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IR Notes 229 – 2 maggio 2024
www.irshare.eu
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Una domanda a…
Nayla Glaise, presidente di Eurocadres
Qual
è la sua reazione riguardo l’avvio della prima fase di
consultazione delle parti sociali europee sul telelavoro e
il diritto alla disconnessione? (cfr. Prima
Pagina) Giacché l’attuale Commissione
Europea ha atteso prima di avviare la consultazione, il tema sarà
affrontato dalla futura Commissione, quella che sarà nominata dopo
le elezioni europee e l’insediamento del nuovo Parlamento.
Naturalmente risponderemo alla consultazione; lo faremo tuttavia
ribadendo le posizioni da noi sostenute durante i 14 mesi di
negoziati sull’accordo quadro. Non vi saranno nuovi negoziati.
Insieme alle aziende, vi abbiamo posto fine e chiesto alla
Commissione di elaborare una proposta di direttiva. Ci aspettiamo
quindi che il futuro testo tenga conto delle nuove modalità di
organizzazione del lavoro, concedendo nuovi diritti ai sindacati e
ai rappresentanti del personale per esercitare i loro mandati con i
dipendenti che non sono più nelle sedi, rendendo possibile la
comunicazione con essi, incontrarli, ecc. La futura direttiva dovrà
anche dare ampio spazio al negoziato a livello aziendale al fine di
definire i diritti e i doveri dei lavoratori. Non può limitarsi alla
fissazione di standard minimi, ma deve spingere al negoziato. Dovrà
affrontare il diritto alla disconnessione per prevenire situazioni
di sovra-connessione. Occorrerà poi una direttiva specifica sui
rischi psicosociali. Infine, la direttiva dovrà affrontare la
formazione dei manager e la tutela dei lavoratori nei confronti
degli strumenti utilizzati per monitorare la loro attività.
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Un Dizionario europeo delle relazioni sociali
Per coloro che desiderano approfondire la
lettura di IR Notes, mettiamo a disposizione i link del Dizionario
europeo delle relazioni sociali,
pubblicato da Eurofound e regolarmente aggiornato da IR Share,
editore di IR Notes. Le definizioni dei termini sono disponibili in
inglese e possono essere facilmente trasposte grazie a strumenti di
traduzione online.
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Prima
Pagina
La
Commissione consulta le parti sociali sul telelavoro e il diritto alla
disconnessione
Il 30 aprile, la Commissione Europea ha pubblicato un Documento in vista della prima
fase di consultazione delle parti sociali europee su una possibile azione a
livello UE nel campo del telelavoro e del diritto alla disconnessione (cfr.
Right to disconnect e Telework), come espressamente
richiesto dal Parlamento Europeo in una risoluzione adottata nel marzo 2021 (cfr..
IR Notes 156). Le
parti sociali sono chiamate ad esprimere il loro parere sulle conclusioni della
Commissione e sui sette temi da essa individuati come possibili ambiti di
legislazione europea, vincolante (direttive) o non vincolante (raccomandazioni,
linee guida). La Commissione evidenzia come i 27 Stati membri abbiano già adottato
un quadro normativo in materia di telelavoro, sia per via legislativa, sia
attraverso contratti collettivi; 11 Stati hanno inoltre già introdotto legislazioni
sul diritto alla disconnessione. Ritiene che sia giunto il momento di armonizzare il
quadro normativo e «ridurre l’attuale frammentazione delle norme a livello
nazionale». Essa intende pertanto: 1) stabilire il diritto alla
disconnessione per garantire ai «lavoratori di non essere obbligati a svolgere
attività lavorative al di fuori dell’orario di lavoro, tenendo conto dei concetti di
«reperibilità» e «disponibilità» come definiti dalla Corte di Giustizia dell’UE. Le
aziende sono tenute ad adottare «misure adeguate» al fine di garantire che i
