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IR Notes 240 – 13 novembre 2024
www.irshare.eu
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Una domanda a…
Domenico Colapinto, portavoce e Presidente del comitato aziendale europeo
di The Adecco Group
Quali
sono le principali caratteristiche e innovazioni del recente
accordo CAE di The Adecco Group? (cfr. 3.
Aziende) Il nuovo
accordo si ispira al concetto di democrazia sul lavoro, cui fa
riferimento in diverse disposizioni. Ad esempio, il monitoraggio
delle elezioni dei candidati al comitato aziendale europeo, paese
per paese, e, nei paesi in cui non esiste un comitato aziendale
locale o un sindacato, il rappresentante del comitato aziendale
europeo nel paese interessato ha ora il diritto di essere informato
dalla direzione locale delle decisioni transnazionali che riguardano
i lavoratori del suo paese. Questa disposizione consente di avviare
una sorta di dialogo sociale locale. Inoltre, la direzione locale
deve ora chiedere il sostegno dei sindacati locali
nell’organizzazione del processo di nomina dei membri del comitato
aziendale europeo. Tengo a ricordare anche un’altra disposizione
chiave dell’accordo: maggiori tutele per i suoi membri, titolari e
supplenti. Rispetto alle tutele minime nazionali e all’articolo
contenuto nel precedente accordo, viene ora fissato uno standard
minimo: i membri non possono essere licenziati, subire un
peggioramento nelle loro condizioni di lavoro o essere trattati
ingiustamente a causa della loro appartenenza al comitato aziendale
europeo. La conclusione positiva del negoziato è stata resa
possibile da due fattori chiave: da un lato, la perseveranza e la
resilienza del CAE in tempi di crisi, sostenuto da Uni Europa, dai
comitati aziendali nazionali e da esperti di alto livello, che hanno
rafforzato la sua posizione e la sua capacità negoziale. Dall’altro
lato, il negoziato è stato agevolato anche dall’avvicendamento dei
rappresentanti della direzione delle risorse umane, cui rivolgo
ufficialmente i miei ringraziamenti.
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Agenda
14 novembre
Parigi Conferenza
internazionale dell’INRS sull’anticipazione delle trasformazioni del
lavoro e la prevenzione dei rischi professionali (programma)
21
novembre Bruxelles Conferenza
sul tema “(Un)artificial
intelligence – workers behind the machine”, organizzata dal
gruppo The Left del Parlamento Europeo in collaborazione con Antonio
Casilli, professore di sociologia e ricercatore presso l’Istituto
Interdisciplinare per l’Innovazione del CNRS.
2-3 dicembre Bruxelles
Consiglio Occupazione e Politica Sociale
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Chi siamo?
IR Notes è una
comunicazione trasmessa ogni 15 giorni, disponibile in diverse lingue
europee (francese, inglese, italiano, spagnolo, tedesco) e realizzata
da IR Share
insieme alla sua rete di esperti. Si occupa di
diritto del lavoro, relazioni sociali e politica dell’occupazione a
livello europeo. È disponibile sul sito tramite abbonamento al prezzo di
273 euro all’anno esentasse.
La squadra: questo
numero è stato redatto da Victoria
Fonseca, Ambre
Grenier-Boley, Camille Hue, Iris
Turlan e Frédéric
Turlan. Vedi sul sito
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lavoro di IR Share
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pubblicazione: Frédéric Turlan. Hosting: ALTEO – Damien Cornillet –
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Un Dizionario europeo delle relazioni sociali
Per coloro che desiderano approfondire la
lettura di IR Notes, mettiamo a disposizione i link del Dizionario
europeo delle relazioni sociali,
pubblicato da Eurofound e regolarmente aggiornato da IR Share,
editore di IR Notes. Le definizioni dei termini sono disponibili in
inglese e possono essere facilmente trasposte grazie a strumenti di
traduzione online.
