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IR Notes 267 – Un appello alla democratizzazione delle aziende

  IR Notes 267 – 11 febbraio 2026
www.irshare.eu
 
 
  Una domanda a…
Isabelle Ferreras, direttrice di ricerca del FNRS, ricercatrice associata ad Harvard e Oxford e docente di sociologia all’Università Cattolica di Lovanio

Il rapporto sulla democrazia sul lavoro presentato dal comitato di esperti da lei presieduto (cfr. Prima Pagina) raccomanda di attribuire ai comitati aziendali europei un diritto di codecisione in materia di intelligenza artificiale. Perché?
Nel quadro del mandato affidatoci dal Governo spagnolo siamo stati chiamati ad ampliare la nostra riflessione sulla democrazia sul lavoro a livello europeo. L’esistenza dei comitati aziendali europei costituisce indubbiamente un progresso rilevante per l’Europa sociale. . Tale avanzamento sarebbe tuttavia ancora più significativo se questi organismi divenissero la sede di un autentico diritto di codecisione sulle questioni realmente decisive. Oggi, ciò che incide maggiormente sulle condizioni di lavoro è l’introduzione di strumenti di intelligenza artificiale. I sistemi di IA in fase di implementazione producono effetti profondi sull’intero percorso professionale: dall’accesso all’occupazione all’organizzazione del lavoro, dalla valutazione delle prestazioni fino all’uscita dal mercato del lavoro. In un ordinamento che riconosce la partecipazione dei lavoratori alle decisioni come valore di rango costituzionale – come avviene in Spagna – è inconcepibile che essi non abbiano voce in capitolo sull’introduzione dei sistemi che li governano. Per questo abbiamo proposto di trasporre a livello europeo ciò che raccomandiamo anche a livello nazionale: un diritto di «shape and consent» in materia di implementazione dell’IA. L’obiettivo è evitare che i lavoratori siano relegati in una posizione passiva, chiamati a esprimere un parere affrettato quando lo strumento è già definito e pronto per l’adozione. Sotto il profilo democratico, è essenziale che possano partecipare fin dalle fasi iniziali alla progettazione dei sistemi di IA. Ciò presuppone una piena comprensione delle logiche e delle implicazioni complessive dei dispositivi da introdurre: come operano, quali effetti producono, cosa trasformano. Ciò implica altresì la possibilità esprimere un consenso o un dissenso, in forma collettiva, alla loro attuazione. Proponiamo inoltre che tale nuovo diritto dei comitati aziendali europei sia accompagnato con la facoltà di avvalersi della consulenza di un esperto o un’esperta in intelligenza artificiale, con costi a carico dell’azienda. Un approccio di questo tipo consentirebbe di prevenire blocchi e tensioni inutili, spesso interpretati come resistenze conservatrici, ma che in realtà derivano dal confronto dei lavoratori con  strumenti che non comprendono appieno, pur essendo consapevoli di esserne governati.

 
  Agenda

 


12–13 febbraio
Lefkosia (Cipro)
Riunione informale dei ministri dell’Occupazione dell’UE.


3–4 marzo
Bruxelles
4° Forum europeo per l’occupazione e i diritti sociali, organizzato dalla Commissione europea, dedicato al tema: Europa sociale: dare potere ai cittadini in tempi di incertezza.


4 marzo
Bruxelles
La Commissione Europea si appresta ad adottare la nuova strategia sulla parità di genere 2026-2030, insieme alla strategia dedicata all’equità intergenerazionale.


9 marzo
Bruxelles
Consiglio Occupazione e Affari sociali.


18 marzo
Bruxelles
Vertice sociale tripartito.


29 giugno
Lussemburgo
Consiglio Occupazione e Affari sociali.

 
  Chi siamo?

 


IR Notes è una comunicazione trasmessa ogni 15 giorni, disponibile in diverse lingue europee (francese, inglese, italiano, spagnolo, tedesco, polacco) e realizzata da IR Share insieme alla sua rete di esperti. Si occupa di diritto del lavoro, relazioni sociali e politica dell’occupazione a livello europeo. È disponibile sul sito tramite abbonamento al prezzo di 273 euro all’anno esentasse.


La squadra: questo numero è stato redatto da Inès Bollet, Victoria Fonseca, Ambre Grenier-Boley, Laura Renucci, Frédéric Turlan e Iris Turlan. Vedi sul sito la squadra di lavoro di IR Share.


