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IR Notes 250 – La crisi dell’industria automobilistica colpisce in modo diseguale gli Stati membri

  IR Notes 250 – 16 aprile 2025
www.irshare.eu
 
 
  Una domanda a…
Jean-Philippe Charpentier, segretario del comitato aziendale europeo di Verizon

Mentre sono ancora in corso i negoziati tra Consiglio, Commissione e Parlamento (trilogo) sulla revisione della direttiva sui comitati aziendali europei, quali sono le criticità che il CAE di Verizon continua ad affrontare?
Innanzitutto, è ancora pendente il ricorso dinanzi all’Alta Corte di Giustizia di Dublino, la cui udienza è fissata dall’1 al 3 luglio. Si tratta di un caso emblematico che mette in luce il problema dell’accesso alla giustizia per i comitati aziendali europei in Irlanda. Mi auguro che l’esito del trilogo affronti finalmente questa lacuna, in particolare per quanto riguarda il rimborso delle spese legali sostenute.
Contemporaneamente, sono stati avviati i negoziati per definire un nuovo accordo istitutivo del CAE. Attualmente il comitato opera in base alle prescrizioni accessorie previste dalla direttiva, e la direzione ha assunto l’impegno a riaprire il dialogo. Ciò che suscita maggiore preoccupazione è la lentezza dell’intero processo: la nostra richiesta risale già al mese di dicembre. Ci auguriamo, tuttavia, che il nuovo accordo possa porre fine alle numerose difficoltà affrontate in questi anni, che ci hanno costretto a intraprendere diversi procedimenti legali per tutelare i diritti del CAE, inizialmente nel Regno Unito e, successivamente, in Irlanda, a seguito della nomina del rappresentante della direzione in quel Paese. La mia speranza è che questo nuovo accordo rappresenti una soluzione vantaggiosa per entrambe le parti e consenta di chiudere definitivamente ogni contenzioso.
Permangono tuttavia alcune zone d’ombra riguardo alla trasparenza della direzione. All’inizio di dicembre siamo stati informati di un progetto di chiusura di un’attività entro il 2025. Ad aprile abbiamo ricevuto un aggiornamento: ci è stato comunicato che un’azienda si sarebbe mostrata interessata a subentrare, notizia che accogliamo con favore. Tuttavia, deploriamo il fatto che la decisione sia stata presa senza alcuna consultazione preventiva, né sulle conseguenze sociali per i lavoratori che lasceranno l’azienda né per quelli che vi resteranno. Ci troviamo dunque costretti a esprimere un parere senza aver ricevuto risposte alle nostre domande, domande essenziali per informare i colleghi europei coinvolti in questo progetto.

 
  Agenda

 


17 aprile
Online
Secondo incontro dell’EWC Club, moderato da IR Share e Ultra Laborans, sul coinvolgimento dei comitati aziendali europei nei progetti di trasformazione dei gruppi. Scrivere a: frederic.t@irshare.eu


28 aprile
Bruxelles
Conferenza organizzata dall’Istituto Sindacale Europeo sui rischi psicosociali (“Dai dati alla direttiva: affrontare i rischi psicologici legati al lavoro nell’Unione Europea”). Cfr. programma.


20 maggio
Bruxelles
Riunione del trilogo sulla proposta di revisione della direttiva sui comitati aziendali europei.


4-6 giugno
Bordeaux

5a conferenza mondiale della rete CIELO Laboral: “ Verso una riconfigurazione del diritto sociale di fronte alle trasformazioni del lavoro ”, con il sostegno di COMPTRASEC, CIEST e del programma europeo Care4Care.

 
  Chi siamo?

 


IR Notes è una comunicazione trasmessa ogni 15 giorni, disponibile in diverse lingue europee (francese, inglese, italiano, spagnolo, tedesco) e realizzata da IR Share insieme alla sua rete di esperti. Si occupa di diritto del lavoro, relazioni sociali e politica dell’occupazione a livello europeo. È disponibile sul sito tramite abbonamento al prezzo di 273 euro all’anno esentasse.


La squadra: questo numero è stato redatto da Fioana Bernard, Ambre Grenier-Boley, Victoria Fonseca, Stepanka Lehmann, Laura Renucci, Iris Turlan e Frédéric Turlan. Vedi sul sito la squadra di lavoro di IR Share.


