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IR Notes 235 – 3 settembre 2024
www.irshare.eu
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Una domanda a…
Dennis Radtke (PPE), membro della Commissione per l’occupazione e gli
affari sociali del Parlamento Europeo
Quali
sono le sue prime impressioni
sulla nuova Commissione per l’occupazione e gli affari
sociali del Parlamento europeo con una maggiore presenza di
rappresentanti dell’estrema
destra? Essendoci riuniti una sola
volta per eleggere il presidente e i vicepresidenti è ancora troppo
presto per farsi un’opinione. Non abbiamo ancora svolto alcun lavoro
legislativo. Spero di ritrovare quell’ottimo spirito di
collaborazione che ha prevalso durante lo scorso mandato e che ci ha
consentito di raggiungere compromessi su testi importanti quali le
direttive sui salari minimi adeguati, sulla trasparenza delle
retribuzioni e sulla tutela dei lavoratori delle piattaforme.
Sebbene alcuni importanti membri, come Agnes Jongerius, non siedano
più in commissione con noi – una grande perdita per la commissione
–, emergeranno gradualmente nuove personalità con le quali potremo
costruire rapporti di fiducia. È difficile prevedere come opererà la
commissione. Durante il precedente mandato, nessuno avrebbe
scommesso che avremmo raccolto la maggioranza sui testi che ho
ricordato. Abbiamo poi la Presidente, Li Andersson, che ha fatto
buona impressione: pur essendo giovane, ha l’esperienza di un
ministero in Finlandia e abbiamo avuto scambi intensi e
interessanti. Sono quindi ottimista per questo nuovo mandato.
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Editoriale
IR Share si trasforma
Cari lettori,
Siamo molto lieti di annunciare che IR Share,
l’editore di IR Notes, ha avviato quest’estate un processo di
trasformazione, iniziato con la riprogettazione del sito web
(www.irshare.eu). Nostro intento è promuovere IR Notes tra
gli attori del dialogo sociale europeo, dare visibilità a tutte le
nostre attività (studi, ricerche, formazione) e rendere più agevole
ai nostri lettori l’accesso al nostro database con i suoi 2.000
documenti online, tra cui un migliaio di accordi di comitati
aziendali europei, accordi di società europee, rapporti di studio,
giurisprudenza, ecc. Ci farà molto piacere sapere cosa ne pensate!!
Scriveteci qui le vostre
osservazioni, commenti e suggerimenti! E non è tutto! Prevediamo di aggiungere un
modulo di traduzione automatica per facilitare la navigazione, e
dare visibilità agli altri esperti della nostra rete con le loro
biografie… tutto questo prima di avviare la trasformazione di IR
Notes. Di lavoro da fare ce n’è ancora tanto !!
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Chi siamo?
IR Notes è una
comunicazione trasmessa ogni 15 giorni, disponibile in diverse lingue
europee (francese, inglese, italiano, spagnolo, tedesco) e realizzata
da IR Share
insieme alla sua rete di esperti. Si occupa di
diritto del lavoro, relazioni sociali e politica dell’occupazione a
livello europeo. È disponibile sul sito tramite abbonamento al prezzo di
273 euro all’anno esentasse.
La squadra: questo
numero è stato redatto da Iris
Turlan e Frédéric
Turlan.. Vedi sul sito
la squadra di
lavoro di IR Share
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(0)6 81 41 53 95 – capitale sociale 1500 euros – Iscritta al registro
delle imprese (RCS) di Auxerre col N° 512 567 959. Direttore della
pubblicazione: Frédéric Turlan. Hosting: ALTEO – Damien Cornillet –
Château – 89500 Villeneuve-sur-Yonne – Francia. N° CPPAP: 0626 Z 9393
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Un Dizionario europeo delle relazioni sociali
Per coloro che desiderano approfondire la
lettura di IR Notes, mettiamo a disposizione i link del Dizionario
europeo delle relazioni sociali,
pubblicato da Eurofound e regolarmente aggiornato da IR Share,
editore di IR Notes. Le definizioni dei termini sono disponibili in
inglese e possono essere facilmente trasposte grazie a strumenti di
traduzione online.
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Prima
Pagina
Nuova
Commissione Europea: quali sviluppi per il diritto sociale europeo?
