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IR Notes 108 – Corte di Giustizia: il diritto fondamentale alle ferie retribuite si esplica fino in fondo

  IR Notes 108 – 21 Novembre 2018
www.irshare.eu
 
 
  Una domanda a
Guillaume Balas, deputato europeo (S&D)

Il suo rapporto sulla proposta di revisione del regolamento sul coordinamento dei regimi previdenziali è stato adottato dalla Commissione Occupazione e Affari sociali del Parlamento Europeo. Quali sono i principali provvedimenti contro gli abusi in materia di distacco dei lavoratori?
La Commissione ha votato un emendamento importante riguardante la legislazione in materia di previdenza sociale applicabile al lavoratore distaccato. L’obiettivo è responsabilizzare l’ente previdenziale cui è iscritto il lavoratore quando esso tardi a trasmettere allo Stato membro di accoglienza la certificazione attestante l’iscrizione del lavoratore al sistema previdenziale dello Stato di origine. L’emendamento prevede che entro venti giorni dalla data di notifica dell’invio dei lavoratori, lo Stato membro d’origine versi, a titolo di deposito, l’equivalente dell’ammontare degli oneri sociali che sarebbero stati dovuti nel caso in cui il lavoratore fosse stato iscritto al sistema previdenziale dello Stato membro di accoglienza (quello in cui viene esercitata l’attività temporanea). Adottando questo testo – puntualizza Guillaume Balas – abbiamo scartato un altro emendamento presentato dai conservatori del PPE, secondo il quale i lavoratori distaccati per un periodo inferiore a una settimana sarebbero stati esonerati dall’obbligo di prova dell’iscrizione al sistema previdenziale dello Stato d’origine. Infine, perché sia possibile distaccare un lavoratore in un altro stato membro, abbiamo previsto che il periodo di affiliazione al regime previdenziale dello Stato d’origine dovrà essere pari ad almeno tre mesi prima della partenza, invece del mese attuale. Questa disposizione è stata adottata al fine di lottare contro i distacchi realizzati tramite società di comodo, le cosiddette “letter box company”.

 
  Agenda

 


29 novembre
Bruxelles
Conferenza organizzata dall’Università Cattolica di Lovanio sul tema “Il lavoro in distacco di fronte al diritto europeo: prospettive di diritto sociale e di diritto tributario“.


29 e 30 novembre
Bordeaux
Giornata di studi europei organizzata dal Comptrasec sull’economia delle piattaforme: “Lavoro, occupazione e organizzazioni – prospettive giuridiche e approcci comparativi”. Una sessione sarà dedicata in particolare alla giurisprudenza nazionale ed europea relativa alle nuove forme di lavoro.


4 e 5 dicembre
Bruxelles

L’Istituto Sindacale Europeo organizza una  conferenza dedicata all’esposizione delle donne ai dischi di cancro sui luoghi di lavoro, con sessioni di prevenzione, mantenimento e ritorno al lavoro, nonché sulla diagnosi del cancro di origine professionale.


7 dicembre
Parigi

33° colloquio della rivista Droit social sul tema: “Quale posto per i sindacati nel nuovo modello sociale?”


11 dicembre
Parigi
Corso di formazione organizzato da Astrees e IR Share su tema “Come riuscire nel primo mandato come rappresentante di un comitato aziendale europeo” (il corso si svolge in francese).
Tel.: + 33 (0)6 81 41 53 95.


13 dicembre
Parigi

Riunione del Club CE – Comitati aziendali europei, animata da Astrees e IR Share sul tema dei Comitati aziendali europei di fronte alla direttiva “segreti commerciali”.
Tel.: + 33 (0)6 81 41 53 95.


13 dicembre
Noisy-Le-Grand

Seminario internazionale dell’IRES sull’Europa sociale e il sindacalismo europeo. La seduta sarà dedicata in particolare ai contributi pubblicati nell’opera collettiva Rough Waters: European Trade Unions in a Time of Crisis alla presenza di numerosi autori. L’introduzione sarà dedicata all’Europa sociale e al sindacalismo europeo.

 
  Chi siamo?

 


IR Notes è una comunicazione trasmessa ogni 15 giorni, disponibile in diverse lingue europee (francese, inglese, italiano, spagnolo, tedesco) e realizzata da IR Share insieme alla sua rete di esperti. Si occupa di diritto del lavoro, relazioni sociali e politica dell’occupazione a livello europeo. È disponibile sul sito tramite abbonamento al prezzo di 18 euro al mese esentasse.


La squadra: questo numero è stato redatto da Predrag Bejakovic e Frédéric Turlan.
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IR Share è un’impresa a capitale privato, indipendente e apolitica, il cui obiettivo è di informare e sostenere tutti gli attori del dialogo sociale in Europa e oltre. È corrispondente de l’agenzia dell’UE per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro per la Francia dal 2009.