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Note legali. Editore: IR Share SARL – 5, Les Compères – 89520 Fontenoy – +33 (0)6 81 41 53 95 – capitale sociale 1500 euros – Iscritta al registro delle imprese (RCS) di Auxerre col N° 512 567 959. Direttore della pubblicazione: Frédéric Turlan. Hosting: ALTEO – Damien Cornillet – Château – 89500 Villeneuve-sur-Yonne – Francia. N° CPPAP: 0626 Z 9393

 
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  Diccionario Europeo de las Relaciones Sociales

Per coloro che desiderano approfondire la lettura di IR Notes, mettiamo a disposizione i link del Dizionario europeo delle relazioni sociali, pubblicato da Eurofound e regolarmente aggiornato da IR Share, editore di IR Notes. Le definizioni dei termini sono disponibili in inglese e possono essere facilmente trasposte grazie a strumenti di traduzione online.

 

IR Share è un’impresa a capitale privato, indipendente e apolitica, il cui obiettivo è di informare e sostenere tutti gli attori del dialogo sociale in Europa e oltre. È corrispondente de l’agenzia dell’UE per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro per la Francia dal 2009.

 

Prima Pagina
La crisi dell’industria automobilistica colpisce in modo diseguale gli Stati membri

In occasione dell’incontro annuale dei corrispondenti nazionali di Eurofound, tenutosi il 10 aprile — e al quale partecipa anche IR Share, editore di IR Notes — un gruppo di ricercatori ha fatto il punto sulla crisi che attraversa il settore automobilistico, sottolineando come l’impatto dei profondi cambiamenti in atto risulti molto disomogeneo tra i diversi Paesi (cfr. Employment in the EU’s automotive sector). In alcuni Stati, come Belgio e Italia, si assiste a un vero e proprio tracollo del numero di stabilimenti produttivi, mentre altrove l’industria continua a mantenere una certa dinamicità. Il Belgio, che nei primi anni 2000 produceva oltre un milione di veicoli all’anno, oggi si ferma a circa 240.000. La chiusura degli impianti Audi e Renault ha colpito duramente il Paese. In Italia, la produzione è scesa da quasi 2 milioni di veicoli nel 2018 a 591.000 nel 2023. Particolarmente critica la situazione di Stellantis, principale gruppo del settore a livello nazionale (cfr. articolo della rivista della CGIL). Anche i Paesi Bassi registrano una flessione significativa: tra il 2018 e il 2022 le esportazioni sono calate di oltre il 20%. Uno dei casi più emblematici è stato presentato da un ricercatore: la chiusura della fabbrica VDL Nedcar a Born, nel Limburgo. Con la perdita di 4.000 posti di lavoro, la città ha subito un impatto sociale molto forte. Le parti sociali hanno però giocato un ruolo decisivo nell’attenuare le conseguenze della crisi, offrendo assistenza legale, percorsi di formazione e supporto alle persone coinvolte. Alla base del declino produttivo si trovano la transizione verso i veicoli elettrici e la delocalizzazione delle attività industriali.
Al contrario, il settore automobilistico continua a prosperare in Ungheria, Romania e Repubblica Ceca. In questi Paesi, il settore rappresenta una quota significativa del PIL (tra l’8% e il 9%) e della forza lavoro industriale. In Ungheria, il settore rappresenta il 25% della produzione manifatturiera e impiega 150.000 persone, pari al 4% circa della popolazione attiva. Il Paese sta investendo anche nella produzione di batterie, che dà lavoro a 8.100 persone nel 2024, rispetto alle 1.500 del 2019. Tuttavia, il calo della domanda di veicoli elettrici potrebbe avere conseguenze imprevedibili per il futuro del settore. Inoltre, secondo la ricercatrice Nora Krokovay, ci sono rischi che incombono sulla forza lavoro: un gran numero di lavoratori non specializzati, scarsi investimenti nella formazione, una politica di accoglienza dei “lavoratori ospiti” e l’adozione diffusa del lavoro part-time. Secondo la ricercatrice, queste dinamiche creano un contesto fragile per il dialogo sociale. La Romania presenta uno scenario simile: con 160.000 lavoratori, il settore costituisce una parte significativa dell’industria manifatturiera. Le fabbriche sono principalmente (90% circa) di proprietà di fornitori del settore automobilistico (soprattutto cablaggi). Sebbene questo settore sia prospero, la pandemia di Covid-19 ha avuto un forte impatto su di esso, poiché questo tipo di produzione ad alta intensità di manodopera è particolarmente sensibile alle interruzioni causate dai lock-down. A differenza dell’Ungheria, nella Repubblica Ceca il settore dell’elettromobilità accusa un ritardo, riconducibile alla scarsa attenzione delle politiche nazionali nel promuovere l’investimento delle imprese in questo comparto emergente, che potrebbe costituire, nel medio periodo, un freno per lo sviluppo del Paese. In Repubblica Ceca, il settore dà lavoro direttamente a 180.000 persone e impiega circa 500.000 addetti nell’indotto dei componentisti. La chiave per affrontare la transizione risiede negli investimenti nella formazione a tutti i livelli, come dimostra l’esempio di Skoda, che ha fondato una propria università aziendale. Il governo ha avviato iniziative per far fronte alle sfide attuali, tra cui il piano d’azione nazionale per la mobilità pulita. Tuttavia, la competitività di questi tre Paesi è smessa sotto pressione dall’ascesa di nuovi attori a basso costo, come Serbia, Moldavia e Marocco.


