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IR Notes 251 – 30 aprile 2025
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Una domanda a… Hélène Sultan-Taïeb, Professore ordinario, Dipartimento Organizzazione e Risorse Umane – UQAM’s School of Management – Università del Québec, Montréal
Quali sono i principali contributi dello studio condotto con Isabelle Niedhammer (Inserm) sul costo delle malattie cardiovascolari e della depressione attribuibili ai rischi psicosociali sul lavoro nell’Unione europea? Il messaggio più importante è davvero quello dell’urgenza di agire! I rischi psicosociali (RPS) sul lavoro sono ben conosciuti e sappiamo come prevenirli. Esiste un’ampia letteratura al riguardo, così come numerose guide elaborate da organismi specializzati nella salute sul lavoro, come l’Agenzia europea per la salute e la sicurezza sul lavoro, che propongono soluzioni concrete per prevenire i cinque principali rischi psicosociali presi in esame nello studio: il job strain, ovvero la combinazione tra un’elevata richiesta psicologica e una scarsa autonomia decisionale; lo squilibrio tra gli sforzi compiuti e le ricompense ricevute; l’insicurezza lavorativa – cioè la paura di perdere il proprio lavoro nei sei mesi successivi; l’orario di lavoro prolungato oltre le 55 ore settimanali; infine, limitatamente ai casi di depressione, il mobbing. Il nostro studio permette dunque di quantificare il costo dell’inazione. E i risultati sono chiari: si tratta di un costo estremamente elevato, tanto per le imprese quanto per i lavoratori. Prendendo il caso della depressione, le due principali voci di spesa legate ai rischi psicosociali (RPS) sul lavoro sono l’assenteismo e il presentismo, che rappresentano l’87% del costo complessivo stimato in 90 miliardi di euro all’anno per i 27 Stati membri dell’UE e il Regno Unito. Questi costi, tuttavia, ricadono interamente sulle imprese, sotto forma di perdite in termini di produzione e produttività, disorganizzazione dei team, sovraccarico per i colleghi rimasti… A tutto ciò si aggiunge il costo delle malattie cardiovascolari, spesso trascurato quando si affronta il tema dei rischi psicosociali sul lavoro. Secondo le stime, circa l’8% delle cardiopatie coronariche nella popolazione attiva è attribuibile a questi fattori psicosociali. Una percentuale inferiore rispetto a quella relativa alla depressione – dove il 26% dei casi è riconducibile ai RPS – ma comunque tutt’altro che marginale. Eppure, il legame tra RPS e malattie cardiovascolari resta un tema poco dibattuto, nonostante nella letteratura scientifica vi sia un consenso consolidato sul loro impatto, con un «alto livello di prova». Al di là dell’elevato costo per le impresse, i rischi psicosociali rappresentano evidentemente un costo molto pesante per i lavoratori: 6.000 morti all’anno in Europa per malattie coronariche riconducibili all’esposizione ai RPS e 5.000 morti all’anno legati a depressioni correlate ai RPS, in altre parole suicidi. I nostri risultati devono davvero spingere le imprese e le parti sociali ad agire in modo concreto! Oltre ai costi ingenti per le imprese, i rischi psicosociali rappresentano, com’è naturale, un peso elevatissimo anche per i lavoratori. Ogni anno in Europa si registrano 6.000 decessi per malattie coronariche attribuibili all’esposizione ai RPS e 5.000 decessi legati a depressioni correlate a questi fattori, vale a dire, in ultima analisi, suicidi. I nostri risultati devono essere un forte segnale per le imprese e le parti sociali: è tempo di agire concretamente.
(*) ETUI, The costs of cardiovascular diseases and depression attributable to psychosocial work exposures in the European Union
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IR Notes è una comunicazione trasmessa ogni 15 giorni, disponibile in diverse lingue europee (francese, inglese, italiano, spagnolo, tedesco) e realizzata da IR Share insieme alla sua rete di esperti. Si occupa di diritto del lavoro, relazioni sociali e politica dell’occupazione a livello europeo. È disponibile sul sito tramite abbonamento al prezzo di 273 euro all’anno esentasse.
La squadra: questo numero è stato redatto da Ambre Grenier-Boley, Camille Hue e Frédéric Turlan. Vedi sul sito la squadra di lavoro di IR Share.