 

Prima Pagina
Corte di Giustizia: il diritto fondamentale alle ferie retribuite si esplica fino in fondo

La Corte di Giustizia ha appena compiuto un ulteriore passo avanti nella giurisprudenza in materia di rispetto alle ferie annuali retribuite di quattro settimane previsto dalla direttiva 2003/88 del 4 novembre 2003. Il caso di specie riguardava la vedova di un lavoratore che richiedeva al datore di lavoro del coniuge defunto l’indennità per ferie non godute spettante al marito prima del decesso. Benché il diritto tedesco preveda che il diritto alle ferie retribuite si estingue al decesso del lavoratore, la Corte ha ritenuto che tale legislazione fosse contraria al diritto dell’Unione Europea.  Il punto di maggiore importanza, nella circostanza di specie, è che la Corte si sia fondata sulla Carta dei diritti fondamentali dell’UE al fine di consentire alla vedova di vincere la causa di fronte al giudice nazionale. Occorre rilevare che secondo il diritto dell’Unione, in una controversia tra privati, anche quando il giudice nazionale rilevi una disposizione del diritto interno in totale contraddizione con il diritto europeo, esso non può applicare direttamente la soluzione proposta dalla legislazione europea, in quanto il giudice non può deliberare contra legem.  Il cittadino deve quindi intentare una nuova azione giudiziaria nel proprio paese al fine di far condannare lo Stato per non avere applicato correttamente il diritto dell’Unione, richiedendo il risarcimento del danno. È proprio quest’ultima tappa che la Corte intende eliminare richiamandosi all’art. 31, par. 2 della Carta dei diritti fondamentali, la quale sancisce che «ogni lavoratore ha diritto […] a un periodo annuale di ferie retribuite». Giacché questo diritto riveste un carattere imperativo e incondizionato, il giudice nazionale deve disapplicare la normativa nazionale contraria: il datore di lavoro non potrà appellarsi alla normativa nazionale non conforme al diritto europeo al fine di sottrarsi al rispetto di questo diritto fondamentale garantito dalla Carta. Oramai, in tutti i casi in cui una legislazione nazionale contraria al diritto dell’Unione privi in qualsiasi modo un lavoratore (o i suoi eredi) del diritto alle ferie pagate, il giudice adito dovrà disapplicare tale legislazione. Così agendo, la Corte agevola grandemente i lavoratori che sono stati privati del diritto alle ferie annuali retribuite a causa di una legislazione non conforme al diritto dell’Unione (CGUE, 6 novembre 2018, cause riunite C-569/16, e C-570/16, Bauer e comunicato stampa della Corte).


1. Unione Europea
Progetti

  • Informazione dei lavoratori. I deputati europei hanno espresso il loro consenso all’avvio del negoziato sulla proposta di direttiva relativa a condizioni di lavoro trasparenti e prevedibili nell’UE che introduce nuovi diritti minimi per i lavoratori. Si aprirà ora il negoziato con il Consiglio in vista dell’adozione in prima lettura (cfr. intervist ). La votazione è stata accolta con favore dalla Confederazione Europea dei Sindacati (cfr. comunicato).

  • Diritto societario. La Commissione Occupazione e Affari sociali del Parlamento Europeo ha adottato il 15 novembre scorso il rapporto sulla proposta di direttiva in materia di conversioni, fusioni e scissioni transfrontaliere di società. Gli emendamenti adottati rafforzano il diritto all’informazione e alla consultazione prevedendo disposizioni al fine di garantire che il trasferimento della sede sociale si faccia verso un paese in cui la società abbia un’attività economica reale.

    > Vedi anche:
    Comunicazione della Commissione Europea relativa agli interferenti endocrini contenente le precisazioni riguardo all’“approccio strategico”. Un testo che si rivela in fin dei conti poco ambizioso considerate le sfide e dei rischi connessi a tali sostanze.


Giurisprudenza

Godimento delle ferie retribuite. La Corte di Giustizia ha precisato la responsabilità del datore di lavoro nel creare le condizioni perché i lavoratori possano fruire delle ferie retribuite. Essa intende tutelare il lavoratore che, per evitare misure di ritorsione, «può essere dissuaso dal far valere espressamente i suoi diritti nei confronti del suo datore di lavoro». La Corte puntualizza che il datore di lavoro non può «esentarsi dal rispetto dei propri obblighi invocando il fatto che il lavoratore non ha presentato richiesta di ferie annuali retribuite». Esso non può tuttavia essere costretto «a imporre ai suoi lavoratori di esercitare effettivamente il loro diritto a ferie annuali retribuite». Di contro, deve «assicurarsi che il lavoratore sia messo in condizione di esercitare tale diritto». Quando poi dovesse risultare «che il lavoratore, deliberatamente e con piena cognizione delle conseguenze che ne sarebbero derivate, si è astenuto dal fruire delle ferie annuali retribuite dopo essere stato posto in condizione di esercitare in modo effettivo il suo diritto alle medesime», per il diritto dell’UE, nulla osta a che il lavoratore perda il diritto alle ferie retribuite (CGUE, 6 novembre 2018, causa C-619/16, Kreuziger e comunicato della Corte).