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Prima Pagina
Un appello alla democratizzazione delle aziende

Il 5 febbraio, il Comitato internazionale di esperti di alto livello sulla democrazia sul lavoro ha presentato la propria Relazione alla Ministra del Lavoro e dell’Economia sociale spagnola, Yolanda Diaz (cfr. comunicato, sintesi e relazione dettagliata). Il documento contiene analisi e proposte destinate ad incidere in modo significativo e ad alimentare il dibattito pubblico, non solo in Spagna, ma anche in seno all’Unione Europea. Il mandato del comitato, presieduto dalla sociologa belga Isabelle Ferreras (cfr. Una domanda a…), consisteva nel dare concreta attuazione all’articolo 129.2 della Costituzione spagnola, che richiama le diverse forme di partecipazione dei lavoratori nell’impresa, le società cooperative e l’accesso dei lavoratori alla proprietà dei mezzi di produzione. Secondo la Ministra, tale principio costituzionale è rimasto in larga parte inattuato, non essendo mai stata adottata una normativa volta a promuovere la partecipazione finanziaria dei lavoratori o la loro presenza nei consigli di amministrazione (v. IR Notes 247). Il Comitato osserva che la Spagna si colloca «tra i paesi meno sviluppati dell’UE per quanto riguarda il riconoscimento dei lavoratori come attori chiave dell’economia». La relazione raccomanda «una forte democratizzazione» al fine di dare piena attuazione alle disposizioni dell’articolo 129.2 e «aprire la strada a tutti gli investitori del lavoro», ossia ai lavoratori, «affinché possano far sentire la loro voce e acquisire diritti di proprietà». A sostegno del ritorno della cittadinanza al centro dell’impresa, gli esperti adducono «prove concrete e solidi argomenti economici e politici a favore di un intervento pubblico in tal senso». Pur riconoscendo che la disposizione costituzionale possa evocare una certa matrice di ispirazione marxista, gli autori evidenziano come la democratizzazione dell’impresa rappresenti oggi una risposta «più pertinente che mai» alle molteplici sfide dell’economia spagnola, nonché a quelle poste da un capitalismo unilaterale orientato esclusivamente agli interessi degli azionisti, ritenuto responsabile del superamento progressivo dei nove limiti planetari. In un paese in cui tre quarti del territorio sono minacciati dalla desertificazione, tale richiamo assume una valenza particolare. La relazione individua due linee d’intervento. La prima mira a rafforzare la voce dei lavoratori mediante l’introduzione di un diritto di codecisione in capo ai rappresentanti del personale e la garanzia di una presenza dei lavoratori nei consigli di amministrazione. La seconda è volta ad agevolare l’accesso dei lavoratori alla proprietà dei mezzi di produzione: attraverso l’apertura del capitale delle imprese ai dipendenti; l’elaborazione di piani di transizione che consentano ai lavoratori di acquisire le azioni della propria impresa in vista del pensionamento del fondatore o del proprietario; la creazione di fondi dedicati che permettano ai cittadini di investire nel capitale delle imprese. Secondo gli autori, tali misure contribuirebbero a rendere «le imprese spagnole più resilienti e meno dipendenti dagli attori finanziari estrattivi». Inoltre – ed è questo uno degli elementi più innovativi del rapporto, in sintonia con i dibattiti europei sulla revisione delle norme in materia di appalti pubblici – viene proposta la creazione di uno strumento di reporting, l’Indice di sviluppo democratico delle imprese, fondato su due scale di valutazione volte a misurare, rispettivamente, l’accesso dei lavoratori ai processi decisionali e al capitale. Il punteggio attribuito alle imprese in base al loro livello di democratizzazione potrebbe essere utilizzato dalle autorità pubbliche, secondo un meccanismo di bonus/malus ai fini dell’accesso alle sovvenzioni pubbliche, dell’applicazione di aliquote ridotte dell’imposta sulle società, della concessione di incentivi fiscali o di un accesso preferenziale agli appalti pubblici. Spetta ora alle parti sociali spagnole avviare il confronto su tali proposte, come annunciato da Yolanda Diaz. In mancanza di un’intesa, il Governo Sánchez dovrà sarà comunque chiamato ad intervenire per dar seguito all’impegno di legiferare su questi temi nel corso dell’attuale legislatura.


