IR Notes

Lavorare insieme per costruire un'Europa sociale

Una fonte di informazione indipendente, affidabile e imparziale sulle relazioni industriali e il diritto del lavoro in Europa.

IR Notes 268 – Limitare il subappalto per contrastare gli abusi?

  IR Notes 268 – 25 febbraio 2026
www.irshare.eu
 
 
  Una domanda a…
Gilbert Cette, economista, professore alla Neoma Business School

Nel recente volume da lei co-firmato, Sauver la démocratie sociale (*), lei critica l’istituzionalizzazione delle parti sociali francesi e la loro incapacità di cogliere le opportunità esistenti per produrre norme per via contrattuale. Quali direttrici occorre seguire per rafforzarne il ruolo?
Dalle leggi Auroux del 1982, passando per la legge El Khomri del 2016, fino al punto culminante rappresentato dai decreti “Travail” del 2017, lo spazio decisionale riconosciuto alle parti sociali è stato progressivamente ampliato. Esse possono oggi elaborare norme destinate, se del caso, a prevalere sulle disposizioni del Codice del Lavoro, nel rispetto dei soli vincoli derivanti dal diritto sovranazionale e dei principi fondamentali (libertà e diritti fondamentali). Si constata tuttavia che tali margini sono stati sfruttati in misura molto limitata per costruire compromessi ambiziosi, capaci di coniugare una più elevata tutela dei lavoratori con un rafforzamento dell’efficienza economica. Le ragioni sono molteplici e vengono analizzate dettagliatamente nel volume. Tra queste figura, in particolare, il numero delle organizzazioni sindacali presenti in Francia. Secondo i criteri dell’OCSE, in Francia operano otto confederazioni sindacali, mentre nella maggior parte dei Paesi europei esse sono da una a tre. Questa frammentazione, a livello nazionale, settoriale e aziendale, favorisce una radicalizzazione delle posizioni. A ciò si aggiunge l’istituzionalizzazione delle parti sociali, che tende ad allontanarle dalla loro base. Il fenomeno riguarda le imprese, ma in misura ancora maggiore i sindacati. A differenza di quanto avviene in altri Paesi europei, essi non dipendono in misura sufficiente dal finanziamento dei propri iscritti e non hanno dunque come priorità l’ampliamento della base associativa. Questa istituzionalizzazione si manifesta a tutti i livelli. I numerosi “consigli superiori” nei quali siedono le parti sociali e le “conferenze sociali” convocate dal Governo si moltiplicano, con risultati spesso modesti. Nelle imprese sono previste negoziazioni annuali obbligatorie su un ampio elenco di materie stabilite dal diritto positivo. Il concetto stesso di contrattazione collettiva obbligatoria non trova riscontro in altri ordinamenti, nei quali le parti sociali sono libere di negoziare e di individuare autonomamente le materie oggetto del confronto. Per quale motivo, inoltre, le negoziazioni intersettoriali si svolgono sistematicamente presso la sede della principale organizzazione datoriale, il Medef, anziché in una sede neutrale come il Consiglio economico, sociale e ambientale? Perché non riconoscere maggiore spazio effettivo alla contrattazione collettiva? Quando, nell’agosto 2025, il Governo ha prospettato la possibilità di convertire la quinta settimana di ferie retribuite in un bonus, i sindacati vi si sono opposti, per non rimettere in discussione un progresso sociale. Ma in base a quale criterio si stabilisce che il progresso sociale consista nella quinta settimana di ferie e non in un’integrazione salariale? I sindacati avrebbero potuto accettare tale opzione subordinandola alla stipula di un accordo collettivo di categoria o aziendale, così da garantire adeguate tutele al lavoratore. Occorre altresì rivedere le regole sulla rappresentatività, innalzando le soglie previste. Nelle imprese in cui le organizzazioni sindacali non risultino sufficientemente rappresentative, il potere di negoziare accordi collettivi potrebbe essere attribuito al comitato sociale ed economico – CSE  [N.d.T. organo unico elettivo di rappresentanza del personale] -, analogamente a quanto avviene in Germania. Proposte di questo tipo contribuirebbero a rafforzare il ruolo dei sindacati. Tali interventi, peraltro, non riguardano esclusivamente le organizzazioni sindacali. Si propone, ad esempio, anche di escludere il datore di lavoro dalla presidenza del CSE.


