale ormai quasi 20 anni fa, contengono già disposizioni sulla partecipazione, a volte direttamente come membri a pieno titolo, o come osservatori, dei rappresentanti dei paesi candidati, o di quelli con cui sono stati già avviati negoziati di adesione. Tali clausole potrebbero quindi essere fatte valere per includere i lavoratori di questi paesi nei comitati aziendali europei. Nulla osta, in nome del principio dell’autonomia delle parti, a che le porte dei comitati aziendali europei siano aperte a paesi extra-UE. Una prospettiva di allargamento accolta con favore dal movimento sindacale europeo, che sembra non temere alcun rischio di dumping sociale (cfr. comunicato della CES).


Giurisprudenza

Quarantena e ferie annuali retribuite : In una sentenza riguardante il rifiuto di una richiesta di riporto delle ferie annuali da parte di un lavoratore dipendente che ha dovuto osservare un periodo di isolamento dopo essere stato a contatto con un paziente affetto da Covid-19 (cfr. Annual leave), la Corte di Giustizia ha ritenuto che un periodo di quarantena non possa, di per sé, costituire un ostacolo al raggiungimento dello scopo delle ferie annuali retribuite: consentire al lavoratore di riposarsi rispetto all’esecuzione dei compiti attribuitigli in forza del suo contratto di lavoro e di usufruire di un periodo di relax e svago. La soluzione si differenzia quindi dal regime delle assenze per malattia che, secondo la CGUE, consente di riportare le ferie retribuite (CGUE, 14 dicembre 2023, causa C-206/22, TF).


2. Stati Membri
Croatia

Salari minimi : In conformità del Regolamento del 25 ottobre 2023 e della raccomandazione della commissione consultiva incaricata della determinazione del livello del salario minimo, il salario minimo lordo è salito, dal 1° gennaio, a 840 euro, con un aumento di 140 euro o del 20% rispetto al 2023. Come negli anni precedenti, l’associazione imprenditoriale croata avverte che tale aumento, non basato su incrementi produttivi, può mettere a rischio la redditività a lungo termine delle aziende ad alta intensità di lavoro, compromettendo la competitività dell’economia croata sul mercato internazionale.


Danimarca

Congedo parentale : Sono entrati in vigore nuovi diritti per i genitori di bambini nati o adottati dal 1° gennaio 2024 al fine di facilitare la vita dei genitori single e delle famiglie LGBT+. I lavoratori dipendenti hanno diritto a 24 settimane di congedo parentale ciascuno (indennizzato), 13 delle quali possono essere trasferite all’altro genitore. D’ora in poi, le settimane trasferibili potranno essere assegnate a un parente stretto nel caso di un genitore single (un fratello, una nonna, ecc.) o a uno o entrambi i genitori sociali: il coniuge del genitore legale, il partner convivente del genitore legale (da almeno due anni), il donatore noto che ha una relazione di tipo genitoriale con il bambino, o il coniuge o il partner convivente noto dello stesso donatore (cfr. comunicato).


Spagna

Congedo per allattamento : È stato adottato il 19 dicembre da parte del Consiglio dei Ministri un emendamento allo Statuto dei Lavoratori (art. 37.4) che estende a tutti lavoratori il diritto al congedo per allattamento, precedentemente concesso solo in base a un contratto collettivo o a un accordo aziendale. Pertanto, in caso di nascita, adozione, assistenza a scopo di adozione o affidamento, i lavoratori avranno diritto a un’ora di assenza dal lavoro, retribuita dal datore di lavoro, che potranno dividere in due frazioni, al fine di prendersi cura del neonato fino al compimento del nono mese. È possibile anche accumulare le ore per prendere una giornata intera o ridurre la loro giornata lavorativa di mezz’ora (cfr. comunicato).


3. Aziende
Comitati aziendali europei

Una scissione riuscita : È avvenuta lo scorso 9 dicembre la scissione del gruppo chimico belga Solvay in due entità: da una parte Syensqo, che ha rilevato le attività di chimica speciale, in rapida crescita (60% delle vendite dell’ex Solvay), e, dall’altra, Solvay, che conserva le attività storiche. Cosa ne sarà del comitato aziendale europehttps://www.irshare.eu/it/-_it_1753.htmlo di Solvay? Come garantire la rappresentanza dei lavoratori di Syensqo a livello europeo? Per rispondere a tali domande, il gruppo Solvay e il CAE avevano anticipato l’impatto della riorganizzazione fin dall’annuncio del progetto nel marzo 2022. A tal fine, avevano sottoscritto, in primo luogo, nel maggio 2022 un Protocollo d’intesa a sostegno del processo di informazione e/o consultazione in relazione alla trasformazione del gruppo. Il documento disciplina, con una tempistica precisa, la procedura di informazione e consultazione relativa al progetto; istituisce un comitato ad hoc per rappresentare i paesi più interessati dalla trasformazione, compresi quelli extraeuropei; specifica il ricorso alla consulenza di esperti, il contenuto e le scadenze per fornire le informazioni al comitato ad hoc, gli impegni nei confronti dei lavoratori, fissa il quadro del piano di esodi volontari, etc. Esso determina altresì la sorte degli organi di rappresentanza dei lavoratori: viene mantenuto nei due gruppi risultanti dalla scissione il World Forum di Solvay, e viene assunto l’impegno di istituire un comitato aziendale europeo in ciascuna entità il più presto possibile dopo la costituzione delle stesse. Il testo istituisce un Liaisons Office composto da membri del comitato ristretto dei due comitati aziendali europei, che si riunirà per discutere le questioni relative alla scissione per un periodo limitato (due anni). In secondo luogo, l’azienda e il comitato aziendale europeo avevano specificato, in un Accordo di transizione firmato nel dicembre 2022, che il CAE di Solvay è l’organo competente per la costituzione dei futuri CAE ed elaborare i due accordi in materia, in modo che i CAE delle due società possano essere operativi all’atto della scissione. «Poiché avevamo rivisto da poco l’accordo Solvay, per le due nuove entità abbiamo ripreso, con alcune sfumature, l’accordo esistente», spiega Marcus Roumen, segretario del comitato aziendale europeo Solvay. Gli accordi istitutivi dei CAE, pressoché identici, sono stati sottoscritti il 23 novembre 2023, sia per Solvay, sia per Syensqo.

 


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