1. Unione Europea
Attualità sociale

28° regime : Il 20 gennaio, il Parlamento Europeo ha adottato a larga maggioranza una serie di raccomandazioni destinate a orientare la proposta della Commissione Europea su un nuovo quadro giuridico volto a sostenere le imprese nell’UE, comunemente definito «28° regime» (cfr. risoluzione, analisi e scheda del Parlamento Europeo). L’obiettivo è istituire uno status di società europea unificata (S.EU), applicabile alle società a responsabilità limitata non quotate in borsa con sede in uno dei 27 Stati membri. La registrazione di tali società avverrebbe interamente per via digitale, consentendo il completamento della procedura entro 48 ore e prevedendo un capitale minimo versato di un solo euro. Per attrarre e trattenere talenti di alto livello  in seno alle S.EU, è prevista l’introduzione di piani di partecipazione azionaria e di strumenti di stock option destinati ai dipendenti. Le raccomandazioni dell’Europarlamento relative al 28° regime dovrebbero confluire in una proposta legislativa della Commissione, attesa per il primo trimestre del 2026. Nella sua relazione, l’eurodeputato René Repasi (S&D) sottolinea la necessità di limitare il rischio di un indebolimento delle tutele dei lavoratori in materia di diritto del lavoro e di diritti di partecipazione alle decisioni, laddove già esistente. Inizialmente concepito per agevolare la creazione di start-up europee, il 28° regime sembra ormai non fissare più limiti per quanto riguarda le dimensioni delle imprese interessate. Un’evoluzione che suscita forte prudenza da parte della Confederazione Europea dei Sindacati, timorosa che la proposta della Commissione attesa per il 16 marzo possa includere restrizioni ai diritti dei lavoratori (v. comunicato).



Subappalto : Il 12 febbraio, il Parlamento Europeo sarà chiamato a pronunciarsi sulla proposta di Risoluzione dal titolo «Affrontare la questione delle catene di subappalto e del ruolo degli intermediari al fine di tutelare i diritti dei lavoratori», presentata dall’eurodeputato Johan Danielsson (S&D). Il testo è già stato approvato dalla Commissione per l’occupazione e gli affari sociali con 35 voti favorevoli e 20 contrari. Essa si appella alla Commissione Europea  affinché «per porre fine alle pratiche di subappalto illecite e tutelare i diritti dei lavoratori, rafforzi la trasparenza e la responsabilità lungo l’intera catena di approvvigionamento e prenda in considerazione l’introduzione di un regime ben definito di responsabilità solidale degli operatori economici e dei subappaltatori». Il Parlamento ribadisce la richiesta alla Commissione di valutare «l’impatto degli appalti pubblici eseguiti principalmente dai lavoratori diretti dell’aggiudicatario e raccomanda che le norme in materia di appalti pubblici incoraggino le imprese a disporre di personale interno sufficiente per attuare i progetti per i quali sono stati aggiudicati gli appalti pubblici».



Ristrutturazioni : Il 6 febbraio la Commissione europea ha proposto di mobilitare 3,7 milioni di euro dal Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione per sostenere i lavoratori licenziati a seguito di recenti fallimenti industriali. In Belgio, 1,9 milioni di euro sarebbero destinati a 416 dipendenti dell’azienda di arredamento d’interni Casa, mentre in Austria 1,8 milioni di euro andrebbero a beneficio di 420 lavoratori licenziati dal costruttore di motociclette KTM (cfr. comunicato).