(*) Cette, G., Groux, G., Richard, R., Sauver la démocratie sociale, Calmann-Lévy, 19,50 euro (13,99 euro in versione digitale).

 
  Agenda

 


26 febbraio
Bruxelles
Dibattito di orientamento, in seno alla Commissione Europea, sul 28° regime (cfr. agenda).


3–4 marzo
Bruxelles
4° Forum europeo per l’occupazione e i diritti sociali, organizzato dalla Commissione europea, dedicato al tema: Europa sociale: dare potere ai cittadini in tempi di incertezza.


4 marzo
Bruxelles
La Commissione Europea si appresta ad adottare la nuova strategia sulla parità di genere 2026-2030, insieme alla strategia dedicata all’equità intergenerazionale.


9 marzo
Bruxelles
Consiglio Occupazione e Affari sociali.


18 marzo
Bruxelles
Vertice sociale tripartito.


18 marzo
Bruxelles
Probabile adozione, da parte della Commissione Europea, della proposta legislativa volta all’istituzione del 28º regime (cfr. agenda).


20 marzo
Bordeaux
Convegno “La democrazia sul lavoro nella transizione ambientale” organizzato dall’Istituto del Lavoro di Bordeaux (registrazione).


24 marzo
Online
Webinar organizzato dalle federazioni datoriali europee EFSI ed EFFE, con il sostegno della Commissione Europea, sul tema: “Creare posti di lavoro di qualità in Europa: il ruolo crescente della contrattazione collettiva nel settore dei servizi alla persona e alle famiglie (Personal and Household Services – PHS) in Europa”, con un intervento di Maria Sedlakova, ricercatrice presso Eurofound (registrazione).


29 giugno
Lussemburgo
Consiglio Occupazione e Affari sociali.

 
  Chi siamo?

 


IR Notes è una comunicazione trasmessa ogni 15 giorni, disponibile in diverse lingue europee (francese, inglese, italiano, spagnolo, tedesco, polacco) e realizzata da IR Share insieme alla sua rete di esperti. Si occupa di diritto del lavoro, relazioni sociali e politica dell’occupazione a livello europeo. È disponibile sul sito tramite abbonamento al prezzo di 273 euro all’anno esentasse.


La squadra: questo numero è stato redatto da Inès Bollet, Victoria Fonseca, Ambre Grenier-Boley, Laura Renucci, Frédéric Turlan e Iris Turlan. Vedi sul sito la squadra di lavoro di IR Share.


Abbonarsi a IR Notes Con un semplice click sul sito di IR Share o via E-mail: frederic.t@irshare.eu


Note legali. Editore: IR Share SARL – 5, Les Compères – 89520 Fontenoy – +33 (0)6 81 41 53 95 – capitale sociale 1500 euros – Iscritta al registro delle imprese (RCS) di Auxerre col N° 512 567 959. Direttore della pubblicazione: Frédéric Turlan. Hosting: ALTEO – Damien Cornillet – Château – 89500 Villeneuve-sur-Yonne – Francia. N° CPPAP: 0626 Z 9393

 
  Seguici su LinkedIn!

Per seguire l’attualità tra due numeri di IR Notes, iscriviti alla nostra pagina LinkedIn: IR Notes. Seguici! Siete già in 780 a seguirci!

 

IR Share è un’impresa a capitale privato, indipendente e apolitica, il cui obiettivo è di informare e sostenere tutti gli attori del dialogo sociale in Europa e oltre. È corrispondente de l’agenzia dell’UE per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro per la Francia dal 2009.

 

Prima Pagina
Limitare il subappalto per contrastare gli abusi?