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Note legali. Editore: IR Share SARL – 5, Les Compères – 89520 Fontenoy – +33 (0)6 81 41 53 95 – capitale sociale 1500 euros – Iscritta al registro delle imprese (RCS) di Auxerre col N° 512 567 959. Direttore della pubblicazione: Frédéric Turlan. Hosting: ALTEO – Damien Cornillet – Château – 89500 Villeneuve-sur-Yonne – Francia. N° CPPAP: 0626 Z 9393
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Diccionario Europeo de las Relaciones Sociales Per coloro che desiderano approfondire la lettura di IR Notes, mettiamo a disposizione i link del Dizionario europeo delle relazioni sociali, pubblicato da Eurofound e regolarmente aggiornato da IR Share, editore di IR Notes. Le definizioni dei termini sono disponibili in inglese e possono essere facilmente trasposte grazie a strumenti di traduzione online.
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Prima Pagina
Percorsi divergenti sulla strada verso posti di lavoro di qualità
Il 16 aprile, la Commissione Europea ha organizzato una riunione informativa con le parti sociali europee per illustrare gli obiettivi della futura tabella di marcia per posti di lavoro di qualità (cfr. comunicato), la cui presentazione è attesa entro la fine del 2025. L’iniziativa intende sostenere la competitività, promuovere l’equità sociale e accompagnare transizioni giuste. A tal fine, la Commissione avvierà un dialogo strutturato con le parti sociali, che comprenderà una prima audizione speciale fissata per il 5 maggio, seguita da un ampliamento degli scambi nel corso delle riunioni periodiche dei comitati di dialogo sociale sia a livello intersettoriale che settoriale. Parallelamente, saranno avviate discussioni negli Stati membri. La Commissione si è inoltre impegnata a elaborare un nuovo piano d’azione dell’UE per l’attuazione del pilastro europeo dei diritti sociali, da finalizzare entro la fine del 2025 (cfr. European Pillar of Social Rights). In una nota di orientamento politico, BusinessEurope evidenzia la complessità insita nella valutazione dei posti di lavoro di qualità, sottolineando come gli strumenti attualmente disponibili «presentino limiti chiari e significativi, che potrebbero trascurare aspetti essenziali e comportare conseguenze negative involontarie»(cfr. comunicato). L’organizzazione privilegia l’aspetto quantitativo, sostenendo che l’UE dovrebbe, da un lato, creare condizioni favorevoli alla creazione di posti di lavoro produttivi e sostenibili in imprese competitive e, dall’altro, rafforzare l’occupabilità dei lavoratori. BusinessEurope invita inoltre la Commissione alla prudenza rispetto all’adozione di eventuali misure vincolanti, ricordando che l’acquis comunitario è già «completo» in settori come l’orario di lavoro, la salute, la sicurezza e le condizioni di lavoro. Il Ceemet, l’organizzazione imprenditoriale europea dell’industria metalmeccanica, mette «in guardia contro l’idea che la regolamentazione da sola possa garantire la qualità dei posti di lavoro» (cfr. comunicato) e invitando la Commissione a concentrare i propri sforzi su due assi prioritari: il rafforzamento delle competenze e il miglioramento della salute e della sicurezza sul lavoro. Su quest’ultimo punto, la direttrice generale, Delphine Rudelli, ha sottolineato la «solidità del quadro giuridico europeo esistente» e ha sollecitato «una migliore attuazione e un migliore rispetto delle direttive, piuttosto che l’adozione di nuove leggi». Ha inoltre ribadito che «il dialogo sociale e la contrattazione collettiva non devono essere imposti dalla legge». Al contrario, la Confederazione Europea dei Sindacati (CES) ha esortato la Commissione a «dare prova di audacia» proponendo un pacchetto «posti di lavoro di qualità» che includa nuove iniziative legislative e investimenti concreti. Tea Jarc, segretaria confederale della CES, ha illustrato le principali rivendicazioni sindacali (cfr. comunicato), successivamente approfondite da diversi rappresentanti delle federazioni europee. Jan Willem Goudriaan, segretario generale dell’EPSU, ha rilevato la necessità di iniziative legislative in materia di rischi psicosociali e intelligenza artificiale nei luoghi di lavoro (cfr. comunicato). Isabelle Barthès, vicesegretaria generale di IndustriAll Europe, ha chiesto «uno strumento giuridico che garantisca l’anticipazione e la gestione efficace dell’occupazione e delle competenze», affermando che ciò «passa attraverso il rafforzamento dei diritti alla contrattazione collettiva, all’informazione, alla consultazione, nonché attraverso l’introduzione di un diritto alla formazione per accompagnare le transizioni professionali» (cfr. comunicato).