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Prima
Pagina
L’obiettivo
di rafforzare la competitività dell’Unione si scontra con l’Europa sociale
In occasione della riunione informale del Consiglio Europeo tenutasi a Budapest lo
scorso 8 novembre, i 27 Stati membri dell’UE hanno adottato la Dichiarazione
sul nuovo patto per la competitività europea in cui si traggono gli
insegnamenti dalle relazioni Much more
than a market (Molto più di un mercato) di Enrico Letta e The
future of European competitivness (Il futuro della competitività europea) di
Mario Draghi (cfr. IR
Notes
236). «Siamo consci del segnale d’allarme che lanciano», sottolineano i
leader, che intendono «colmare con urgenza il divario in termini di produttività e
innovazione, sia con i nostri concorrenti globali che all’interno dell’UE». Essi
rimangono tuttavia estremamente cauti quanto ai mezzi da mettere in campo.
Riconoscono che le sfide «in materia di competitività che abbiamo di fronte
richiederanno investimenti significativi, mobilitando finanziamenti sia pubblici che
privati», citano i tradizionali strumenti finanziari (quadro finanziario
pluriennale, unione dei mercati dei capitali, Banca Europea per gli Investimenti),
tuttavia non una sola parola su un grande prestito europeo, l’unica leva realistica
per finanziare l’innovazione. I leader si impegnano semplicemente a riflettere sullo
«sviluppo di nuovi strumenti» e a continuare a «lavorare per l’introduzione di nuove
risorse proprie». Un impegno, questo, in contrasto con la richiesta di Mario Draghi
di investimenti massicci, 800 miliardi di euro all’anno, destinati a finanziare la
transizione ecologica, digitale e il settore della difesa, al fine di evitare
«l’agonia» dell’Unione Europea. Nonostante le loro divisioni, i leader hanno fissato
una roadmap per il rilancio dell’economia dell’UE, invitando la Commissione Europea
ad agire rapidamente: 1)
presentare, entro giugno 2025, una nuova strategia orizzontale globale per
l’approfondimento del mercato unico, che includa una roadmap con tempistiche e
scadenze chiare; 2) adottare
misure decisive perché si giunga all’unione del risparmio e degli investimenti entro
il 2026 e compiere progressi urgenti verso l’unione dei mercati dei capitali; 3) presentare, in via
prioritaria, una strategia industriale globale per industrie competitive e posti di
lavoro di qualità; 4) attuare
quanto prima proposte concrete volte a ridurre gli obblighi di rendicontazione
aziendale di almeno il 25% nella prima metà del 2025, nonché includere nelle
proposte valutazioni di impatto relative agli oneri amministrativi e alla
competitività. Per quanto riguarda il dialogo sociale, in quello che si preannuncia
come un periodo caotico, caratterizzato da una serie di annunci di chiusura di
impianti, i 27 Stati membri si attengono al servizio minimo: l’Unione Europea deve
«sfruttare i talenti dell’Europa e investire nelle competenze al fine di promuovere
posti di lavoro di alta qualità in tutta l’Unione», con l’obiettivo di affrontare la
carenza di manodopera e di competenze. A tal fine, «punteremo a rafforzare il
dialogo sociale, a difendere le pari opportunità e a ridurre le disuguaglianze, in
linea con il pilastro europeo dei diritti sociali», dichiarano i leader. L’ambizione
è fioca e allineata alle due principali richieste delle aziende in termini di Europa
sociale: la riduzione della carenza di manodopera e di competenze, e la pausa
normativa, se non, addirittura, l’indebolimento dei testi adottati durante la
precedente legislatura (direttiva CSRD, due diligence, trasparenza retributiva,
ecc.) in nome della riduzione degli oneri e della burocrazia, per non alterare la
competitività delle aziende europee.