In vista della futura iniziativa legislativa annunciata dalla Commissione Europea entro la fine dell’anno in materia di lavori di qualità (Quality Jobs Act), si intensifica il confronto su uno dei temi destinati a figurare nella proposta: il subappalto. In occasione dell’avvio, lo scorso dicembre, della prima fase di consultazione delle parti sociali europee, la Commissione ha esplicitamente sottolineato che più la catena di subappalto è lunga e complessa, maggiore è il rischio di frodi e abusi, in particolare nei settori ad alta intensità di manodopera quali edilizia, agricoltura, agroalimentare, logistica, trasporti e servizi alla persona. L’Unione Europea dispone già di un quadro normativo volto a rafforzare la tutela dei lavoratori nelle catene di subappalto, in particolare attraverso le direttive in materia di distacco dei lavoratori. Tuttavia, secondo la Commissione, tali strumenti non risultano sufficienti a prevenire determinate pratiche illecite persistenti. Si prospetta pertanto un intervento mirato nei settori individuati come ad alto rischio, fondato su un rafforzamento delle attività ispettive, un’intensificazione del dialogo sociale e un’eventuale revisione dei regimi di responsabilità solidale dei committenti. La consultazione ha evidenziato una netta divergenza tra organizzazioni sindacali e rappresentanze datoriali. Nella propria risposta, la Confederazione europea dei sindacati (CES) considera l’impostazione della Commissione eccessivamente prudente. Essa sollecita l’introduzione di un limite esplicito alle catene di subappalto, fissato a un massimo di due livelli, nonché l’adozione di una disciplina specifica finalizzata a contrastare le pratiche fraudolente connesse all’operato di intermediari non regolamentati. Di segno opposto la posizione di BusinessEurope, secondo cui la risposta adeguata risiede principalmente nel potenziamento degli ispettorati del lavoro e nella piena applicazione della normativa vigente (cfr. risposta). L’organizzazione datoriale respinge l’introduzione di ulteriori vincoli giuridici al ricorso al subappalto, ritenendo che possano incidere negativamente sulla competitività delle imprese. Uno studio commissionato dall’European Employers’ Institute conclude inoltre che una limitazione dei livelli di subappalto potrebbe risultare incompatibile con il diritto dell’Unione.
Il dibattito è stato recentemente arricchito dagli interventi di due istituzioni europee. Il Comitato economico e sociale europeo (CESE), in un parere esplorativo sulla revisione del quadro giuridico in materia di appalti pubblici, esprime una posizione prossima a quella dei sindacati. Raccomanda l’inserimento sistematico del rispetto dei contratti collettivi tra i criteri obbligatori di aggiudicazione e propone, al fine di contrastare gli abusi nelle catene di subappalto, l’introduzione di un regime di responsabilità solidale accompagnato da sanzioni dissuasive, nonché la limitazione della lunghezza delle catene a uno o due livelli.
In una risoluzione del 12 febbraio, il Parlamento Europeo adotta un approccio più sfumato. Pur non invocando espressamente una limitazione delle catene di subappalto, né la generalizzazione di un regime di responsabilità solidale, sollecita l’elaborazione di una strategia europea di contrasto allo sfruttamento lavorativo, ivi compreso il lavoro irregolare, alla criminalità organizzata ad esso connessa e alle pratiche abusive in materia di subappalto e intermediazione. Parallelamente, stanno emergendo iniziative a livello nazionale. In Svezia, diciotto grandi imprese del settore delle costruzioni hanno istituito la “Rete dei costruttori seri”  (Nätverk för Seriösa Byggare), chiedendo un rafforzamento delle misure di contrasto al dumping sociale e la criminalità legata al lavoro, nonché la limitazione del subappalto a due livelli. Il subappalto si configura così come un nodo strutturale del confronto politico e normativo. Lo status quo appare sempre più difficile da sostenere alla luce dei casi documentati di sfruttamento della manodopera, che incidono sulla fiducia dei cittadini nei confronti dell’Unione. Resta da verificare se l’UE opterà per una disciplina più prescrittiva delle catene di subappalto o per un rafforzamento mirato ed efficace dell’applicazione delle norme vigenti.