1. Unione Europea
Progetti

Ferventi sostenitori del Green Deal europeo durante il primo mandato della Commissione von der Leyen, il 3 aprile gli eurodeputati hanno cambiato rotta, approvando con 531 voti a favore, 69 contrari e 17 astensioni la proposta della Commissione di posticipare l’entrata in vigore delle nuove norme in materia di dovere di diligenza e rendicontazione di sostenibilità (cfr. comunicato). Il Parlamento ha adottato il testo negli stessi termini già approvati in precedenza dal Consiglio (cfr. comunicato). Approvata dal Consiglio il 14 aprile, la direttiva sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea dopo la sua adozione formale da parte del Parlamento, ed entrerà in vigore.


Attualità sociale

L’11 aprile la Commissione Europea ha pubblicato la seconda fase dell’analisi per paese del quadro di convergenza sociale per 10 Stati membri dell’UE, come previsto dalle nuove norme di governance economica dell’Unione. La prima fase, che riguarda tutti i 27 Stati membri, ha l’obiettivo di individuare eventuali rischi per la convergenza sociale che richiedano un esame più approfondito. Essa si basa sui principali indicatori del quadro di valutazione sociale (cfr. Social scoreboard). La seconda fase si concentra invece su dieci Paesi che, secondo quanto evidenziato nella Relazione comune sull’occupazione 2025, presentano segnali di rischio per la convergenza sociale verso l’alto. I Paesi interessati quest’anno sono: Bulgaria, Estonia, Grecia, Spagna, Croazia, Italia, Lituania, Lussemburgo, Ungheria e Romania. I rischi principali, analizzati nello specifico per ciascun Paese, riguardano soprattutto la quota di popolazione in condizioni di povertà o esclusione sociale, la partecipazione degli adulti alla formazione, l’abbandono scolastico precoce e l’integrazione delle persone con disabilità. La Confederazione Europea dei Sindacati ha preso posizione su sette di questi Paesi (cfr. documento).


Giurisprudenza

Il 3 aprile la Corte di Giustizia si è espressa su un caso belga riguardante la catena di negozi Wibra. L’azienda, da anni in difficoltà finanziaria e ulteriormente colpita dalla crisi provocata dalla pandemia da Covid-19, aveva richiesto nel 2020 l’avvio di una procedura di “riorganizzazione giudiziale”. Il piano presentato prevedeva la riduzione del numero di punti vendita da 81 a 36 e la conservazione di 183 posti di lavoro su un totale di 439 lavoratori. Tuttavia, il Tribunale delle Imprese di Gand ha respinto la proposta ritenendo che non fossero rispettate le disposizioni previste dal contratto collettivo. I sindacati, da parte loro, hanno denunciato la decisione della direzione di non versare l’”indennità per ferie” e il bonus di fine anno. A seguito di tale pronuncia, la direzione ha dichiarato immediatamente il fallimento della società e, con l’accordo dei curatori fallimentari, il giorno successivo ha attuato il piano originario, mantenendo aperti 36 negozi e procedendo alla riassunzione di 183 lavoratori. Sessanta ex dipendenti hanno impugnato la procedura, sostenendo che, nel corso della riorganizzazione giudiziale, non siano stati rispettati gli obblighi di informazione previsti in caso di licenziamenti collettivi. Il Tribunale del Lavoro di Liegi ha quindi riconosciuto a ciascun lavoratore un risarcimento di 3.500 euro e ha deferito la questione alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea al fine di stabilire se la nuova società Wibra fosse tenuta a versare tali somme oppure potesse avvalersi della deroga prevista dalla direttiva 2001/23/CE sui trasferimenti d’impresa. Tale deroga consente infatti, in caso di fallimento, di non procedere alla riassunzione dei lavoratori. Prima di pronunciarsi sull’applicabilità della deroga, la Corte di Giustizia ha chiesto al Tribunale di Liegi di accertare se la procedura fallimentare fosse effettivamente «sotto il controllo di un’autorità pubblica competente» e se fossero stati adottati provvedimenti volti a escludere ogni «abuso di procedure di insolvenza» finalizzato a eludere i diritti riconosciuti ai lavoratori (CGUE, 3 aprile 2025, causa C-431/23, Wibra).