Occorrerà attendere la nomina della prossima Commissione Europea e il voto favorevole
del Parlamento prima che Ursula von der Leyen (foto) possa mettere a punto il nuovo
programma di lavoro, anche se questo non potrà discostarsi troppo dal documento
programmatico “Orientamenti
politici per la prossima Commissione europea 2024-2029“, presentato per la
propria rielezione il 18 luglio. Per quanto riguarda le tematiche sociali, il
documento è la continuazione del mandato precedente, senza iniziative emblematiche.
Il solo annuncio esplicito sull’istituzione di un diritto vincolante riguarda la
proposta, previa l’adozione di una direttiva, di «introdurre il diritto alla
disconnessione». È possibile inoltre prevedere l’adozione di nuove norme al fine di
«aumentare la partecipazione al mercato del lavoro, in particolare delle donne e dei
giovani» e «sostenere i giovani genitori per un sano equilibrio tra vita
professionale e vita privata». Oltre a ciò, il documento fa riferimento a: 1) «iniziative» che esaminino,
in particolare, «l’impatto della digitalizzazione sul mondo del lavoro, dalla
gestione dell’intelligenza artificiale al telelavoro, e le ripercussioni della
cultura del ‘sempre disponibile’». 2)
«Strategie» per ridurre la povertà, combattere il razzismo, a
favore dell’istruzione e della formazione professionale, della parità di trattamento
per le persone LGBTQI+, nonché dell’uguaglianza tra uomini e donne affrontando
«piaga del femminicidio e della violenza contro le donne agli ostacoli che
impediscono alle donne di progredire nella carriera o nell’istruzione». 3) «Piani» per affrontare la
crisi degli alloggi, rafforzare la garanzia per l’infanzia e attuare il pilastro
europeo dei diritti sociali nel quadro di «un rinnovato impegno a rafforzare il
dialogo sociale». 4) Una
«tabella di marcia» per «garantire una transizione equa per tutti» al fine di
offrire «posti di lavoro di qualità». Tale tabella di marcia, «elaborata in
collaborazione con le parti sociali, (…) sosterrà salari adeguati, buone condizioni
di lavoro, possibilità di formazione e transizioni professionali eque per i
lavoratori subordinati e autonomi, in particolare aumentando la copertura della
contrattazione collettiva». 5)
Un «patto» per il dialogo sociale europeo da concretizzare all’inizio del 2025
insieme ai sindacati e i datori di lavoro europei. Infine, il documento preannuncia
una «revisione della direttiva sugli appalti pubblici» per modernizzare e
semplificare le norme attuali. Ciò consentirà al movimento sindacale europeo di
richiedere il rafforzamento delle clausole sociali e la possibilità di riservare gli
appalti pubblici alle imprese che applicano i contratti collettivi. Si tratterebbe
di una leva importante per il raggiungimento dell’obiettivo, fissato dalla direttiva
sui salari minimi equi, dell’80% dei lavoratori dipendenti coperti dalla
contrattazione Sono tuttavia orientamenti vaghi che lasciano la questione delle
risorse – sia finanziarie che giuridiche – alla discussione tra il Consiglio e il
Parlamento, e all’equilibrio dei poteri all’interno di un Parlamento un po’ più
conservatore del precedente.
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1. Unione
Europea
Attualità
sociale
Nuova commissione per l’occupazione e gli affari
sociali : Durante l’estate il Parlamento Europeo ha
costituito le diverse commissioni che elaboreranno le relazioni da adottare in
sessione plenaria. La composizione della Commissione per l’occupazione e gli affari
sociali è stata significativamente rinnovata, con circa l’80% di nuovi membri. Ne
sono fuoriusciti alcuni membri molto vicini al movimento sindacale, in particolare
la socialdemocratica olandese Agnes Jongerius e il danese Nikolaj Villumsen (GUE),
oltre a figure influenti come la francese Sylvie Brunet, che ha appoggiato la
direttiva sulla tutela dei lavoratori delle piattaforme, e il maltese Alex Agius
Saliba (S&D), relatore di una delle proposte di direttiva sul diritto alla
disconnessione. Sono rimasti due pezzi da novanta: i due eurodeputati tedeschi che
hanno lavorato in particolare sulla democrazia sul lavoro e sulla revisione della
direttiva sui comitati aziendali europei, Gabrielle Bischoff (S&D) e Dennis
Radtke (PPE), che dovrebbero garantire una continuità nella revisione della
direttiva. Viene confermata come coordinatrice del proprio gruppo politico anche
un’altra eurodeputata molto attiva, Leila Chaibi (GUE), che ha portato avanti la
direttiva sui lavoratori delle piattaforme. Resta anche il lussemburghese Marc Angel
(S&D) che rappresenta un punto fermo per il movimento sindacale. Li Andersson
(foto), ex Ministro dell’Istruzione finlandese nel governo di Sanna Marin, ed ex
leader del partito Alleanza di Sinistra, è stata eletta presidente della
commissione. Sarà la bestia nera degli eurodeputati di estrema destra. L’ex ministro
vuol fare in modo che la commissione porti avanti diverse tematiche: la riforma
delle norme sugli appalti pubblici, la regolamentazione delle lunghe catene di
subappalto e l’uso dell’intelligenza artificiale nei luoghi di lavoro, il
miglioramento del dialogo sociale e la sicurezza delle condizioni di lavoro.