1. Unione Europea
Attualità sociale

Omnibus sociale : Gli imprenditori europei rivendicano ormai apertamente un «omnibus sociale», ritenendo che il rafforzamento della competitività passi anche attraverso una revisione mirata della normativa sociale dell’Unione. BusinessEurope ha pubblicato una dichiarazione nella quale indica come prioritari cinque atti: la Direttiva sulla trasparenza retributiva; la Direttiva sul miglioramento delle condizioni di lavoro nel lavoro mediante piattaforme digitali; la Direttiva relativa a condizioni di lavoro trasparenti e prevedibili; la Direttiva sull’organizzazione dell’orario di lavoro e il Regolamento REACH (registrazione, valutazione, autorizzazione e restrizione delle sostanze chimiche).


Per quanto concerne la direttiva sulla «trasparenza retributiva», BusinessEurope chiede il differimento di due anni del termine di recepimento, attualmente fissato al 7 luglio 2026. L’obiettivo dichiarato è concedere a Stati membri e imprese un margine temporale più ampio per conformarsi, individuando contestualmente possibili misure di semplificazione. Tale posizione pone le organizzazioni imprenditoriali in netto contrasto con la presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, che aveva qualificato come non negoziabili sia il contenuto del testo sia il calendario di applicazione.
Per ciascuna direttiva, il documento dettaglia gli emendamenti ritenuti necessari. La dichiarazione è stata presentata in occasione di una tavola rotonda sul tema «Intensificare gli sforzi di semplificazione dell’UE nel campo degli affari sociali», alla presenza di Roxana Mînzatu, vicepresidente esecutiva della Commissione Europea con delega ai diritti sociali. Già nel novembre 2025, l’Associazione europea dell’industria chimica (ECEG) aveva pubblicato una tabella riepilogativa delle direttive sociali da rivedere, includendo anche la direttiva sui comitati aziendali europei di recente adozione (cfr. IR Notes 263). Attivo da diversi mesi su questo fronte, il Ceemet, organizzazione imprenditoriale europea dell’industria metalmeccanica e dei settori affini, aveva assunto posizione all’inizio di dicembre con una dichiarazione congiunta, insieme ad altre organizzazioni settoriali, sollecitando «semplificazione dell’acquis sociale» ritenuta indispensabile per salvaguardare la competitività industriale (cfr. comunicato). Secondo il Ceemet, l’obiettivo non è «deregolamentare», bensì «armonizzare le norme, eliminare le disposizioni obsolete e garantire l’allineamento degli obblighi in materia di rendicontazione e conformità, affinché le imprese possano concentrarsi sulla produttività e sulla crescita piuttosto che sui vincoli amministrativi». Al di là dei profili tecnici, il messaggio indirizzato alla Commissione è esplicito: privilegiare l’effettiva applicazione del quadro normativo vigente mediante un rafforzamento dei controlli, piuttosto che introdurre nuovi obblighi vincolanti. Questa presa di posizione interviene mentre l’esecutivo europeo sta preparando una futura legge sui lavori di qualità, attesa entro la fine dell’anno. La richiesta di un «omnibus sociale» potrebbe pertanto configurarsi come un’iniziativa strutturata volta a incidere sull’agenda legislativa e a contenere un’ulteriore espansione del quadro giuridico dell’Unione.


Dialogo sociale settoriale

Costruzioni edili : Lo scorso dicembre, le parti sociali europee del settore delle costruzioni (FIEC e FETBB) hanno presentato i risultati del progetto congiunto «SIDED-CIC», cofinanziato dall’Unione Europea, volto a esaminare la fattibilità dell’istituzione di un quadro interoperabile per le carte d’identità sociali nel settore edile. Tali strumenti mirano a contrastare le frodi, rafforzare la tutela della salute e della sicurezza sul lavoro e agevolare il riconoscimento delle qualifiche professionali e dei percorsi formativi dei lavoratori. Il progetto è articolato in tre studi: una mappatura dei sistemi esistenti, uno studio di fattibilità giuridica e uno studio di fattibilità tecnica. Alla luce delle conclusioni emerse, le parti sociali hanno concordato una serie di raccomandazioni destinate a orientare le iniziative future, promuovere l’interoperabilità e preparare l’eventuale avvio di un progetto pilota (cfr. comunicati FIEC e FETBB).