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1. Unione Europea
Legislazione
CSRD e due diligence : La direttiva 2025/794 del 14 aprile 2025, che rinvia gli obblighi in materia di rendicontazione di sostenibilità e dovere di diligenza, è stata pubblicata nella GUUE del 18 aprile. Adottata a seguito della proposta di direttiva “Omnibus I” presentata dalla Commissione europea (cfr. IR Notes 247), questa direttiva, detta “sospensiva”, si limita a rinviare l’entrata in vigore di alcuni obblighi previsti, da un lato, dalla Direttiva 2022/2464 del 14 dicembre 2022 sulla rendicontazione societaria di sostenibilità (Direttiva CSRD) e, dall’altro, dalla Direttiva 2024/1760 del 13 giugno 2024 relativa al dovere di diligenza delle imprese ai fini della sostenibilità (Direttiva CS3D). Una prossima direttiva, denominata «content», attualmente in discussione, mirerà a una semplificazione volta a «ridurre gli oneri di rendicontazione» e «rafforzare la competitività» delle imprese (cfr. comunicato del Consiglio). La nuova direttiva proroga di due anni gli obblighi di rendicontazione in materia di sostenibilità a carico delle imprese escluse dalla prima fase di applicazione, che riguardava le grandi imprese e le società capogruppo con oltre 500 dipendenti, quotate in borsa e con un totale di bilancio pari ad almeno 25 milioni di euro oppure un fatturato netto di almeno 50 milioni di euro. Tali entità hanno avviato la pubblicazione delle informazioni quest’anno, con riferimento all’esercizio 2024. Di conseguenza, le altre grandi imprese e i gruppi con oltre 250 dipendenti (e le stesse soglie di fatturato) saranno tenuti a pubblicare informazioni nel 2028 per l’esercizio 2027. Per quanto riguarda le PMI, ad eccezione delle microimprese, delle imprese di piccole dimensioni e non complesse, delle imprese di assicurazione captive e di riassicurazione captive, l’obbligo di rendicontazione scatterà nel 2029 con riferimento all’esercizio 2028. Tuttavia, il calendario potrebbe essere rivisto qualora la direttiva “content” procedesse all’innalzamento delle soglie relative all’organico, determinando l’esclusione di numerose imprese dal campo di applicazione. Inoltre, il termine concesso agli Stati membri per il recepimento della direttiva sul dovere di diligenza è prorogato di un anno, al fine di consentir loro di tener conto delle possibili modifiche attualmente in discussione presso il Consiglio e il Parlamento. Il termine è quindi fissato al 26 luglio 2027 e gli obblighi a carico delle imprese sono rinviati di due anni. Essi si applicheranno: 1) a decorrere dal 26 luglio 2027 per le imprese con sede nell’UE che impiegano oltre 5.000 lavoratori e che hanno realizzato un fatturato netto mondiale di almeno 1,5 miliardi di euro nel corso dell’ultimo esercizio precedente, nonché alle imprese di paesi terzi che hanno realizzato il medesimo fatturato nell’UE; 2) a decorrere dal 26 luglio 2028 per le imprese con sede nell’UE, con oltre 3.000 lavoratori e che hanno realizzato un fatturato netto mondiale di almeno 900 milioni di euro nell’ultimo esercizio precedente, nonché alle imprese di paesi terzi che hanno realizzato il medesimo fatturato nell’UE; 3) a decorrere dal 26 luglio 2029 per tutte le altre imprese contemplate dalla direttiva. La direttiva dovrà essere recepita dagli Stati membri entro il 31 dicembre 2025.
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Attualità sociale
Tasso di occupazione : Secondo i dati pubblicati il 14 aprile da Eurostat (cfr. comunicato), nel 2024 il 75,8 % delle persone di età compresa tra i 20 e i 64 anni risultava occupato nell’Unione Europea. Si tratta della percentuale più alta registrata dall’inizio della serie storica nel 2009. Il tasso di occupazione è aumentato di 0,5 punti percentuali rispetto al 2023 e di 1,2 punti rispetto al 2022. I tassi più elevati sono stati registrati nei Paesi Bassi (83,5%), a Malta (83%) e nella Repubblica Ceca (82,3%). I tassi più bassi sono stati osservati in Italia (67,1%), Grecia (69,3%) e Romania (69,5%).