lavoratori possano esercitare tale diritto e non siano sanzionati per averlo fatto;
2) garantire un’occupazione e
condizioni di lavoro dignitose per i telelavoratori: occorre «definire requisiti
minimi che coprano i diversi aspetti del lavoro svolto in un luogo diverso dagli
uffici dell’azienda e utilizzando principalmente strumenti legati alle tecnologie
dell’informazione e della comunicazione». Il documento propone altresì di «definire
alcune norme relative alle modalità e alla trasparenza del controllo delle
prestazioni dei telelavoratori» e prevede la fornitura di attrezzature adeguate e il
ristoro dei costi netti sostenuti per il lavoro da casa; 3) tutelare la salute e la sicurezza
dei telelavoratori nei luoghi di lavoro. Scopo della previsione è garantire che i
rischi specifici per la salute connessi al telelavoro, ad esempio, i rischi
psicosociali, ergonomici e fisici, siano valutati adeguatamente in collaborazione
con i rappresentanti dei lavoratori, e che vengano introdotte e comunicate ai
lavoratori misure adeguate al fine di prevenire e affrontare tali rischi. Tale
obiettivo potrebbe essere raggiunto tramite la revisione delle direttive riguardanti
i luoghi di lavoro e le attrezzature con videoterminali; 4) tenere conto dei diritti di
informazione e consultazione: garantire che i telelavoratori godano degli stessi
diritti di informazione e consultazione che sarebbero loro riconosciuti se
lavorassero negli uffici dell’azienda, e che siano corrispondenti a quelli degli
altri lavoratori; 5) informare
i lavoratori: le aziende sono tenute a fornire ai telelavoratori informazioni sulle
modalità di svolgimento del telelavoro (procedure per la richiesta e l’attuazione
del telelavoro, copertura e/o ristoro di eventuali costi, fornitura di attrezzature,
durata e organizzazione del lavoro); 6) promuovere il ruolo delle parti
sociali al fine di garantire che il dialogo sociale e la contrattazione collettiva
siano sempre presenti nell’attuazione di qualsivoglia azione UE in
materia; 7) garantire
l’applicazione della legislazione, in particolare garantendo l’accesso alla
giustizia e la tutela dei lavoratori che chiedono di esercitare i propri diritti.
Non essendo andati in porto i negoziati in materia nel novembre 2023 (cfr. IR Notes 219),
alle parti sociali europee non rimane ora che l’attività di lobbying per incidere
sul testo che dovrà essere elaborato dalla prossima Commissione.
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1. Unione
Europea
Legislazione
Via libera ai primi report di sostenibilità :
A seguito di un accordo dell’ultimo minuto con il Consiglio, il
Parlamento Europeo ha approvato il 24 aprile il la nuova Direttiva relativa al Direttiva
relativa al dovere di diligenza delle imprese ai fini della sostenibilità
(cfr. IR Notes 226
e comunicato).
Essa dovrà ora essere approvata ufficialmente dal Consiglio, e, infine, pubblicata
nella GUUE. Gli Stati membri disporranno di due anni per recepire la direttiva nel
diritto nazionale. Il voto arriva undici anni dopo il crollo della fabbrica tessile
Rana Plaza in Bangladesh. Una tragedia che mise in luce l’assenza di controlli sulle
condizioni di lavoro nei paesi terzi (cfr. Sustainability reporting). Ad
eccezione degli obblighi di comunicazione, le nuove norme si applicheranno
gradualmente alle imprese europee (e alle imprese non europee che soddisfano le
stesse soglie di fatturato dell’UE): 1) alle imprese con oltre 5.000
dipendenti e un fatturato mondiale superiore a 1.500 milioni di euro a partire dal
2027; 2) alle imprese con
oltre 3.000 dipendenti e un fatturato su scala globale superiore a 900 milioni di
euro a partire dal 2027; 3) a
tutte le altre imprese che rientrano nell’ambito di applicazione della direttiva,