2. Stati membri
Bulgaria

Nomadi digitali : Il Consiglio dei ministri ha approvato il Regolamento n. 286 del 12 dicembre 2025, in attuazione della modifica di legge in materia di soggiorno degli stranieri del 18 giugno 2025, che introduce, tra l’altro, un permesso di soggiorno per nomadi digitali. La nuova procedura consente ai beneficiari di risiedere nel Paese senza alcun vincolo di subordinazione con un datore di lavoro locale. L’obiettivo è, oltre a stimolare l’economia e il turismo, attrarre persone qualificate nei settori dell’innovazione, delle industrie creative, ma anche delle alte tecnologie.


Spagna

Salute e sicurezza sul lavoro : Il Ministero del Lavoro e le confederazioni sindacali CC.OO e UGT hanno raggiunto un accordo volto a riformare e modernizzare la legge sulla prevenzione dei rischi professionali (cfr. comunicati CC.OO e UGT). Un avanzamento che tuttavia non raccoglie un consenso unanime. Le organizzazioni datoriali CEPYME e CEOE hanno manifestato il proprio dissenso rispetto al piano, lamentando di essere state escluse dal processo decisionale. Questo senso di esclusione non è nuovo. Nel novembre 2025, le due organizzazioni avevano già diffuso nota congiunta denunciando la loro estromissione dalle decisioni adottate in materia di relazioni industriali in Spagna. A loro avviso, l’assenza di un dialogo più ampio e inclusivo contribuisce a determinare un clima percepito come ostile alle imprese, in particolare alle microimprese e alle PMI. In mancanza di una maggioranza parlamentare consolidata, le misure previste dall’accordo saranno attuate mediante l’adozione di decreti reali. Sono attesi, in particolare, interventi normativi in materia di rischi psicosociali – al fine di imporne la valutazione obbligatoria da parte delle imprese –, di rafforzamento della vigilanza nei contesti in cui operano più imprese nel medesimo luogo di lavoro, nonché di tutela dei lavoratori esposti a condizioni meteorologiche avverse.


Polonia

Molestie sul lavoro : Il 17 febbraio il Consiglio dei Ministri ha approvato un progetto di legge in materia di molestie sul lavoro (cfr. comunicato), che obbliga le imprese con oltre nove dipendenti a comunicare ai lavoratori regole e procedure interne in materia. Il testo prevede inoltre un incremento degli indennizzi riconosciuti alle vittime e l’introduzione di misure volte a contrastare le accuse infondate.
Il progetto si propone di chiarire la disciplina vigente, attualmente ritenuta eccessivamente generica quanto alle condotte, agli effetti e all’impatto delle molestie. La nuova formulazione sembra richiedere che le molestie si concretizzino in comportamenti ricorrenti, ripetuti e protratti nel tempo.


3. Aziende

Intelligenza artificiale : È stata sottoscritta il 4 febbraio, tra il gruppo assicurativo italiano Generali e il comitato aziendale europeo la Dichiarazione congiunta sulla trasformazione tecnologica, la digitalizzazione e l’intelligenza artificiale (IA). Si tratta della quinta dichiarazione in materia conclusa all’interno del gruppo. L’obiettivo dichiarato è disciplinare l’implementazione degli strumenti di IA anticipandone gli impatti organizzativi e sociali. Il testo prevede che «nell’adottare soluzioni tecnologiche innovative, si porrà la massima attenzione alla salute e sicurezza dei lavoratori per evitare che l’uso intensivo della IA possa generare sovraccarico cognitivo e ridurre le interazioni sociali, con effetti negativi sulla salute mentale e causando ripercussioni negative all’integrità fisica». La formazione costituisce un ulteriore pilastro dell’accordo. La dichiarazione precisa che «ai lavoratori verrà data puntuale informazione al lavoratore circa l’utilizzo di sistemi di IA e di IA Generativa e un’adeguata formazione per comprenderne il funzionamento, i benefici e i possibili rischi». I percorsi formativi, il cui contenuto è dettagliatamente descritto nel testo, si svolgeranno durante l’orario di lavoro. Il principio del controllo umano è esplicitamente riaffermato, in particolare con riferimento ai sistemi di IA ad alto rischio, segnatamente nell’ambito della gestione delle risorse umane. Il documento dispone inoltre che «sarà data adeguata informazione al comitato ristretto del CAE nel caso l’introduzione e/o l’aggiornamento dei sistemi sopra citati abbia un impatto rilevante per i lavoratori in ambito transnazionale». Il testo non fa tuttavia riferimento alla «consultazione» né specifica il ruolo del comitato prima dell’implementazione o dell’aggiornamento dei sistemi di IA. È inoltre prevista, a livello europeo, nazionale o locale, la possibilità di «effettuare eventuali valutazioni preliminari dei rischi per la sicurezza e la salute sul lavoro» in caso di progetti di introduzione o evoluzione di detti strumenti. Il monitoraggio dell’attuazione della dichiarazione è affidato al gruppo di lavoro del CAE dedicato alle nuove tecnologie informatiche e all’IA, che si riunirà con cadenza semestrale per l’intera durata di validità del testo.