Dialogo sociale intersettoriale

Lavoro di qualità : La Commissione Europea ha ricevuto le risposte delle principali parti sociali europee alla prima fase di consultazione sul Quality Jobs Act, avviata il 4 dicembre (cfr. IR Notes 264). La proposta di direttiva sulla qualità del lavoro dovrebbe essere presentata entro la fine dell’anno, dopo una seconda fase di consultazione delle parti sociali europee, conformemente all’articolo 154 del TFUE. Nel loro contributo, le parti risultano chiaramente divise. Da un lato, la Confederazione Europea dei Sindacati (CES) chiede l’adozione di leggi vincolanti su tutti i temi affrontati dalla consultazione: gestione algoritmica e intelligenza artificiale sul lavoro, protezione dai rischi psicosociali ed ergonomici sul lavoro; diritto alla disconnessione; pratiche illecite in materia di subappalto; transizione equa con l’introduzione di un diritto individuale alla formazione, ecc. (cfr. risposta della CES). Inoltre, segnata dal fallimento dei negoziati intersettoriale sul telelavoro e sul diritto alla disconnessione nel 2023, chiude la porta a qualsiasi soluzione negoziata con le organizzazioni padronali europee: «le condizioni necessarie per avviare un dialogo (…) non sono attualmente soddisfatte». Sul fronte imprenditoriale, sebbene le problematiche sollevate dalla Commissione siano ampiamente riconosciute, le soluzioni proposte divergono radicalmente da quelle della CES. L’organizzazione datoriale BusinessEurope respinge un approccio puramente legislativo, preso in considerazione solo ai fini della semplificazione della normativa esistente (cfr. contributo). Su tutti i temi affrontati nella consultazione, raccomanda iniziative non vincolanti e chiede una corretta applicazione delle norme già vigenti: «la risposta sta nel rafforzamento degli ispettorati del lavoro e degli altri attori coinvolti» per scoraggiare «attraverso l’applicazione della legge, le attività fraudolente e i potenziali abusi». Inoltre, in contrasto con la CES, BusinessEurope si dichiara disponibile «ad approfondire la possibilità di avviare un dialogo sociale su una o più delle questioni menzionate nel documento di consultazione». Anche SGI Europe, nella sua risposta, così come SME United (cfr. risposta), lasciano la porta aperta alla negoziazione tra le parti sociali europee, che potrebbe essere inserita nel programma di lavoro pluriennale attualmente in fase di elaborazione.


2. Stati membri
Germania

Orario di lavoro : La CDU, guidata dal cancelliere Friedrich Merz, intende rivedere la legislazione sull’orario di lavoro e restringere il diritto dei lavoratori al part-time. Dal 2001, nelle aziende con oltre 15 dipendenti, il datore di lavoro è tenuto, a determinate condizioni, ad accogliere la richiesta di riduzione dell’orario presentata da lavoratori con almeno sei mesi di anzianità aziendale. Il partito del Cancelliere propone di limitare tale diritto a specifiche fattispecie, quali la cura dei figli o la formazione professionale. L’iniziativa ha suscitato critiche da parte di diverse organizzazioni sindacali, in particolare della DGB e dell’IG Metall (cfr. comunicato). L’orientamento si inserisce in un più ampio cambio di rotta della politica occupazionale nazionale, volto a rimettere i tedeschi al lavoro mediante l’aumento della durata dello stesso e il contrasto degli «abusi» in materia di assenze per malattia.


Finlandia

Democrazia sul lavoro : Il Governo conservatore ha avviato una consultazione pubblica su un progetto di riforma legislativa volto ad ampliare la rappresentanza dei lavoratori nei consigli di amministrazione. L’Esecutivo propone di abbassare da 150 a 100 dipendenti la soglia dimensionale delle imprese cui si applica l’obbligo di rappresentanza dei lavoratori nell’organo di amministrazione. «Vogliamo che i lavoratori abbiano più voce nei luoghi di lavoro finlandesi», ha dichiarato il Ministro del Lavoro, Matias Marttinen, secondo cui la misura «consentirà a circa 100.000 lavoratori in più di beneficiare» della rappresentanza nei consigli di amministrazione. Il Ministro ha inoltre sottolineato che «le aziende che hanno già introdotto questo tipo di rappresentanza dei lavoratori riportano esperienze prevalentemente positive» (cfr. comunicato).


Francia

Riqualificazione : In attuazione della Legge n. 2025-989 del 24 ottobre 2025, che recepisce gli accordi nazionali intersettoriali a favore dell’occupazione dei lavoratori senior e in materia di evoluzione del dialogo sociale, dal 1° febbraio 2026 è entrato in vigore il cosiddetto «periodo di riqualificazione», sostituendo i precedenti dispositivi di «Transizioni collettive» e di «Riqualificazione o promozione attraverso l’alternanza». Lo strumento è accessibile a tutti i lavoratori che intendano realizzare una mobilità interna o esterna all’impresa per conseguire una certificazione o nuove competenze e può essere attivato anche su iniziativa dell’azienda. Al fine di precisarne le modalità applicative, il 28 gennaio 2026 sono stati adottati due decreti attuativi relativi, rispettivamente, all’implementazione e al finanziamento della misura.