ossia con oltre 1.000 dipendenti e un fatturato su scala globale superiore a 450
milioni di euro a partire dal 2029. Le aziende saranno tenute ad adottare un piano
di transizione al fine di allineare il loro modello di business alla soglia di
riscaldamento globale fissata a 1,5°C dall’Accordo di Parigi. La direttiva
stabilisce inoltre l’obbligo per le aziende di integrare il dovere di diligenza
(“due diligence”) in tutte le corrispondenti politiche e sistemi di
gestione del rischio, nonché di attuare una politica di due diligence basata sulla
valutazione dei rischi. Tale politica sarà oggetto di concertazione, in particolare
con i lavoratori dell’azienda, delle sue filiali, dei suoi partner commerciali e dei
loro rappresentanti. Nella direttiva non si specifica il livello di rappresentanza
richiesto, lasciando quindi spazio al ruolo dei comitati aziendali europei. Le parti
interessate devono essere consultate nei seguenti casi: 1) quando si raccolgono informazioni
sugli impatti negativi effettivi o potenziali; 2) quando si elabora il piano
d’azione di prevenzione e il piano di misure correttive; 3) quando si decide di sospendere o
interrompere un rapporto commerciale; 4) quando si adottano adeguate
misure per rimediare agli impatti negativi o quando si elaborano indicatori
qualitativi e quantitativi a scopo di monitoraggio. Si noti inoltre che la direttiva
autorizza i sindacati e gli altri rappresentanti dei lavoratori, che rappresentano
le persone fisiche che lavorano nella catena di fornitura, a presentare denunce in
caso di inosservanza degli obblighi da parte delle aziende.
> Si veda altresì: comunicati di IndustriAll Europe e
BusinessEurope.
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Divieto di commercializzazione dei prodotti
derivati da lavoro forzato : È stato approvato in via
definitiva il 23 aprile dal Parlamento Europeo il regolamento
che vieta la vendita, l’importazione e l’esportazione dei prodotti ottenuti con
lavoro forzato sul mercato dell’Unione (cfr. IR Notes 192). Il
testo deve ora ottenere l’approvazione formale del Consiglio prima della
pubblicazione nella GUUE; entrerà in vigore tra tre anni (cfr. comunicato).
Il regolamento mira a garantire che gli operatori economici non immettano o mettano
a disposizione sul mercato dell’UE prodotti derivati dal lavoro forzato e non
esportino tali prodotti. Le autorità competenti degli Stati membri e la Commissione
Europea potranno basarsi su una serie di criteri prestabiliti per valutare la
probabilità che i prodotti siano realizzati con il lavoro forzato. In particolare,
sarà presa in considerazione «qualsiasi questione emerga da consultazioni
significative con i portatori di interessi, come le organizzazioni della società
civile e i sindacati». La Commissione pubblicherà anche delle linee guida entro 18
mesi, che saranno aggiornate per tenere conto delle informazioni fornite dai
sindacati.
>
Si veda altresì: Rapporto
ILO, pubblicato il 19 marzo, da cui emerge che nell’economia privata il
lavoro forzato genera 236 miliardi di dollari di profitti illeciti all’anno (+37%
dal 2014); comunicati di BusinessEurope.
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Lavoro tramite piattaforme digitali :
È stato approvato in via definitiva il 24 aprile dal Parlamento
Europeo il testo della Direttiva
sul miglioramento delle condizioni di lavoro nel lavoro mediante piattaforme
digitali, come emerso dal compromesso raggiunto con il Consiglio e adottato
a marzo (cfr. IR Notes
226 e comunicato).
La direttiva obbliga gli Stati membri a prevedere una presunzione legale confutabile
di subordinazione a livello nazionale e introduce, per la prima volta nella
legislazione sociale europea, un quadro normativo per la gestione tramite algoritmo
(cfr. Briefing
e At
a glance dei servizi del Parlamento Europeo).