Accordi transnazionali

Database : Il 19 gennaio l’ILO ha pubblicato l’aggiornamento degli accordi aziendali transnazionali recentemente conclusi o rinnovati, inserendoli nel proprio Repertorio sul dialogo sociale transnazionale. Pur continuando a riguardare tematiche tradizionali quali i diritti fondamentali del lavoro e la salute e sicurezza sul lavoro, gli accordi più recenti – osserva l’ILO – dedicano un’attenzione crescente agli obblighi di vigilanza nelle catene di fornitura, alla sostenibilità ambientale, alle transizioni giuste, alla trasformazione digitale e all’intelligenza artificiale.


Accordi aziendali

Intelligenza artificiale : Il 4 febbraio, la di Albéa Tubes France ha sottoscritto con quattro organizzazioni sindacali (CFDT, CFE-CGC, CGT, Unsa) un Accordo di metodo relativo al ruolo della rappresentanza del personale in occasione dell’introduzione dell’IA. L’accordo si applica sia ai nuovi sistemi di intelligenza artificiale sia alle successive evoluzioni e definisce modalità differenziate di coinvolgimento dei rappresentanti dei lavoratori. È prevista una procedura di consultazione per i progetti di maggiore impatto, in particolare qualora comportino la soppressione di posti di lavoro, l’organizzazione di almeno 35 ore di formazione o incidano sulle qualifiche professionali. La consultazione si applica altresì in caso di implementazione di un sistema coordinato di gestione algoritmica. Gli organi di rappresentanza del personale possono, ove necessario, avvalersi della consulenza di un esperto. La procedura di consultazione è integrata da un «dialogo sociale continuo, unica risposta adeguata al ciclo di vita e alla natura non finita dei sistemi di IA». Secondo Odile Chagny, economista dell’IRES, l’accordo «segnerà senza dubbio una svolta nell’attuazione operativa di un dialogo sociale iterativo sull’IA, come previsto dal progetto Dial-IA».


4. Studi e rapporti

Salute e sicurezza sul lavoro : L’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro (EU-OSHA) ha pubblicato i primi risultati della quarta indagine europea sulle imprese in materia di rischi nuovi ed emergenti (ESENER), accompagnati da uno strumento di visualizzazione particolarmente utile per l’analisi dei risultati e il confronto tra i Paesi europei.
I risultati preliminari evidenziano un significativo incremento del ricorso al telelavoro: la quota di luoghi di lavoro nell’UE-27 che dichiarano di avere dipendenti che lavorano regolarmente da casa è quasi raddoppiata rispetto al 2019, passando dal 13% al 23% nel 2024, con punte superiori al 40% in Finlandia e nei Paesi Bassi. Tale evoluzione comporta anche nuove criticità: la postura seduta prolungata risulta oggi il fattore di rischio fisico più frequentemente segnalato nell’UE-27 (64% delle strutture).
Quanto ai rischi psicosociali, diversi fattori restano ampiamente diffusi nelle organizzazioni, in particolare il confronto con pazienti, clienti o studenti difficili (56% delle strutture) e la pressione legata ai vincoli temporali (43%).
Contestualmente, si registra un rafforzamento delle misure di prevenzione adottate dalle imprese. Tra le strutture che si confrontano con situazioni problematiche legate a clienti, pazienti o studenti, il 54% di quelle con almeno 20 addetti dichiara di aver introdotto procedure per la gestione di minacce, abusi o aggressioni provenienti da soggetti esterni (51% nel 2019). Inoltre, il 39% delle strutture si è dotata piani d’azione contro lo stress (33% nel 2019) e il 55% dispone di procedure per contrastare intimidazioni o molestie (45% nel 2019).