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Giurisprudenza
Straordinari per i dipendenti part-time :
La Corte di Giustizia si è pronunciata il 29 luglio su un
procedimento tedesco riguardante gli assistenti infermieristici che lavorano a tempo
parziale (CGUE,
29 luglio 2024, cause C184/22 e C185/22, KfH Kuratorium für Dialyse und
Nierentransplantation). La problematica affrontata è molto comune: quando le
ore lavorate superano quelle previste dal contratto di lavoro part-time, queste non
sono conteggiate ai fini della maggiorazione per lavoro straordinario riconosciuta
invece agli assistenti infermieristici con contratto a tempo pieno quando superano
le 38,5 ore lavorative contrattuali. Tale disparità di trattamento tra dipendenti a
tempo parziale e a tempo pieno rappresenta oltre a ciò una discriminazione indiretta
nei confronti delle lavoratrici, in quanto essa colpisce maggiormente le dipendenti
donne, più spesso assunte con contratto a tempo parziale rispetto ai dipendenti
uomini. La Corte di Giustizia ha confermato che: 1) esiste effettivamente una
disparità di trattamento tra dipendenti a tempo pieno e a tempo parziale. La Corte
ha sottolineato che la fissazione della soglia uniforme di 38,5 ore rappresenta per
le persone che lavorano come assistenti infermieristici a tempo parziale, «tenuto
conto dell’orario di lavoro normale concordato nei loro contratti, un carico
maggiore, in quanto almeno una parte delle ore lavorate oltre tale orario di lavoro
normale, benché retribuita, non dà diritto a una maggiorazione»; 2) tale disparità di trattamento
non è giustificata da alcuna ragione oggettiva: né dall’eventuale «obiettivo di
dissuadere il datore di lavoro dall’imporre ai lavoratori di effettuare ore di
lavoro straordinario in eccesso rispetto all’orario di lavoro concordato
individualmente per tali lavoratori», né dall’obiettivo «di evitare che i lavoratori
a tempo pieno siano oggetto di un trattamento meno favorevole rispetto ai lavoratori
a tempo parziale»; 3) la
discriminazione indiretta esiste e «può essere caratterizzata dal solo fatto che
persone di un sesso sono messe in una posizione di particolare svantaggio rispetto a
persone dell’altro sesso» senza che sia «necessario che vi siano, tra gli impiegati
a tempo pieno, notevolmente più uomini che donne». Il caso rientra pertanto in
questa fattispecie, in quanto le donne rappresentano l’84,74% dei dipendenti a tempo
parziale e il 68,20% di quelli a tempo pieno. Questa disparità di trattamento
colpisce quindi maggiormente le donne rispetto agli uomini.
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Licenziamenti collettivi : L’11
luglio la Corte di Giustizia ha emesso una sentenza
in un procedimento spagnolo riguardante l’applicazione della direttiva 98/59 sui
licenziamenti collettivi dei lavoratori motivato dal pensionamento del datore di
lavoro. Nel caso di specie, il datore di lavoro ha deciso di andare in pensione e ha
informato i suoi 54 dipendenti della cessazione, il mese successivo, dei loro
contratti di lavoro. Secondo la legge spagnola, la procedura di consultazione dei
rappresentanti dei lavoratori in caso di licenziamenti collettivi non si applica nei
casi in cui le cessazioni siano dovute al pensionamento del datore di lavoro
(persona fisica). Tuttavia, la Corte di Giustizia ha evidenziato che, ai sensi della
direttiva, si è in presenza di un licenziamento collettivo quando i rapporti di
lavoro vengono risolti senza il consenso dei lavoratori interessati. Pertanto,
secondo la Corte, la legislazione nazionale è contraria alla direttiva, che deve
essere applicata quando vengono raggiunte le soglie per i licenziamenti. La Corte
puntualizza inoltre che il caso di specie non può essere equiparato a quello del
decesso del datore di lavoro, oggetto di una precedente sentenza
in cui respinge l’applicazione della direttiva, in quanto, a differenza di un datore
di lavoro deceduto, il datore di lavoro che va in pensione è in grado di effettuare
consultazioni volte a evitare o ridurre il numero di cessazioni o, in ogni caso, ad
attenuare le conseguenze di tali cessazioni.