  • Frode al distacco di lavoratori. La Corte di Giustizia ha emesso una sentenza in cui rammenta agli Stati di non poter agire in modo indiscriminato al fine di tentare di ridurre le frodi legate al distacco di lavoratori. La Corte condanna una normativa austriaca in quanto «considerata eccedente rispetto a quanto necessario per il conseguimento degli obiettivi di tutela dei lavoratori, di lotta contro la frode, segnatamente sociale, e di prevenzione degli abusi» (cfr. CGUE, 13 novembre 2018, causa C-33/17, Čepelnik e comunicato).


2. Stati membri
Belgio

  • Fallimento del negoziato sui lavori usuranti. Il 7 novembre le parti sociali non sono riuscite a trovare un accordo riguardo ai lavori riconosciuti come usuranti nel settore privato, negoziato che si colloca nel più ampio quadro della riforma pensionistica adottata nel 2017. Spetterà ora al governo riprendere in mano il negoziato.


Croazia

  • Settimana di quattro giorni. Ha suscitato interesse nella stampa una sperimentazione condotta dalla dirigente di una piccola società di consulenza Logicka Matrica, con sede a Zagabria. Nell’azienda è stata introdotta la settimana lavorativa di quattro giorni, dapprima per un solo lavoratore per un periodo di sei mesi, e, in caso di successo, si prevede di estenderla agli altri dipendenti. L’obiettivo dell’iniziativa è ridurre la tensione generata dalle procedure di risposta alle gare d’appalto entro i limiti della scadenza.


> Per saperne di più. La Commissione Europea ha pubblicato in settembre un Flash report sul diritto del lavoro (in inglese) per seguire l’attualità di ciascuno Stato membro in materia di legislazione sociale e di giurisprudenza. È stata pubblicata dall’Istituto Sindacale Europeo la newsletter Collective bargaining di ottobre (in inglese) contenente un aggiornamento sui contratti collettivi e le vertenze in materia di lavoro.


3. Aziende
Comitati Aziendali Europei

Istituzione di un CAE in un gruppo turco. Il gruppo agroalimentare turco Yildiz Holding (60.000 lavoratori; 6.163 nell’UE) ha sottoscritto il 1° ottobre scorso l’accordo istitutivo del comitato aziendale europeo, che copre 11 stati, compreso il Regno Unito, in cui sono occupati il maggior numero di lavoratori (4.856 addetti). L’accordo prevede che siano rappresentati nel comitato aziendale europeo anche i lavoratori dei paesi extra-UE e che il CAE, costituito secondo il diritto britannico, sia mantenuto anche nell’eventualità di una fuoriuscita del Regno Unito dall’Unione Europea.



  • CAE e Brexit. Il Comitato aziendale europeo di Airbus SE ha pubblicato un comunicato esprimendo la propria opposizione unanime a una “Hard Brexit” e rallegrandosi dell’impegno adottato da parte della direzione di continuare a riconoscere i rappresentanti sindacali britannici come membri del CAE anche dopo la Brexit.


Sindacalismo

  • Riunione della rete sindacale. La rete sindacale mondiale di HeidelbergCement (60.000 lavoratori), il gruppo produttore di cemento e materiali da costruzione, si è riunito ad inizio novembre per affrontare diverse tematiche, tra cui il ricorso intenso al subappalto. È stata richiesta a questo proposito l’apertura di un dialogo con il comitato aziendale europeo e i sindacati a livello mondiale (cfr. comunicato di IndustriAll e dell’IBB). 

  • Creazione di una rete sindacale. Si è tenuta il 12-13 novembre la prima riunione della rete sindacale mondiale della Owens-Illinois (26.000 lavoratori) al fine di richiamare il gruppo americano ad avviare un dialogo sociale mondiale (cfr. dichiarazione et comunicato di IndustriALL Global Union).

  • Dialogo globale sulla digitalizzazione. La rete sindacale mondiale di Saint-Gobain (180.000 lavoratori) ha discusso il futuro del gruppo e dell’occupazione dato il “progetto di Saint-Gobain di modificare prossimamente la propria struttura al fine di adattarsi al meglio alla digitalizzazione in atto nelle industrie di materiali”, comunica la federazione sindacale IndustriAll Global Union (v. comunicato).

 

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