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1. Unione
Europea
Legislazione
Direttiva sul lavoro tramite piattaforme
digitali : È stato pubblicato l’11 novembre nella
Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea (GUUE)
uno dei testi emblematici della Commissione von
der Leyen I: la Direttiva
(UE) 2024/2831 del 23 ottobre 2024 relativa al miglioramento delle condizioni di
lavoro nel lavoro tramite piattaforme digitali (cfr. IR Notes
226). La direttiva introduce una presunzione di costituzione di «rapporto di
lavoro» a favore dei lavoratori mediante piattaforma qualora si riscontrino «fatti
che indicano direzione e controllo» (art. 5, par. 1). Inoltre, nel contesto della
gestione algoritmica, sono riconosciuti ai lavoratori mediante piattaforme digitali
nuovi “diritti digitali”, sia che si tratti di lavoratori autonomi o che siano
riconosciuti come subordinati (cfr. Platform work). Infine, il
testo invita gli Stati membri ad adottare «misure adeguate per promuovere il ruolo
delle parti sociali e incoraggiare l’esercizio del diritto alla contrattazione
collettiva nel lavoro mediante piattaforme digitali».
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Attualità
sociale
Rivolta datoriale contro la due diligence :
L’adozione della Direttiva 2024/1760 del 13 giugno 2024 relativa
al dovere di diligenza delle imprese in materia di sostenibilità (cfr. IR Notes
226) rimane ancora un punto dolente per le aziende (cfr. Due diligence). Prendendo
spunto dalla Relazione
di Mario Draghi (cfr. IR Notes
236), che ritiene che «la normativa europea in materia di reporting di
sostenibilità e di due diligence sia una fonte importante di oneri normativi», 27
associazioni e organizzazioni imprenditoriali, tra cui BusinessEurope e SME United,
hanno pubblicato, il 5 novembre, una Dichiarazione
congiunta dal titolo “Verso regole europee sulla due diligence applicabili a
tutti », in cui evidenziano le loro preoccupazioni in merito alle fasi di
attuazione e trasposizione della direttiva. A loro avviso, l’obiettivo della
Commissione di ridurre e semplificare gli oneri amministrativi dovrebbe portare a:
1) avviare immediatamente una
valutazione generale della competitività della direttiva in consultazione con le
imprese e le loro organizzazioni professionali, al fine di individuare e affrontare
le aree prioritarie di semplificazione, chiarimento e riduzione degli oneri; 2) adottare le linee guida e la
legislazione di attuazione almeno due anni prima dell’entrata in vigore, ovvero
estendere il periodo di transizione; 3) armonizzare e garantire
l’interoperabilità delle norme è essenziale per sostenere la competitività
dell’Europa e assicurare il corretto funzionamento del mercato unico. Le
organizzazioni datoriali chiedono inoltre alla Commissione di monitorare
attentamente, in coordinamento con gli Stati membri, i provvedimenti di recepimento
della direttiva al fine di garantire ne siano ridotti al minimo gli scostamenti.
Ignorare tali raccomandazioni «metterebbe ancora una volta a rischio la
competitività europea», ammoniscono. Prima del Consiglio informale di Budapest, le
organizzazioni datoriali si erano riferite all’applicazione della direttiva sulla
trasparenza delle retribuzioni come esempio di onere eccessivo di
reporting.
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Ristrutturazioni : La
Commissione Europea ha proposto il 5 novembre di stanziare 700.000 euro del
Fondo Europeo di Adeguamento alla Globalizzazione (FEG) a favore dei 632 lavoratori
licenziati da Purmo (macchinari) e Sappi (carta) da destinare al finanziamento delle
misure di sostegno a nuova occupazione (cfr. European Globalisation Adjustment
Fund). Tali ammortizzatori sociali, destinati a lavoratori
prevalentemente poco qualificati e di età superiore a 50 anni, avranno un costo
stimato in 1,2 milioni di euro, di cui il 60% sarà coperto dal FEG (cfr. comunicato).
Ricordiamo che il 16 settembre la Commissione aveva già annunciato un sostegno di
2,7 milioni di euro a favore dei 365 lavoratori licenziati in Belgio dalla catena
supermercati Match-Smatch (cfr. comunicato).