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Vaccinazione contro il Covid-19 :
La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha emesso una sentenza
il 29 agosto riguardante 26 operatori sanitari e sociali sanzionati per aver
rifiutato il vaccino anti Covid-19. Essi erano stati temporaneamente sospesi dal
servizio senza retribuzione e assegnati ad altre funzioni ricevendo un’indennità
pari a 600 euro mensili. In considerazione della grande libertà di cui godono gli
Stati nel definire la propria politica sanitaria, la Corte ha ritenuto che le misure
contestate fossero proporzionate e giustificate alla luce dell’obiettivo legittimo
perseguito, ossia la tutela della salute pubblica, compresa quella dei ricorrenti, e
dei diritti e delle libertà altrui. Ha inoltre rilevato che le perdite subite dai
ricorrenti sono state una conseguenza inevitabile della pandemia globale
«eccezionale e imprevedibile» che imperversava all’epoca.
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2. Stati
membri
Germania
Retribuzione dei membri del Betriebsrat :
Con una sentenza
del 10 gennaio 2023, la Corte Federale di Giustizia (Bundesgerichtshof) ha aperto la
strada alla condanna dei dirigenti Volkswagen che avevano concesso retribuzioni
eccessive ai membri del comitato aziendale (Betriebsrat) (cfr. IR Notes 171). Il
Ministero del Lavoro ha istituito una commissione trilaterale sulla sicurezza
giuridica in materia di compensi ai membri dei comitati aziendali, che ha presentato
un pacchetto di proposte nel novembre 2023. Tali proposte sono state riprese nel
progetto di legge di modifica della legge sull’Ordinamento aziendale (BetrVG),
adottato definitivamente e all’unanimità dal Parlamento. Il testo, entrato in
vigore lo scorso 25 luglio, specifica le modalità di fissazione della retribuzione
dei membri dei comitati aziendali, nonché quelle per la costituzione del gruppo di
dipendenti utilizzato come riferimento per la comparazione con coloro che assumono
cariche di membro di un comitato aziendale, dal momento in cui entrano in carica
fino allo scadere del mandato. Sono altresì specificate le modalità in cui il datore
di lavoro deve garantire al membro del comitato aziendale uno sviluppo professionale
equivalente a quello che avrebbe avuto se non avesse ricoperto la carica. Il testo è
stato accolto con ampio favore dai sindacati, sebbene permangano alcune critiche, in
particolare da parte della IGBCE, la quale ritiene che le conoscenze, le qualifiche
e le competenze acquisite durante il mandato continuino a essere trascurate (cfr.
comunicato IGBCE).
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Lussemburgo
Settore bancario : Le parti
sociali del settore bancario hanno sottoscritto l’11 luglio, il Contratto
collettivo per il settore bancario lussemburghese 2024-2026 (cfr. comunicato
congiunto delle parti sociali e scheda informativa
dettagliata di Aleba). Oltre a un bonus una tantum di 500 euro, l’accordo
prevede un budget minimo per la formazione in caso di riconversione (tra i 5.000 e
gli 8.000 euro) per ogni lavoratore licenziato, un aumento del 10% del budget
annuale per la formazione (dall’1,5% all’1,65% del monte stipendi) e un’indennità di
formazione individuale pari ad almeno 16 ore all’anno.
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3.
Aziende
Negoziati
transnazionali
Diritti fondamentali : Il gruppo
svedese di abbigliamento prêt-à-porter H&M (143.000 addetti) ha
rinnovato il 26 agosto l’Accordo quadro
globale siglato nel 2015 tra la direzione centrale, la federazione sindacale
globale IndustriAll Global Union e la sua affiliata svedese IF Metall (cfr. comunicato).
Il nuovo
accordo, che si applica all’intera catena del valore (oltre un milione di
lavoratori), contiene cambiamenti significativi rispetto alla versione precedente.