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Salari minimi : Secondo i dati sui salari minimi nell’UE pubblicati da Eurostat il 10 aprile (cfr. comunicato), solo tre Paesi presentano un livello di salario minimo superiore al 60% del salario mediano, con un tasso del 66% (Francia, Portogallo e Slovenia). Si ricorda che la direttiva relativa a salari minimi adeguati invita gli Stati membri a portare il salario minimo al 60% del salario mediano. L’obiettivo del 60% resta ancora molto lontano in Belgio (49%), a Malta (46%), in Estonia (43%) e in Lettonia (43%). > Cfr. anche: Eurofound, National minimum wages, 2025 e Substantial rises in national minimum wages for 2025 – linked to the EU directive?).
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Giurisprudenza
Pensione di invalidità e lavoro part-time : Una lavoratrice spagnola, impiegata part-time come assistente all’infanzia, è vittima di un infortunio sul lavoro nel 2019 e viene successivamente licenziata. Nel 2021 le viene riconosciuta una pensione di invalidità permanente, calcolata in base alla sua retribuzione da lavoro a tempo parziale. La donna ha contestato il metodo di calcolo, chiedendo che la pensione fosse determinata su una base equivalente a quella di un impiego a tempo pieno. A suo avviso, il sistema vigente comporterebbe una discriminazione indiretta fondata sul sesso, poiché oltre il 90% dei lavoratori che tra il 2020 e il 2022 avevano optato per la riduzione dell’orario erano donne. La Corte di Giustizia, tuttavia, ha rilevato che «tali dati statistici non riguardano l’insieme dei lavoratori specificamente svantaggiati dalla norma di calcolo» della pensione di invalidità, «né consentono di stabilire, a fortiori, le rispettive proporzioni di lavoratori di sesso maschile e di sesso femminile che sarebbero svantaggiati dall’applicazione di detta disposizione di diritto nazionale». La Corte precisa inoltre che, qualora il giudice nazionale disponga di elementi che «consentano di stabilire che la normativa nazionale (…) svantaggia in modo particolare le lavoratrici, esso dovrebbe inoltre verificare se quest’ultima persegua uno scopo legittimo e se sia necessaria e proporzionata a tale scopo» CGUE, 10 aprile 2025, causa C-584/23, Alcampo e a.).
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Dialogo sociale settoriale
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Sindacalismo
- Subappalto : La Confederazione Europea dei Sindacati e la Federazione europea dei lavoratori dell’edilizia e dell’arredamento (EFBWW) hanno esortato l’UE ad adottare misure decisive volte a limitare il ricorso al subappalto e promuovere l’occupazione diretta (cfr. comunicato).
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2. Stati membri
Germania
Accordo di governo : Il 9 aprile la coalizione formata da CDU, CSU e SPD ha firmato un accordo che prevede numerose misure in ambito lavorativo. Tra le principali, l’incremento del salario minimo e una maggiore flessibilità negli orari di lavoro (cfr. sito web). La reazione dei sindacati e delle associazioni imprenditoriali è stata complessivamente positiva: le organizzazioni dei lavoratori e delle imprese si sono dette soddisfatte degli interventi a sostegno dell’industria e della contrattazione collettiva. Tuttavia, restano in attesa di verificarne l’effettiva attuazione (cfr. comunicati DGB, IG Metall, IGBCE e, per la parte imprenditoriale, BDA e BDI).
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Belgio
Ritorno al lavoro : A partire dal 1° aprile, i lavoratori licenziati con un preavviso di almeno 30 settimane possono richiedere all’ONEM (servizio pubblico per l’impiego) un’indennità forfettaria di 1.800 euro destinata a finanziare misure di reinserimento professionale, quali corsi di formazione o percorsi di accompagnamento personalizzato (cfr. comunicato). L’iniziativa mira a favorire un rapido reintegro nel mercato del lavoro o l’avvio di un’attività autonoma.
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Irlanda
Competitività : Il 15 aprile il governo ha dato il via libera all’elaborazione accelerata di un Piano d’azione nazionale per la competitività e la produttività, con l’obiettivo di rafforzare la resilienza economica del Paese di fronte alle pressioni inflazionistiche e alle tensioni del commercio internazionale (cfr. comunicato). In nome della competitività, sono state sospese diverse misure sociali precedentemente annunciate, tra cui l’introduzione di un reddito minimo, l’adesione automatica a un regime di risparmio previdenziale obbligatorio e il potenziamento del congedo legale per malattia. L’Irish Congress of Trade Unions (ICTU) ha duramente criticato l’iniziativa, definendola un «piano d’azione anti-lavoratori» e denunciando il sacrificio delle riforme sociali a vantaggio di un alleggerimento del costo del lavoro, privo di garanzie sulla qualità dell’occupazione (cfr. comunicato).