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Dialogo
sociale europeo
Governance economica dell’UE : È
stata adottata il 22 ottobre dalle parti sociali europee, con l’eccezione di
BusinessEurope, una Dichiarazione
volta a richiedere una maggiore partecipazione delle parti sociali alla
governance economica e al semestre europeo, come previsto dal Regolamento
2024/1263 del 29 aprile 2024 relativo al coordinamento efficace delle politiche
economiche e sulla sorveglianza di bilancio multilaterale (cfr. European Semester) I firmatari
chiedono alle istituzioni europee di «adottare ogni necessaria misura volta a
garantire che la partecipazione significativa e adeguata delle parti sociali a
livello europeo sia sancita da un regolamento europeo». Ad esempio, nel contesto
della convergenza sociale, le parti sociali a livello europeo, congiuntamente con le
organizzazioni nazionali affiliate nei paesi sottoposti a una seconda fase di
analisi, dovrebbero essere consultate «tempestivamente» al fine di esprimere la loro
visione riguardo all’esistenza di squilibri sociali e ai possibili rimedi.
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Dialogo
sociale settoriale
Gas : Le federazioni sindacali
europee IndustriAll Europe e EPSU hanno denunciato il rifiuto da parte
dell’organizzazione datoriale Eurogas di sottoscrivere la bozza
di Accordo quadro europeo per una transizione giusta nel settore del gas,
convalidata dai negoziatori all’inizio dell’anno e approvata dai vertici delle due
federazioni sindacali nel marzo (EPSU) e aprile scorsi (IndustriAll) (cfr.
comunicati IndustriAll
e FETSP).
Il testo, frutto del negoziato avviato nel luglio 2023, con l’obiettivo di ottenerne
il recepimento attraverso una direttiva europea, stabilisce i requisiti minimi per
una transizione giusta, quali l’adozione di un «piano di transizione socialmente
equo con la piena partecipazione dei rappresentanti dei lavoratori». Questo accordo
per una transizione giusta, collegato al piano di decarbonizzazione, «identifica e
specifica i fabbisogni in termini di occupazione e competenze, nonché gli
ammortizzatori sociali necessari al fine di promuovere l’occupazione e posti di
lavoro di qualità durante la transizione, ricomprendendovi la pianificazione
strategica dei posti di lavoro e delle competenze e le relative politiche
formative». Eurogas ha però rifiutato di siglare il testo adducendo, come ha
spiegato il Segretario Generale dell’organizzazione Andreas Guth, la «difficoltà di
raggiungere un consenso in un’organizzazione con oltre cento membri». La spiegazione
non convince il portavoce dell’EPSU Can Kaya, preoccupato per la tendenza delle
organizzazioni datoriali a rifiutarsi di concludere accordi vincolanti, dopo il
recente fallimento del negoziato intersettoriale sul telelavoro e il diritto alla
disconnessione (cfr. IR Notes
219).
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Carta-cartone : È stata adottata
l’8 novembre tra le parti sociali europee dell’industria cartaria (180.000 addetti
nell’UE) una Dichiarazione
congiunta a favore di un “Patto industriale europeo volto a garantire posti di
lavoro di qualità nel settore europeo della pasta di legno e della carta”. I
firmatari chiedono una politica industriale forte per garantire una giusta
transizione, sviluppando al contempo «un programma di riqualificazione e
miglioramento delle competenze».
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Sindacalismo
Rischi psicosociali : In
occasione della campagna europea lanciata dall’Agenzia europea per la sicurezza e la
salute sul lavoro (EU-OSHA) a favore di luoghi di lavoro sicuri e sani nell’era
della digitalizzazione, la Confederazione Europea dei Sindacati (CES) evidenzia
l’impossibilità di raggiungere tale obiettivo senza il rafforzamento della
legislazione europea attraverso l’adozione di tre direttive: 1) sul telelavoro e il diritto
alla disconnessione, per la quale la CES chiede alla Commissione di avviare la
seconda fase di consultazione; 2)
sulla lotta allo stress lavorocorrelato che «causa oltre il 40% dei casi di
depressione nell’UE e nel Regno Unito e costa all’economia europea 620 miliardi di
euro all’anno all’economia europea»; 3) sull’IA e il lavoro, per
sostenere il principio del « principio del controllo umano» (cfr. comunicato).