Paesi Bassi

Sorveglianza dei lavoratori : L’autorità garante per la protezione dei dati personali ha vietato alla società di trasporti britannica Arriva di filmare in modo continuativo i propri conducenti di autobus, richiamando l’insieme delle imprese del settore del trasporto di passeggeri e merci su strada al rispetto dei principi che disciplinano l’utilizzo delle telecamere (cfr. comunicato). Pur potendo essere impiegate per finalità di sicurezza, le telecamere non possono essere utilizzate per il controllo sistematico dei lavoratori. Il sindacato CNV ha accolto con favore la decisione e ha invitato i propri iscritti, nonché le altre imprese del comparto, a riesaminare attentamente i protocolli interni relativi all’impiego dei sistemi di videosorveglianza (cfr. comunicato).


Slovacchia

Nuovi congedi familiari : Dal 1° gennaio il Codice del lavoro è stato modificato dalla Legge 406/2025 in materia di assistenza alle persone non autosufficienti (cfr. comunicato). La riforma amplia le ipotesi di congedo per i lavoratori che si trovino ad affrontare «gravi ostacoli personali all’esercizio dell’attività professionale». In particolare, è riconosciuto un diritto a sette giorni di congedo annui per accompagnare un figlio di età inferiore ai 15 anni a visite mediche o presso istituti per bambini o studenti con disabilità. La legge introduce inoltre un ulteriore congedo di sette giorni, cumulabile con il precedente, a favore dei lavoratori genitori single che accompagnino un familiare, anche un figlio, presso una struttura sanitaria per visita o trattamento in caso di malattia o infortunio improvviso, ovvero presso un istituto specializzato per bambini o studenti con disabilità.


3. Aziende
Comitati Aziendali Europei

Dipendenti senior : Il 26 gennaio il gruppo tessile spagnolo Inditex e il suo comitato aziendale europeo hanno sottoscritto una Dichiarazione congiunta sulle misure necessarie per affrontare la questione del lavoro delle persone di età matura e sostenere la diversità generazionale. Il documento individua otto obiettivi o linee di intervento volti a valorizzare «il lavoro e l’esperienza professionale delle persone che compongono l’organico, in particolare quelle più anziane». Tra le misure previste figurano l’impegno ad  affrontare i rischi connessi all’invecchiamento «in modo globale, includendo sia gli aspetti fisici sia quelli psicosociali», la volontà del gruppo di valutare, «a livello locale e tenendo conto delle specificità di ciascun mercato, l’adeguamento della postazione di lavoro delle persone le cui capacità sono state modificate dall’età, qualora ciò incida in modo significativo sull’esercizio delle loro funzioni», anche mediante interventi sull’organizzazione dell’orario o della giornata lavorativa.



Ristrutturazioni : La direzione europea del gruppo siderurgico ArcelorMittal ha annunciato un nuovo progetto di delocalizzazione su larga scala delle funzioni di supporto, che metterebbe a rischio circa 5.600 posti di lavoro in 20 paesi, mentre un piano analogo è tuttora in fase di attuazione. Lo rende noto una Dichiarazione del comitato aziendale europeo, adottata al termine di una riunione straordinaria svoltasi il 29 gennaio in videoconferenza. «Questa decisione costituisce un nuovo attacco frontale ai lavoratori europei, privo di bilancio, di valutazione e di considerazione per le conseguenze umane, sociali e industriali», anche per quanto riguarda i lavoratori delle imprese subappaltatrici. I rappresentanti dei lavoratori chiedono l’immediata cessazione delle delocalizzazioni fino al completamento e alla valutazione della precedente ondata di ristrutturazioni. La salvaguardia delle competenze chiave, in particolare di quelle informatiche, in Europa rappresenta «una vera strategia industriale europea, rispettosa dell’occupazione e dei lavoratori». Il segretario dell’organismo, Jean-Luc Ruffin, esprime inoltre riserve sulla correttezza giuridica della procedura di informazione e consultazione, che a suo avviso si configurerebbe più come una consultazione su un quadro generale di riferimento, tale da consentire l’attuazione di una serie di ristrutturazioni senza un nuovo e formale coinvolgimento dell’organismo.

 


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