Esposizione a sostanze pericolose : Il 27 marzo, la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (CEDU) ha emesso una sentenza di condanna nei confronti dell’Italia per non aver condotto un’indagine efficace in merito al decesso di un ex dipendente dell’Ilva, morto a causa di un tumore polmonare. I familiari avevano attribuito l’insorgenza della malattia all’esposizione professionale a sostanze tossiche. La giustizia italiana aveva disposto l’archiviazione del procedimento penale per insufficienza di prove, ritenendo impossibile stabilire con certezza il nesso causale tra l’attività lavorativa svolta e la patologia, anche a causa della mancata collaborazione dell’azienda, che non aveva fornito tutti i dati richiesti. In particolare, non era stato possibile ricostruire in modo preciso le mansioni effettivamente svolte dal lavoratore e, di conseguenza, le sostanze a cui era stato esposto. La Corte di Strasburgo ha tuttavia rilevato che, non essendo stata esclusa a priori l’origine professionale della malattia, il giudice di merito avrebbe dovuto accertare l’esposizione a sostanze nocive all’origine di un eventuale nesso causale con l’insorgenza della patologia, allo scopo di determinare l’eventuale responsabilità per violazioni delle norme in materia di salute e sicurezza sul lavoro. Secondo la CEDU, le autorità giudiziarie nazionali non hanno posto in essere sforzi adeguati per accertare le circostanze di fatto, né hanno fornito una motivazione sufficiente a giustificare la chiusura anticipata delle indagini. La Corte ha pertanto accertato la violazione dell’articolo 2 della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo, a causa dell’inadeguatezza dell’indagine (cfr. comunicato).


Dialogo sociale settoriale

Edilizia : Il 5 marzo, le parti sociali europee del settore edile hanno adottato una Dichiarazione congiunta sulla carenza di manodopera e di competenze. Il documento individua tra le principali cause del fenomeno la scarsa attrattività del comparto, attribuendola alla persistenza di «stereotipi negativi e condizioni di lavoro difficili». Nella dichiarazione, le parti si impegnano a proseguire gli sforzi per «promuovere la qualità e le buone condizioni di lavoro, come salari equi, parità di trattamento, opportunità di formazione e modelli aziendali sostenibili, creando più posti di lavoro diretti ed evitando lunghe catene di subappalti»  (cfr. comunicato congiunto).


2. Stati membri
Germania

Negoziati con la nuova coalizione : Le organizzazioni imprenditoriali BDA, ZDH e BDI, insieme alla Camera di Commercio DIHK, sollecitano la coalizione CDU-CSU-SPD ad adottare misure incisive per affrontare le persistenti criticità strutturali dell’economia tedesca (cfr. comunicato). Tra le priorità indicate figurano un alleggerimento del carico fiscale e burocratico per le imprese, il reclutamento mirato di lavoratori stranieri specializzati per rispondere alla crescente domanda del mercato del lavoro, nonché la prosecuzione dei lavori della commissione indipendente sul salario minimo (cfr. dichiarazione).


Finlandia

Il Servizio del mercato del lavoro della Chiesa, l’organizzazione imprenditoriale KT, le confederazioni sindacali SAK, EK e STTK, insieme all’istituto nazionale VTML, hanno diffuso una dichiarazione congiunta sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale nei luoghi di lavoro (cfr. comunicato). Le organizzazioni firmatarie esortano l’UE a definire regole chiare, a investire nello sviluppo del settore, a promuovere la cooperazione tra le parti sociali e a garantire un’adeguata tutela dei lavoratori.