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2. Stati
membri
Germania
Fine dell’impunità per le pratiche
antisindacali. : Il 24 ottobre il Ministero del Lavoro ha
presentato un progetto
di legge volto a rafforzare il rispetto dei contratti collettivi e dei
comitati aziendali (Betriebsrat) (cfr. comunicato).
Attualmente gli atti di “union busting” sono perseguibili solo su querela. Uno degli
obiettivi della nuova legge è conferire rilevanza penale a qualsivoglia atto che
comporti l’uso di tattiche intimidatorie nei confronti dei comitati aziendali,
emendando l’art. 119 della BetrVG (legge tedesca sulla rappresentanza del personale)
al fine di introdurre una procedibilità d’ufficio.
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Belgio
- Agenti biologici : Il Decreto
Reale del 6 ottobre, pubblicato il 21 ottobre, modifica le disposizioni
del Codice del Benessere sul Lavoro in relazione agli agenti biologici, in
particolare per quanto riguarda l’esposizione involontaria dei lavoratori a un
agente biologico.
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Lussemburgo
Fusione di sindacati : Il 5
novembre la principale confederazione sindacale del Lussemburgo, l’OGBL, ha fuso due
dei suoi sindacati, il sindacato dei prodotti chimici e il sindacato della
lavorazione dei metalli, con un voto unanime che ha dato vita al sindacato
“Industria” dell’OGBL (cfr. comunicato).
L’intento è rafforzare la presenza del sindacato nel settore industriale. I delegati
hanno adottato un programma di lavoro quinquennale volto a «rafforzare i contratti
collettivi e a migliorare sia l’esistente che le condizioni di lavoro».
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3.
Aziende
Comitati
Aziendali Europei
Seppellita l’ascia di guerra :
Dopo anni di conflitti, è stato sottoscritto il 22 ottobre, tra
Adecco Group e il CAE del
gruppo, il nuovo
accordo relativo al comitato aziendale europeo al dialogo sociale. L’accordo
dà atto che il valore aggiunto del comitato aziendale europeo è «consentire di
adottare migliori decisioni di gestione grazie alla presa in considerazione della
voce dei lavoratori» e si applica sia ai circa 46.000 collaboratori dell’azienda a
tempo indeterminato, sia ai somministrati che intrattengono un rapporto di lavoro
con una delle entità del Gruppo. Dal punto di vista geografico, oltre allo Spazio
Economico Europeo, l’accordo copre il Regno Unito, la Svizzera e ora anche la
Serbia. Il comitato, che conta 36 membri in rappresentanza di 24 paesi, ha un doppio
sistema di voto ispirato a quello del Consiglio Europeo: un parere deve essere
adottato dalla maggioranza dei membri, in rappresentanza della maggioranza dei
dipendenti, e ogni membro ha un peso ‘elettorale’. Nei paesi in cui non esistono
rappresentanti dei lavoratori, è tutto il complesso dei lavoratori che vota a
scrutinio segreto. In caso di dubbio sul processo di nomina, è prevista una
procedura, con la sospensione del mandato del rappresentante. Per evitare il
fenomeno dei membri «fantasma», l’accordo prevede che dopo due assenze consecutive
ingiustificate a una delle riunioni del CAE, il mandato venga sospeso e affidato al
sostituto. Il comitato ristretto chiederà poi ai lavoratori del paese di nominare un
nuovo membro. Una disposizione molto precisa definisce il ruolo dei membri. Rispetto
alla direttiva, l’accordo contiene definizioni più elaborate ed esplicite dei
concetti di informazione e consultazione, e consente inoltre al CAE di adottare un
parere su una qualsivoglia tematica transnazionale sulla quale, benché oggetto
dell’accordo, non sia stato consultato, ma che i membri ritengono pertinente e di
rilevanza transnazionale. La procedura di consultazione in caso di circostanze
eccezionali è dettagliata, con una tempistica predefinita, e specifica che la
direzione «non può attuare la/e decisione/i mediante misure irreversibili finché le
fasi» da essa previste «non siano state completate». Una clausola prevede diversi
livelli di riservatezza. In caso di disdetta dell’accordo, la norma è che il
comitato aziendale europeo rimanga in carica fino alla conclusione di un nuovo
accordo. La clausola di risoluzione delle controversie prevede diverse fasi, con una
prima fase di ricerca di un accordo bonario, il ricorso alla mediazione e, infine,
all’arbitrato come previsto dalla legge irlandese, con una scelta a monte
dell’arbitro per accelerare la procedura. In termini di risorse, il CAE può
istituire gruppi di lavoro e ricorrere ad esperti di sua scelta, con spese a carico
dell’azienda, in materia di consulenza legale, finanziaria, di relazioni
industriali, o anche coaching.