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Violenza contro le donne : È
stato approvata in via definitiva il 24 dal Parlamento Europeo la Direttiva
sulla lotta alla violenza contro le donne e alla violenza domestica (cfr. comunicato
e scheda In
sintesi del Parlamento). La direttiva obbliga gli Stati membri ad adottare
piani d’azione nazionali entro cinque anni al fine di contrastare queste diverse
forme di violenza e prevede una serie di misure riguardanti il mondo del lavoro,
quali l’obbligo di formazione: 1) per i dipendenti pubblici che
possono entrare in contatto con le vittime; 2) per gli operatori sanitari in
materia di mutilazioni genitali; 3)
per le persone che occupano posizioni manageriali. Quest’ultimo
punto riguarda sia il settore pubblico che quello privato ed è finalizzato a
prevenire e affrontare adeguatamente i casi di molestie sessuali sul lavoro. Il
suddetto obbligo di formazione si applica tuttavia soltanto agli Stati membri in cui
le molestie sessuali sul lavoro costituiscono specificamente reato ai sensi del
diritto nazionale. In tali Paesi, i Governi provvederanno affinché le vittime e i
datori di lavoro abbiano a disposizione servizi di consulenza che forniscano
informazioni su come affrontare adeguatamente i casi di molestie sessuali, nonché
sui mezzi di ricorso a disposizione per allontanare l’autore del reato (art. 28).
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Sindacalismo
Lotta contro l’estrema destra :
I principali funzionari delle confederazioni sindacali francesi
CFDT e Unsa, della tedesca DGB, dell’italiana CGIL e della Confederazione Europea
dei Sindacati (CES) hanno partecipato, a Parigi, a un dibattito dal titolo “Insieme
contro l’estrema destra”. La conferenza ha offerto l’opportunità di confrontare la
situazione politica nei tre paesi in cui sono in ascesa le forze di estrema destra.
Occorre evidenziare tuttavia, come ricordato da Adrienne Woltersdorf
(Friedrich-Ebert-Stiftung – FES), che pur trattandosi di una stessa minaccia, le
sfide interne sono diverse. Nondimeno, in vista delle elezioni di giugno del
Parlamento europeo, è urgente affrontare la questione, ha dichiarato da Marylise
Léon (CFDT). Cresce tra i lavoratori la popolarità degli ideali di estrema destra,
nonostante le posizioni battagliere della CFDT e di altri sindacati francesi
(cfr.(comunicato
stampa e replay FES).
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Dialogo
sociale settoriale
Telecomunicazioni : Le parti
sociali del settore delle telecomunicazioni, ETNO e UNI Europa ICTS, hanno
presentato una relazione di ricerca dal titolo “Accelerare
la sostenibilità nelle telecomunicazioni”, realizzato da Visionary Analytics
nell’ambito di un progetto congiunto finanziato dall’UE. Lo studio analizza 11
tecnologie emergenti con possibili e significativi impatti sul settore, nonché sulla
sostenibilità sociale e ambientale. Gli autori invitano a coinvolgere i lavoratori e
le parti sociali in una fase precoce dell’implementazione della tecnologia, e
analizzano il ruolo che può essere svolto dal dialogo sociale nel promuovere la
sostenibilità e mitigare gli effetti negativi dell’implementazione della tecnologia
(cfr. comunicato).
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2. Stati
membri
Belgio
Infertilità e procreazione medicalmente
assistita : Dal 28 aprile i lavoratori dipendenti che si
sottopongono a trattamenti per infertilità o procreazione medicalmente assistita
godranno di maggiori tutele contro il licenziamento. Ai sensi della Legge
del 24 marzo, il datore di lavoro «non può interrompere unilateralmente il
rapporto di lavoro dal momento in cui ne è informato tramite un certificato medico
fino allo scadere di un lasso di tempo di due mesi». Inoltre, le assenze per terapie
mediche sono considerate come assenze per «responsabilità familiare» (cfr. comunicato).
Il testo non prevede tuttavia alcun congedo specifico. I lavoratori interessati
devono pertanto utilizzare i giorni di aspettativa retribuita o richiedere
un’aspettativa non retribuita.