Francia

Rendicontazione di sostenibilità : Il 3 aprile, il Parlamento francese ha adottato in via definitiva una legge che adegua diversi testi del diritto nazionale alla normativa europea. Il provvedimento anticipa l’adozione formale, a livello dell’Unione, del rinvio dell’attuazione della direttiva relativa ai nuovi obblighi di rendicontazione societaria in materia di sostenibilità (CSRD). Tali obblighi, introdotti con l’ordonnance n° 2023-1142 del 6 dicembre 2023, sarebbero dovuti entrare in vigore il 1° gennaio 2025 per le grandi imprese (in particolare, le società quotate, gli istituti di credito e le compagnie di assicurazione con oltre 500 dipendenti). Le altre grandi imprese avrebbero dovuto pubblicare il primo rapporto di sostenibilità a partire dal 1° gennaio 2026. Tuttavia, questa scadenza è stata posticipata al 1° gennaio 2028, per l’esercizio 2027. Analogamente, l’applicazione dei nuovi obblighi alle PMI quotate in borsa è stata rinviata al 1° gennaio 2029 (per l’esercizio 2028), anziché al 1° gennaio 2027 come inizialmente previsto. La legge prevede inoltre che l’impresa debba informare il Comitato Sociale ed Economico (CSE), l’organo rappresentativo dei lavoratori, sulle questioni legate alla sostenibilità in almeno una delle consultazioni obbligatorie previste sugli orientamenti strategici dell’impresa, sulla sua situazione economica e finanziaria, sulla politica sociale, sulle condizioni di lavoro e sull’occupazione. Tale informazione non è richiesta in occasione di ciascuna di queste consultazioni, ma deve essere fornita in almeno una di esse.


Lituania

Codice del lavoro : Dal 1° gennaio 2025 sono entrate in vigore significative modifiche al Codice del lavoro lituano (cfr. comunicato). Gli emendamenti mirano a rafforzare la prevenzione delle forme di violenza e molestie sul luogo di lavoro e comprendono anche l’adeguamento del Codice dei reati amministrativi. L’obiettivo è promuovere un ambiente lavorativo più sicuro e trasparente, assicurare una tutela più efficace dei diritti dei lavoratori e favorire migliori relazioni professionali.


Polonia

Dal 19 marzo, una legge di riforma del Codice del Lavoro ha introdotto un congedo di maternità supplementare destinato ai genitori di neonati prematuri o ricoverati in ospedale. A seconda delle circostanze, la durata del congedo potrà essere di 8 o 15 settimane, con una copertura retributiva al 100%. Il congedo è fruibile su richiesta ed è previsto anche per le famiglie adottive o affidatarie.


Repubblica Ceca

Il disegno di legge di modifica del Codice del Lavoro, elaborato dal Governo nel 2024 dopo un intenso confronto con le parti sociali, è stato definitivamente approvato dal Parlamento il 9 aprile. La riforma mira a rendere il mercato del lavoro più flessibile, in particolare semplificando le modalità di avvio e cessazione dei rapporti lavorativi. Tra le principali novità introdotte figurano: 1) estensione del periodo di prova da 3 a 4 mesi per i lavoratori ordinari, e da 6 a 8 mesi per i quadri intermedi; 2) modifica del preavviso: il periodo di preavviso non decorrerà più dal primo giorno del mese successivo alla comunicazione, ma dal giorno stesso in cui viene consegnata la lettera di preavviso; 3) lavoro estivo per i giovani: l’età minima per accedere a un impiego estivo è stata abbassata da 15 a 14 anni.; 4) tutela durante il congedo parentale: viene introdotto l’obbligo, per il datore di lavoro, di garantire al dipendente il mantenimento del proprio posto di lavoro originario per tutta la durata del congedo parentale, fino al compimento del secondo anno di età del figlio (in precedenza, tale obbligo era limitato al congedo di maternità); 5) introduzione della possibilità di corrispondere i salari anche in valuta estera; 6) riforma delle indennità di disoccupazione: è previsto un aumento degli importi nei primi mesi del periodo di indennizzo, seguito da una riduzione negli ultimi mesi. Sono inoltre previste regole più rigorose per l’accesso all’indennità, come ad esempio il rafforzamento del legame con la riqualificazione professionale. La misura più discussa, ovvero l’introduzione del licenziamento senza giustificato motivo, fortemente contestata dai sindacati, è stata infine esclusa dal testo approvato. Se il Presidente della Repubblica non eserciterà il veto e firmerà il provvedimento, la riforma entrerà in vigore a partire da giugno 2025, fatta eccezione per le nuove disposizioni in materia di indennità di disoccupazione, che saranno applicate a partire dal 2026.

 


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