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Accordi
transnazionali
Rafforzamento dell’accordo globale :
È stato rinnovato il 4 novembre, tra il gruppo
bancario francese BNP Paribas
(182.656 addetti) e la federazione sindacale internazionale UNI Global Union l’Accordo
quadro globale sottoscritto nel 2018. Il nuovo
accordo tiene in considerazione i cambiamenti nei modelli di lavoro,
definendo principi comuni per un telelavoro equo e sostenibile, garantendo al
contempo che «venga mantenuta una presenza minima nelle sedi al fine di preservare i
legami sociali, l’efficienza collettiva e il lavoro collaborativo». Il testo
definisce i diritti e gli obblighi che regolamentano il telelavoro, tra cui il
diritto alla disconnessione. Si tratta di uno dei primi accordi che tratta del
ricorso all’intelligenza artificiale generativa, con l’obiettivo di sostenere i
lavoratori nello sviluppo delle competenze e nell’implementazione dell’intelligenza
artificiale generativa in modo sicuro ed etico. Il Gruppo specifica le attività
interessate dall’IA e spiega di essere «impegnato in un approccio industriale teso
ad utilizzarla al meglio in termini di creazione di valore». L’IA generativa è «un
nuovo strumento, aggiuntivo, volto ad assistere in mansioni specifiche», con campi
di applicazione che «aprono la strada a trasformazioni significative che il Gruppo
sosterrà accompagnandole». Un ulteriore capitolo dell’accordo riguarda il sostegno
alla genitorialità e all’equilibrio tra lavoro e vita privata, con l’introduzione di
due congedi retribuiti, di paternità e per l’“ingresso del figlio in famiglia” di
almeno 6 giorni. Il lavoratore può altresì fruire annualmente di «giornate di
flessibilità» non retribuite, entro un massimo di cinque, da prendere come giornata
intera o mezza giornata, per consentire a ciascuno di gestire le assenze legate alla
vita personale. I firmatari includono nell’accordo il programma “We Care” lanciato
unilateralmente dal Gruppo nel 2021, che si propone in particolare di estendere a
tutti i collaboratori le polizze caso morte, inabilità e invalidità, e spese
sanitarie, cui si aggiungono azioni a favore della salute mentale tramite la
generalizzazione di un sistema di ascolto e di supporto psicologico (con l’ambizione
di poterlo offrire al 100% dei collaboratori rispetto all’84% attuale). Sono inoltre
rafforzate le disposizioni sulla violenza nei luoghi di lavoro e le molestie, con la
previsione di misure destinate alle vittime di violenza domestica e intrafamiliare,
«la quale rappresenta sia un fattore di disuguaglianza al lavoro, sia un ostacolo
alla parità professionale tra donne e uomini». Notiamo che l’accordo riconosce UNI
Global Union come partner di BNP Paribas nell’attuazione del piano di due diligence
(cfr. comunicato UNI
Global Union e BNP
Paribas).
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