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Spagna
Programma di riforma : La
Ministro del Lavoro e dell’Economia Sociale, Yolanda Díaz (foto), ha presentato il
12 aprile al Senato i grandi orientamenti della sua politica. Tra le misure chiave:
la riduzione dell’orario di lavoro a 37,5 ore settimanali; l’estensione del congedo
di paternità e maternità a 20 settimane; un quadro normativo per l’IA a tutela dei
dipendenti; una maggiore protezione delle persone LGBTQI+ sul posto di lavoro, con
l’introduzione di piani d’azione nelle aziende e misure contro la discriminazione e
le molestie. La Ministro ha inoltre sottolineato la necessità di rafforzare la
democrazia sociale, in particolare consentendo ai dipendenti e sindacati di
partecipare al processo decisionale delle aziende (cfr. comunicato).
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3.
Aziende
Comitati
aziendali europei
Istituzione : È
stato sottoscritto il 22 febbraio dal gruppo aeronautico francese Latécoère (6.000 addetti) l’Accordo istitutivo del comitato
aziendale europeo che si applicherà ai 2.230 lavoratori ripartiti in 6 Stati
membri dell’UE (Germania, Belgio, Bulgaria, Spagna, Repubblica Ceca e Francia, con
1.300 dipendenti circa). Il testo concede poche risorse al comitato, con
l’assegnazione di 20 ore di permesso sindacale ai membri titolari e di ulteriori 20
ore al segretario del comitato aziendale europeo. Si tratta di uno dei pochi accordi
che non prevede «corsi di formazione o un budget specifico per la formazione dei
membri» del CAE, né il ricorso alla consulenza di «esperti nel quadro di una
procedura di informazione/consultazione». Il comitato si riunisce una volta all’anno
in videoconferenza (ad eccezione della prima riunione del mandato); esso viene
consultato soltanto in caso di circostanze eccezionali che riguardano un minimo di
150 dipendenti per ogni impresa e che coinvolgono almeno due imprese del gruppo con
sede in due Stati membri. Il parere deve essere formulato, dopo la riunione, entro
un termine ragionevole stabilito nel corso della riunione stessa. Se il parere non
viene comunicato entro 7 giorni, sarà considerato sfavorevole.
- Cessioni. La compagnia
CNP Assurances ha
annunciato il 26 aprile di aver avviato trattative esclusive con la Hellenic
Bank Public Company Ltd in vista della cessione delle attività assicurative
intrattenute a Cipro e in Grecia, per un valore totale inferiore all’1% del
fatturato del gruppo. Il comitato aziendale europeo sarà informato e consultato
sulla cessione.
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Accordi
transnazionali
Violenza e molestie : L’azienda
spagnola Orenes Group (3.500
addetti) ha sottoscritto l’11 aprile le Linee guida intersettoriali
dell’Unione Europea per combattere violenza e molestie sui luoghi di lavoro,
adottate nel novembre 2023 da UNI Europa e da due organizzazioni imprenditoriali
europee (AMIC ed ETNO), nonché dal gruppo Partouche. Orenes è una delle aziende
leader in Spagna nel settore del tempo libero, del gioco e della ristorazione. È
presente anche in altri paesi europei e in America Latina (cfr. comunicato).
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4. Studi e
rapporti
Salute sul lavoro e cambiamenti climatici :
L’Organizzazione Internazionale del Lavoro ha pubblicato un
rapporto sull’impatto dei cambiamenti climatici sulla salute e la sicurezza sul
lavoro, in cui vengono esaminati i rischi associati al calore eccessivo, alle
radiazioni ultraviolette (UV), agli eventi meteorologici estremi, all’inquinamento
atmosferico sul posto di lavoro, alle malattie trasmesse da vettori e ai prodotti
agrochimici. Il rapporto evidenzia le pratiche e le politiche nazionali volte a
ridurre l’esposizione a tali rischi rilevando che il 70% dei lavoratori nel mondo è
probabilmente già esposto ai rischi sanitari dovuti ai cambiamenti climatici. Dal
2000, la percentuale di lavoratori esposti al caldo estremo è aumentata dal 65,5% al
70,9% (cfr. comunicato,
sintesi
del rapporto e rapporto
integrale).
- Salute mentale sul lavoro.
La Presidenza belga dell’UE ha pubblicato una sintesi
delle discussioni svoltesi nel corso della conferenza di alto livello
tenutasi a Bruxelles il 30 e 31 gennaio.
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