Particolare enfasi è posta sull’applicazione di questo nuovo accordo, che prevede un
budget di 100.000 dollari stanziato per iniziative di comunicazione e formazione, e
sull’istituzione di una procedura di risoluzione delle eventuali controversie di
interpretazione dell’accordo tramite la mediazione dell’ILO o di una terza parte
scelta di comune accordo tra i firmatari. Negli allegati dell’accordo sono elencate
tutte le convenzioni e le raccomandazioni dell’ILO il cui rispetto è obbligatorio,
tra cui la Convenzione ILO C190 sulla violenza e le molestie. Due dei testi
specificano il ruolo degli organi di controllo istituiti a vari livelli, nonché le
procedure applicabili per risolvere eventuali violazioni dell’accordo riscontrate
nei luoghi di lavoro.
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Subappalto : È stato
sottoscritto il 22 luglio tra la società francese di consegna pacchi Geopost (57.000 addetti, filiale
del gruppo La Poste) e la federazione sindacale globale UNI Global Union un
protocollo aggiuntivo all’Accordo
quadro globale siglato nel 2017. Il Protocollo
estende il suo campo di applicazione a tutti i subappaltatori, ai lavoratori
autonomi, alle agenzie di lavoro temporaneo e a tutti i lavoratori del gruppo e
delle sue filiali in tutto il mondo, indipendentemente dalla forma di rapporto. «Si
tratta di un enorme passo avanti», afferma il sindacato francese CGT-FAPT, che
sottolinea altresì l’impegno della direzione a limitare il subappalto a un unico
livello. Tra i diritti fondamentali garantiti dall’accordo vi sono salari dignitosi,
secondo la definizione dell’ILO, e orari di lavoro ragionevoli che consentano un
adeguato riposo e un equilibrio tra lavoro e vita privata. Inoltre, i sindacati
potranno consultare i contratti firmati con i fornitori, in particolare per quanto
riguarda la struttura dei pagamenti (cfr. comunicato
CGT FAPT).
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4. Studi e
rapporti
Calore eccessivo sul lavoro :
L’ILO ha pubblicato uno studio
dedicato agli effetti del calore sul lavoro e le sue implicazioni per la salute
e la sicurezza. Il documento, molto accessibile, sintetizza i risultati
della ricerca e fornisce una panoramica delle iniziative legislative in tutto il
mondo, illustrando le normative di quattro Paesi dell’UE (Belgio, Cipro, Grecia e
Spagna) e proponendo soluzioni da attuare nei luoghi di lavoro. Come evidenziano
alcuni dati, pur essendo l’Europa la regione più risparmiata in assoluto, è pur
sempre la seconda regione al mondo in cui il numero di infortuni sul lavoro legati
al caldo è aumentato più rapidamente dal 2000 (+16,4%) dopo le Americhe (+33,3%).
Ciò riflette il fatto che l’Europa è anche la regione in cui l’esposizione della
forza lavoro al caldo eccessivo è aumentata più rapidamente nel periodo considerato
(+17,3%).
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Sviluppi della vita lavorativa :
La Fondazione europea per il miglioramento delle condizioni di
vita e di lavoro (Eurofound) ha pubblicato i rapporti
nazionali sui principali sviluppi nei sistemi di relazioni industriali e nelle
condizioni di lavoro relativi ai 27 Stati membri, nonché alla Norvegia (cfr.
scheda “Working papers” nella pagina). I rapporti nazionali sono la sola fonte di
informazioni esistente per seguire l’evoluzione dei diversi paesi in termini di
dialogo sociale, contrattazione collettiva, orario di lavoro e iniziative
riguardanti i contratti di lavoro, la riduzione del divario retributivo di genere,
la salute e la sicurezza e l’equilibrio tra lavoro e vita privata.
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- Conflittualità in aumento
nell’UE. Con riferimento ai succitati rapporti, in un articolo
dedicato alle controversie in materia di lavoro in Europa nel 2023, Eurofound
evidenzia una ripresa della conflittualità. Sebbene i dati sugli scioperi siano
«scarsi e frammentari», le informazioni raccolte da Eurofound tramite la sua
rete di corrispondenti (di cui fa parte IR Share) mostrano che la tendenza alla
diminuzione della conflittualità osservata nell’UE nel periodo prepandemico
sembra non confermarsi, almeno in alcuni paesi. La motivazione principale di
dette controversie è il mancato adeguamento delle retribuzioni all’aumento del
costo della vita.
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