 


Désabonnement

IR Notes

Introduzione

IR Notes è una nota informativa indipendente, affidabile e bilanciata sulle relazioni industriali e il diritto del lavoro in Europa.

Pubblicata in 6 lingue e disponibile su abbonamento, questa newsletter offre un accesso a informazioni concise, mirate e pratiche sui grandi temi dell'Europa sociale e del dialogo sociale transnazionale.

Insieme ai nostri esperti e corrispondenti nazionali, adottiamo un approccio dinamico, pratico e utile al monitoraggio del panorama sociale europeo.

Di conseguenza, selezioniamo i temi più rilevanti, che rappresentano una fonte di idee interdisciplinari e d'ispirazione.

Ogni numero include:

  • Un'intervista a un professionista del settore delle relazioni industriali, che offre una prospettiva unica su una questione sociale di attualità, su un accordo o su un esempio di buone pratiche.
  • Aggiornamenti sugli sviluppi legislativi e sulla giurisprudenza dell'UE.
  • Il monitoraggio dell'evoluzione del diritto del lavoro negli Stati membri dell'UE.
  • Aggiornamenti sulle ultime novità relative ai Comitati Aziendali Europei (CAE) e ai Comitati Aziendali della SE (Società Europea).
  • Infine, "IR Notes" ti tiene informato sui principali studi e ricerche condotti sul mondo del lavoro.

IR Notes
Costruire insieme un'Europa sociale

La newsletter IR Notes offre a tutti in Europa l'accesso a una fonte di informazione indipendente, affidabile e imparziale sui temi relativi alle relazioni industriali.

Three questions for Delphine Rudelli

Three questions for Delphine Rudelli

Three questions for Delphine Rudelli, Director General of CEEMET (*) On the delays in transposing the ‘pay transparency’ directive “We are calling for the application of the directive to be suspended while we assess what can be simplified – not to reduce rights, but...

read more...
European Union – Social update

European Union – Social update

European Works Councils The Expert Group set up by the European Commission to help Member States transpose the new Directive (EU) 2025/2450 on European Works Councils is due to submit its report this summer. This report may constitute a useful point of reference when...

read more...
A step in coordination of national social security systems

A step in coordination of national social security systems

At last, a step forward for freedom of movement for workers in the EU On 22 April, representatives of the Council and Parliament reached a provisional agreement on revising the rules on coordination of national social security systems, as provided for by regulation...

read more...
Picture of Nora Krokovay

A question for… Nora Krokovay

A question for…Nora Krokovay, Senior Analyst at Kopint-Tárki What changes can we expect in terms of social dialogue and labour law in Hungary following the elections that brought an end to Viktor Orbán’s 16-year leadership? The atmosphere was very euphoric and joyful...

read more...
Improvements in job quality

Improvements in job quality

Eurofound notes improvements in job quality in Europe Now that the European Commission has announced its intention to present a bill on job quality by the year end, the results of the latest European Working Conditions Survey (EWCS) will be scrutinised very...

read more...
Is pay transparency the new enemy to be targeted?

Is pay transparency the new enemy to be targeted?

After seeing off the corporate sustainability reporting and due diligence directives, Member States appear ready to tackle the pay transparency directive, which is due to be transposed in Member States by 7 June 2026.Not only are many countries behind schedule, but a...

read more...
A question to… Lidia Gil Otero

A question to… Lidia Gil Otero

A question for…Lidia Gil Otero, PhD Assistant Professor in Labour and Social Security Law at Santiago de Compostela University In the context of the Digilare project (*), you advocate using the transposition of the Platform Work Directive, which is due to be completed...

read more...