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3. Aziende
Comitati Aziendali Europei
Delocalizzazioni : Come annunciato nel corso di una riunione del comitato ristretto del comitato aziendale europeo (cfr. IR Notes 246), la direzione di ArcelorMittal ha illustrato, durante la plenaria del 23 aprile, la portata della riorganizzazione delle funzioni di supporto in Europa, che prevede il trasferimento di un numero di posti di lavoro compreso tra 1.250 e 1.400 dai Paesi dell’Europa occidentale verso l’India o la Polonia. Contestualmente, la direzione ha annunciato circa 400 tagli di posti di lavoro nella produzione in Francia (su un totale di circa 7.100 posizioni), oltre alle 210-260 posizioni interessate dai trasferimenti. «Si comincia col trasferire le funzioni di supporto e un domani sarà la produzione ad essere trasferita», ha dichiarato Jean-Luc Ruffin (CGT), segretario del comitato aziendale europeo (cfr. anche comunicato di IndustriAll Europe).
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Report di sostenibilità : Il gruppo di lavoro “decarbonizzazione” del comitato aziendale europeo di Suez ha presentato il 2 aprile le proprie raccomandazioni sul rapporto di sostenibilità del gruppo per il 2024, in linea con la legge francese che recepisce la direttiva 2022/2464 del 14 dicembre 2022 (Direttiva “CSRD”). Secondo quanto noto, si tratta di uno dei primi comitati a elaborare un documento (non pubblico) che raccoglie aspettative e raccomandazioni. «Vogliamo che la sostenibilità diventi un vero tema di dialogo sociale e di azione concreta, e non un semplice obbligo di conformità», spiega Christine Chiffre, segretaria del Comitato aziendale europeo. Per il comitato, il rapporto rappresenta uno strumento per costruire un approccio collettivo a sostegno di una transizione giusta all’interno del Gruppo».
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Negoziati transnazionali
Salute e sicurezza sul lavoro : La direzione del gruppo Clariane (ex Korian), che gestisce strutture per anziani e persone non autosufficienti, e il comitato aziendale europeo, accompagnato dalla Federazione europea dei sindacati dei servizi pubblici (FSESP/EPSU), hanno avviato il 23 aprile i negoziati per la conclusione di un accordo europeo sulla salute e la sicurezza sul lavoro, con l’obiettivo di aggiornare e migliorare il Protocollo sulla salute e sicurezza relativo alla prevenzione degli infortuni sul lavoro sottoscritto nel 2021 tra la direzione e il comitato aziendale europeo. Secondo quanto riferito dall’EPSU, i negoziati verteranno in particolare sulla formazione, sui rischi psicosociali, sull’organizzazione del lavoro e il carico di lavoro strutturale, sulla qualità della vita lavorativa, sull’assenteismo e sulla violenza da parte di terzi (cfr. comunicato EPSU). Come spiega Nadège Plou, Direttrice Risorse Umane del Gruppo e Presidente del comitato aziendale europeo «Le misure adottate nell’ambito del Protocollo firmato nel 2021 hanno dato i loro frutti e hanno contribuito a ridurre il numero di infortuni sul lavoro nelle nostre strutture. Con il nuovo accordo vogliamo rafforzare la prevenzione della salute e sicurezza sin dalla fase di inserimento e lungo tutto il percorso professionale dei dipendenti».
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4. Studi e rapporti
Salute sul lavoro e IA : L’ILO ha appena pubblicato una relazione che analizza come l’intelligenza artificiale (IA), la digitalizzazione, la robotica e l’automazione possano contribuire a migliorare la sicurezza e la salute sul lavoro (SSL) nei contesti professionali. Il rapporto evidenzia altresì la necessità di politiche proattive mirate al fine di far fronte ai nuovi rischi associati a queste tecnologie. La digitalizzazione offre enormi possibilità di migliorare la sicurezza sul lavoro. Il documento, che esamina i numerosi tentativi di regolamentare il ricorso a tali queste tecnologie tramite la legislazione o il dialogo sociale, invita ad adottare nuove misure che prendano in considerazione la sicurezza dei robot e l’interazione uomo-robot, il diritto alla disconnessione, una migliore gestione algoritmica del lavoro, del telelavoro e del lavoro tramite piattaforma.
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